I cento passi, storia di Peppino Impastato

Il 14 dicembre Qui Lecco Libera ha organizzato, con successo, una serata avente come tema la Mafia coinvolgendo la cittadinanza a riflettere su un tema ignorato dai media nazionali o trattato superficialmente con l’intento di alterarne la portata distruttiva.
Il fenomeno mafioso, ormai, coinvolge l’Italia intera ed ha allungato i suoi tentacoli nei meandri della gestione degli appalti e di altri affari pubblici molto prolifici.
Il controllo capillare del territorio, qui al Nord, non è la prerogativa della criminalità organizzata, che invece si muove ad un livello molto più subdolo ed inafferrabile.
Il livello è quello dell’infiltrazione nei consigli d’amministrazione, nell’usura silenziosa, nelle concessioni di appalti pubblici per grandi opere e nel riciclaggio di danaro sporco.
Lecco, recentemente, ha in parte aperto gli occhi sulla presenza mafiosa sul nostro territorio con gli arresti delle settimane scorse che hanno fortemente colpito una parte operativa della ‘Ndrangheta.

Venerdì sera, appunto, il programma della serata ha visto – dopo una breve presentazione di Qui Lecco Libera – un importante quanto significativo collegamento telefonico con Giovanni Impastato, fratello minore dell’eroe Peppino, massacrato da uomini del boss Tano Badalamenti di Cinisi, vicino a Palermo.
Giovanni, in circa trenta minuti va a colpire tutti i punti cardine della battaglia doverosa da intentare alla Mafia, gli stessi che Peppino andò a toccare.

Peppino si concentrò su fattori estremamente attuali: Politica sana, trasparente e disinteressata al proprio sciame di interessi clientelari, Informazione vera e dura, fondata sul principio della Verità e della non-sudditanza ed infine, ma non meno importante, la Cultura, straordinario strumento atto a scardinare distorsioni ancora presenti nel vivere comune.

Purtroppo, nella moderna classe politica, questi ingredienti non vengono considerati, anzi, vengono addirittura rivoltati come un calzino : Marcello Dell’Utri, Mastella, Cuffaro ed altri esempi di evidente collusione con un emisfero non proprio immacolato lo certificano e ne sottolineano la più assoluta gravità.

Bene, questi elementi devono tornare in ciascuno di noi, devono riappropriarsi delle coscienze e riportare la società civile a respirare di nuovo.
Peppino, così come tutti gli eroi nazionali anti-Mafia, lo ricorda sempre : con mezzi semplici e con passione e con risoluta capacità critica, si può davvero mettere in crisi e infastidire il sistema corrotto che ci circonda.
Certo, all’inizio ci sentiremo dare degli inopportuni, degli idealisti, dei comunisti, ci sbeffeggeranno con i loro numeri, ci faranno sentire così piccoli da volerci ignorare, ma non dovremo farci intimidire.
La strada segnata da Peppino Impastato è una sola : rivoluzione culturale, all’interno della legalità e nel rispetto della Costituzione, servendosi dei propri diritti e di strumenti di diffusione efficaci.

Giovanni, il fratello, con fermezza denuncia più volte il silenzio della politica, la collusione tra potere politico e quello affaristico-mafioso, lancia provocazioni e semina, incredibilmente, fiducia.
Fiducia, come diceva Falcone, “la Mafia è una storia, e come tutte le storie ha un inizio ed una fine”.

Peppino, è stato ricordato da Giovanni come un ragazzo comune, semplicemente consapevole del pessimo mondo che era costretto a sopportare. S’è ribellato e l’hanno ammazzato come un animale. Però era come noi, normalissimo, di famiglia mafiosa e con mezzi semplicissimi.
Peppino ha alzato la testa e ha trasmesso fiducia ad amici e compagni sparsi per l’Italia.

Questa “fiducia” e forza dello sdegno dobbiamo farle divenire elementi primari di Qui Lecco Libera, perché senza il desiderio di oltrepassare la siepe orrenda che ci circonda, saremo sempre costretti a sguazzarci dentro.

La serata è stata davvero emozionante e, come dicevo sopra, ha fatto intendere chiaramente che la Mafia è qui, e spesso siamo noi stessi a volerla.
L’antidoto, la cura, la ricetta per sconfiggere la Mafia e la relativa illegalità diffusa?
Politica sana, Informazione libera e Cultura della legalità.
Agire sul pensare delle persone mostrando il volto e l’impegno diretto di giovani disillusi.

Alfonso Navarra, Piero Ricca e l’immenso Turi (sabotatore di F16) hanno poi gestito un dibattito rapido ma denso di significato, concentrandosi specialmente sulla doverosa presa di posizione del cittadino “normale” – spesso anestetizzato e male informato – nei confronti della mafia e della corruzione morale.

L’invito è uno solo : alzare la testa, parlare con gli amici della realtà dei fatti, fare passaparola e creare una rete alternativa a quella preposta dai poteri occupanti.

Qui Lecco Libera.

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