Aggressione fascista a Pavia

Aggressione fascista a Pavia

Mercoledì 15 ottobre al centro sociale Barattolo di Pavia c’era una serata di musica e ballo, una serata di aggregazione organizzata dal Collettivo Universitario Autonomo in risposta alle ordinanze “anti-bivacco” volute dal sindaco di centro-sinistra Piera Capitelli (ordinanze analoghe a quelle di cui abbiamo sentito parlare di recente anche a Lecco). Si era presentata un sacco di gente quella sera, tanti ragazzi, tanti studenti, i soliti noti ma anche molte facce nuove. Dovete sapere però che il centro sociale di Pavia ha una particolarità: sorge accanto alla sede di Forza Nuova, o meglio: di fianco al Barattolo, nonostante le molte proteste sollevatesi, è sorta qualche anno fa la sede di Forza Nuova. E quella sera, fin dalle prime ore, erano state segnalate diverse intimidazioni da parte di chi, andando alla festa, doveva per forza di cose passare davanti a quella sede. Roba di tutti i giorni. Nessuno ci avevano fatto caso più di tanto. Vogliono solo provocare. Lasciamoli perdere. Questa volta però (e purtroppo non era la prima) i provocatori sono passati dalle parole ai fatti: verso le 23:00 tre giovani che passavano di lì sono stati aggrediti e colpiti al volto dai ragazzi di Forza Nuova sulla soglia della sede. Altre quattro persone si sono accorte di ciò che stava accadendo e sono sopraggiunti nel tentativo di soccorrere i ragazzi feriti. A quel punto gli aggressori, armati di spranghe, tirapugni e una mazza chiodata, recuperati dall’interno della sede, si sono opposti agli amici dei ragazzi aggrediti. La situazione è degenerata, tutti i ragazzi del Barattolo si sono precipitati in strada, sono accorse le forze dell’ordine e soprattutto le ambulanze per portare sette delle persone picchiate al pronto soccorso: le prognosi sono comprese tra i 3 e i 12 giorni. Nonostante questo, i ragazzi, velocemente medicati, vengono portati in questura dove vengono trattenuti fino alle 9:00 del mattino per l’identificazione e le deposizioni prima di tornare in ospedale. Nel frattempo i ragazzi in strada hanno improvvisato un presidio davanti alla sede, mentre alcuni poliziotti li tenevano a debita distanza per “sicurezza” e altri invece scortavano gli aggressori, riparatisi all’interno della sede, sulle macchine della polizia. Ecco che allora il Collettivo Universitario Autonomo organizza per il giorno seguente una manifestazione nella fatidica via. Si sono presentate all’incirca 200 persone tra studenti , lavoratori, membri del collettivo Co.r.s.a.ri. ed anche alcuni consiglieri comunali di Rifondazione. L’intento della manifestazione di oggi era la richiesta della chiusura immediata della sede di Forza Nuova a Pavia e come gesto simbolico di riappropriazione di quello spazio si voleva appendere un paio di striscioni alla saracinesca della sede. Le forze dell’ordine però, in tenuta da sommossa, si sono schierate impedendo ai manifestanti di avvicinarsi, così il corteo si è trasformato nuovamente in presidio. Un megafono recuperato è diventato allora portavoce dell’amarezza, della tristezza, della rabbia dei presenti. Rabbia, soprattutto rabbia, anche perché durante la serata è giunta la notizia che addirittura ai ragazzi brutalmente pestati è stato impedito di esporre denuncia contro gli aggressori. Il sindaco di Pavia promuove la sicurezza per le strade impedendo la libera aggregazione nelle piazze, il consumo di alcool al di fuori degli esercizi commerciali, ma a fronte di questi fatti si limita a dire “non posso farci niente”. Questo però ai ragazzi non basta. A tutti noi non basta. È stata formalmente richiesta la chiusura immediata (non lo spostamento) della sede di Forza Nuova da parte del Collettivo Universitario Autonomo e dai consiglieri di Rifondazione, gli stessi che si dichiarano pronti a vigilare personalmente, quotidianamente, “perchè quella saracinesca non si alzi mai più”.

Laura Isacco

5 pensieri riguardo “Aggressione fascista a Pavia

  • 18 Ottobre 2008 in 11:22
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    Assurdo.

  • 18 Ottobre 2008 in 13:32
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    segnalo la versione opposta, che secondo i media pavesi e le forze dell’ordine dovrebbe far media con quella rilasciata dei ragazzi picchiati e dai testimoni oculari………

    “Nella notte di mercoledì 15 ottobre, la sede provinciale di Forza Nuova Pavia è stata oggetto dell’ennesimo atto violento da parte di ben note espressioni politiche locali.
    Nella giornata in cui i media locali rendevano pubblica la notizia di un procedimento in corso nei confronti di un militante appartenente al PRC, in seguito a denuncia inoltrata da Forza Nuova, ecco puntuale la reazione di tutti quei movimenti che vorrebbero far tacere per sempre l’unica forza capace di schierarsi sempre dalla parte del popolo.
    Dopo aver sfondato la vetrata d’ingresso della sede forzanovista, un gran numero di persone provenienti dal Centro Sociale “Barattolo” si è scagliata con violenza contro i militanti di Forza Nuova, presenti nella propria sede per la consueta riunione settimanale. Dopo attimi di violenta tensione nella zona antistante la sede, alcuni militanti sono riusciti a chiudersi al suo interno, mentre fuori si radunava un sempre crescente gruppo di democratici personaggi, che al grido di “vi bruceremo dentro la vostra sede” e “vi ammazzeremo tutti”, iniziavano a distruggere ignobilmente le auto dei militanti forzanovisti parcheggiate nella via, andando peraltro a colpo sicuro come se conoscessero esattamente targhe e modelli delle auto appartenenti ai nostri militanti.
    Dopo ore di attesa all’interno della sede, tutti i militanti si recavano in questura per stilare i dovuti verbali, facendo presente che il movimento avvierà tramite i propri legali iniziative che si reputeranno le più appropriate.

    Il Segretario Provinciale di Forza Nuova,
    Daniele Spairani ”

    al presidio non erano presenti solo i ragazzi del barattolo ma anche bambini, anziani e adulti che erano rimasti in strada fino alle 7 del mattino per poi andare a lavorare alle 8 ed essere di nuovo in piazza a manifestare,

  • 18 Ottobre 2008 in 16:28
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    Certamente dal Segretario Provinciale di Forza Nuova possiamo aspettarci una ricostruzione onesta e sincera dell’accaduto.

  • 19 Ottobre 2008 in 19:53
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    novità dal sito del barattolo (centro sociale autogestito di pavia)

    “Forza Nuova chiude la sezione pavese in Borgo Ticino: si tratta di un’ammissione di colpa e di un tentativo di anticipare la chiusura da parte della magistratura, per evitare di rendere conto dell’agguato premeditato. Soprattutto, si tratta della vittoria di tutta la Pavia antifascista che ha saputo mobilitarsi immediatamente, secondo le pratiche democratiche e non violente che da sempre la contraddistinguono, evitando, nonostante la legittima rabbia, di cedere alle provocazioni.

    Mercoledì notte solo la nostra responsabile gestione della piazza ha evitato il peggio: oltre 200 giovani si sono subito autorganizzati in cordone: per permettere ad altrettanti di continuare la festa universitaria all’interno del CSA; per evitare ulteriori violenze fasciste; per impedire la fuga ai fascisti rinchiusisi nella loro sede di scappare, come già fatto da alcuni degli aggressori appena dopo l’agguato, approfittando di un furgone pronto all’uso.

    E’ la città intera che li ha rifiutati: centinaia di giovani, magari intervenuti per la prima volta al Barattolo, sono rimasti, arrabbiati, indignati ma lucidi e determinati, in presidio fino alle 4.30 di mattina, hanno partecipato all’assemblea per la stesura dei comunicati fino alle 7 e si sono riprsentati il giorno dopo alle 18 per esigere la chiusura della sede.

    Ringraziamo anche i numerosi che con la loro testimonianza hanno permesso che la verità emergesse senz’ombra di dubbio fin dagli istanti successivi all’aggressione.

    Anche per rendere omaggio a questa forma di partecipazione e coraggio civile perseguiremo con ogni mezzo chiunque in questi giorni abbia diffuso menzogne tentando di coprire l’agguato fascista.

    Attendiamo di vedere i risultati dell’indagine della magistratura e le prese di posizione delle istituzioni ma già sappiamo che, nella migliore delle ipotesi, non faranno altro che giungere alle conclusioni che andiamo ribadendo da sempre: forza nuova è un partito fascista e in quanto tale non può essergli concesso il minimo spazio di visibilità e agibilità politica.

    Che i forzanuovisti si risparmino la fatica di cercare un’altra sede: la città continuerà a rifiutarli, ovunque troveranno lo stesso trattamento che centinaia di studenti e lavoratori pavesi gli hanno riservato i giorni scorsi.

    Pavia ha finalmente conquistato una fondamentale vittoria: per la prima volta una città ha costetto alla chiusura una sede fascista. Da qui dobbiamo partire per ottenere lo scioglimento di Forza Nuova. Il giorno dopo l’aggrssione il segretario del partito, Roberto Fiore, dichiarava: “La Lega aveva fatto promesse e su queste si è giocata la vittoria elettorale. Promesse buttate al vento, semirinnegate, svuotate di ogni valore: i fucili li useremo noi” – Roma, 16 ott. (Apcom): parole che svelano oltre ogni ragionevole dubbio il progetto politico di Forza nuova: ricostituire il partito fascista e ritrascinare il paese nelle pagine più nere della sua storia.

    Ribadiamo che l’obiettivo dell’agguato premeditato dell’altra sera era quello di intimidire i frequentatori del Barattolo che, con la propria partecipazione, promuovono quotidianamente un’idea di socialità basata sull’inclusione sociale e sul confronto tra le culture. Attività culturali e ludiche (dibattititi, cineforum, concerti), sportello d’assistenza ai migranti e doposcuola per i ragazzi migranti, corsi di italiano e di alfabetizzazione informatica. Queste sono le attività promosse da persone che rifiutano la semplicistica e sensazionalistica definizione di “antagonisti” non limitandosi a predicare ma praticando ogni giorno l’inclusione sociale, la difesa del territorio costruendo nuove forme del vivere comune.

    In questi giorni abbiamo ricevuto attestati di solidarietà da molte parti: ben venga, ma adesso ci aspettiamo che la solidarietà si trasformi in atti concreti, a partire dal consiglio comunale di luendì sera durante al quale chiediamo di condananre quanto succeso e di riconoscere la reale natura di questi eventi: non si tratta di azioni criminali perpetrate da singoli individui, bensì l’applicazione materiale di una prassi politica storicamente ben definita, lo squadrismo, fondamento di un movimento politico ben definito, il fascismo.

    La nostra solidarietà va anche ai borghigiani che hanno dovuto subire in questi giorni una decisa militarizzazione del quartiere.

    Restano in tutto questo da chiarire alcuni punti oscuri, soprattutto sull’operato della questura: l’intervento è stato tardivo e la gestione della piazza mercoledì notte improntata alla provocazione ed alla minaccia: solo la fermezza e la lucidità dei manifestanti, prima e dopo l’arrivo di Polizia e Carabinieri, ha impedito che la situazione degenerasse.

    Devono ancora spiegarci perché ai feriti è stato impedito di sporre denuncia in Pronto Soccorso, come normalmente avviene; perché, se c’era bisogno di salvaguardarli da eventuali altri aggressori a piede libero, sono stati invitati ad andare in questura autonomamente; perché vi sono stati trattenuti fino alle 9.30 della mattina seguente ascoltati semplicemente come persone informate dei fatti senza che gli fosse permesso sporgere finalmente denuncia; perché negli uffici della questura è permesso affiggere calendari e locandine fasciste.

    Da oggi Pavia è tornata ad essere territorio liberato dalla presenza fascista: è una vittoria di tutto il movimento, della sua determinazione e fermezza; una vittoria che solo con la continua vigilanza antifascista potrà essere manenuta.”

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