Murdoch, Paolo Mieli, Ratzinger e il buio pesto del Pd

Papa Ratzinger, per voce di un rappresentante della Santa Sede, ha affermato la propria contrarietà sul fatto di levare il reato di omosessualità. La proposta era giunta all’ONU dalla Francia di Sarkozy. Il Pastore Tedesco s’è opposto. Poco importa, come ricordano bene le amiche e gli amici di Renzo&Lucio, che la pena capitale per atti sessuali con persone dello stesso sesso sia prevista in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. Il carcere a vita, invece, è previsto in India, Pakistan, Birmania, Guyana , Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados.

Papa Ratzinger, sempre pochi giorni fa, non ha nemmeno firmato la Convenzione ONU sui diritti dei disabili. “Manca un netto no all’aborto” s’è giustificato l’establishment ecclesiastico.

Intanto in Italia Berlusconi non le manda a dire. Direttamente da Tirana da il via all’editto estero numero 2. I direttori del Corriere della Sera e de La Stampa debbono “cambiare mestiere”. Irritazione e sgomento da parte di Paolo Mieli e Giulio Anselmi. Più che giustificati. Non è proprio così democratico e liberale emanare diktat autoritari. Però non è la prima volta per la tessera 1816 (Berlusconi). Lo fece già con Biagi, Luttazzi, Santoro ed altri ancora. Allora Mieli però parlava di “dialogo” e di “cultura liberale dell’opportunità” e non di censura. Di colpo quel “liberale” purosangue del piduista di Arcore s’è trasformato nel cannibale di Tirana.

Rupert Murdoch, detto amichevolmente “lo squalo” per come gestisce i propri affari, proprietario (tra tutto ciò che possiede) del Wall Street Journal, di 180 testate, di My Space, di televisioni e di Sky (oltre che di Fox), è diventato nel frattanto l’avamposto su cui il Partito Democratico sta combattendo la sua battaglia di libertà. Dopo aver condotto una divertentissima campagna elettorale a suon di “non esistono più i padroni”, Walter ha trovato il modo per sconfessarsi da solo. Difende (e tesse le lodi) di uno dei massimi esponenti di oligopolio mediatico del pianeta. Lo “squalo” australiano di 77 anni Rupert.
Il casus belli è una tassa. Il Governo del piduista corruttore intende alzare la tassa che Sky deve allo Stato dall’attuale 10% al 20%. Murdoch se l’è presa e ha organizzato una bella campagna a raffica contro “l’innalzamento delle tasse alle famiglie italiane da parte del Governo Berlusconi”. Ha fatto più danni al Padrone di Arcore Murdoch che tutta la sinistra italiota in quindici anni. Straordinario per un elettore di questi fenomeni, vero?
I timidissimi (quanto complici) omuncoli della finta opposizione ora strillano al “conflitto d’interessi”. Dopo quindici lunghi anni di connivenza e laissez faire che hanno permesso il radicamento ed i danni socio-culturali giganteschi del potere di Sua Emittenza, rispuntano a parlare di ciò che hanno sempre (ed abilmente) evitato di normare. Che poi sono gli stessi che telefonavano ai furbetti mentre questi rastrellavano azioni illecitamente e scalavano banche a spalle scoperte.
Indubbiamente Berlusconi tassa Sky per il suo spiccio interesse. Sta di fatto però che – a bocce ferme – non ci sarebbe nulla di sbagliato nel tassare un oligopolio che beneficia del 10% d’IVA piuttosto che del 20%. C’è crisi e quindi una tassa in più è sbagliata? Questa è una critica politica. Potrebbe pure starci.
Certo che veder Murdoch tutelato da quella che dovrebbe esser la sinistra italiana assomiglia più ad uno scherzo che altro.

Il Partito Democratico si trascina – senza contare il pizzino di Latorre – come quel famoso ubriaco ricordato da Prodi in campagna elettorale del 2006. Non avendo uno straccio d’idea per il futuro, essendo costretto ad inseguire i peggiori rigurgiti fascistoidi di questa destra becera e brigante, con le mani sporche della marmellata d’affari che per anni Berlinguer tenne lontana si ritrova a dover costruire battaglie ideologiche in difesa d’uno dei peggiori – ripeto – “squali” del capitalismo occidentale. Tace sul Papa e difende il “padrone”. Snobba gli omosessuali e i disabili e s’erge a difesa del liberale (che poi di liberale non ha nulla) Paolo Mieli.

Ma esser di sinistra non significava avere un’idea diversa? Una volontà irrinunciabile di eguaglianza, di cambiamento, di diritti per tutti e di libertà?

Duccio Facchini

21 pensieri riguardo “Murdoch, Paolo Mieli, Ratzinger e il buio pesto del Pd

  • 9 Dicembre 2008 in 15:36
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    I bambini sono di sinistra.. (Cit. Claudio Bisio)

    Piffo

  • 9 Dicembre 2008 in 15:59
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    Alcune delle accuse alla Chiesa gravitano tra il volgare (Pastore Tedesco) e il disinformato. Il no alla proposta di Sarkozy nasce dall’evidente tentativo di inserire all’interno della sacrosanta difesa dei diritti della persona a non essere discriminata (tantopiù in modo violento come avviene nei paesi islamici) anche questioni come matrimonio tra omosessuali o adozioni da parte di coppie gay, cioè secondo tale indirizzo se non fossi d’accordo con matrimoni e adozioni sarei un sessuofobo razzista. Se si vuole ottenere il risultato di prevenire ogni tipo di violenza non lo si può certo fare con documenti ideologici come quello, l’intento politico non era la tutela di quei soggetti altrimenti sarebbe stato un documento ben più pacato, bensì il riconoscimento internazionale di un certo tipo di politiche. La questione ONU sui disabili era un assurdo giuridico in cui da un lato descrivi i diritti dei disabili dall’altro per prevenire l’handicap, invece di adottare strategie terapeutiche auspichi quella di sopprimere eugeneticamente, prima della nascita, i feti portatori di handicap, diciamo che si può fare di meglio se il dottore invece che cercare metodi di guarigione risolve tutto alla radice…

  • 9 Dicembre 2008 in 17:22
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    La Chiesa predica amore, pace, fratellanza, dialogo, tutte belle storie ceh vanno pure di moda.
    Poi parla di “patologia” riferendosi all’omosessualità. Beati loro che sanno cos’è una malattia mentale, sono 4 anni che provo a capirlo… Bateson stesso ha rinunciato a comprenderlo, dopo decine di anni… che dire? Brava Chiesa! Miracolo!
    In fondo sono i discendenti di quel tizio che camminava sulle acque.

    Sulle altre due questioni sono anche superflui i commenti.

  • 9 Dicembre 2008 in 20:03
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    purtroppo con la morte di Papa Giovanni Paolo II
    avevo capito che non sarebbe stata più la stessa storia,
    che ci sarebberò state trasformazioni di pensiero, anche radicali
    che sono andate ad incidere su diritti inalienabili come la libertà nel privato,
    nella scelta del partener e che minano gli aiuti ai meno fortunati…
    domani ricorrono i 60 anni dall’entrata in vigore della dichiarazione
    universale dei diritti dell’uomo e mi chiedo se è solo carta straccia, alle volte…
    le delusioni non arrivano solo dalla roma ecclesiatica
    ma anche da quella, cosidetta, di sinistra:
    firenze napoli roma genova perugia sono un’ondata le inchieste ai danni
    di amministrazioni “rosse”,
    e mi ritrovo ora sì
    con la certezza che in italia
    dire di avere una sinistra
    è come bestemmiare…
    la questione morale della corruzione

  • 10 Dicembre 2008 in 10:26
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    Si,pure io avevo presagito qualcosa al momento della morte di Papa Giovanni Paolo II.
    La chiesa sembra divenire sempre più distante dal popolo.
    Giovanni Paolo si che era bravo, aveva proprio la faccia da buono, stava con i giovani, con le famiglie, amava la musica, sciare e nuotare, faceva battute, attirava folle oceaniche di giovani che cantavano suonavano e pregavano al grido di “karol la nostra droga”, veramente dei bei tempi di luce splendente.
    Si, un pontefice così buono non si vedeva da tempo, buono e rivoluzionario nello stesso tempo, ha portato la pace nel mondo e ha sconfitto il comunismo.
    veramente un santo subito.
    con affetto
    F.D.P

  • 11 Dicembre 2008 in 00:14
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    “sconfitto il comunismo” mi sembra un concetto fortino.
    Woitjla ha dato un impulso inatteso alle speranze di trasformazione della società europea… che poi hanno prodotto soggetti come Eltsin e fenomeni geo-politici come la frantumazione della Jugoslavia – di cui oggi non abbiamo finito di pagare le conseguenze…
    Ci ricordiamo di Lech Walesa? il sindacalista “bianco” di Danzica? dei cantieri Ursus (leggi trattori fiat)?
    Sono passati più di 25 anni, e ora – immagino – si sta chiedendo, seduto in poltrona “vero skay” del salotto del suo bilocale, se non ci fosse un modo migliore.
    Il fatto è, come asseriva un tale, che finché ci sarà un padrone ci sarà lotta di classe – poi sui nomi possiamo anche tergiversare, il contenuto è che il potere deve essere dei lavoratori e delle lavoratrici: non degli speculatori e dei piduisti.
    Tutto il resto è esercizio di stile.

  • 11 Dicembre 2008 in 15:56
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    Secondo me non è una questione di Papa o non Papa, o almeno non solo…

    C’è un paradosso sotto la Chiesa: potere materiale nel Vaticano o potere “celeste” nelle nostre coscienze? Sicuramente entrambe le cose non possono essere più conciliate, dal momento che la Chiesa non è più la solita opzione morale per le persone… è un poì come Guelfi e Ghibellini, solo che a sto giro spero che si risolva diversamente la cosa.

    Morale: o la Chiesa si limita a legiferare e parlare AL VATICANO oppure lo fa con tutti, ma capendo finalmente che non abbiamo più il DOVERE di ascoltarla. E che i suoi pretacci nei consultori non li vogliamo. Tanto per citare l’esempio archetipico delle manfrine del Vaticano nel nostro già povero Paese.

  • 12 Dicembre 2008 in 10:02
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    Sig. Zic,
    ti prego di non definire “pretacci” quegli uomini che si sacrificano per il bene di Cristo, che fanno del bene la loro unica ragione di vita, che insieme alla supervisione del Vaticano e del Santo Padre riescono a far sopravvivere tante realtà di bene nel nostro paese e nel mondo.
    Critiche si ma insulti gratuiti no.
    F.D.P

  • 13 Dicembre 2008 in 21:22
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    Ma parliamo dei preti, quelli che hanno gusti sessuali orientati verso bambini del loro stesso sesso? Quelli che hanno un sacco di soldi ma predicano la povertà? Quelli che entrano nei consultori a dire alle 15enni sfigate a cui si è rotto il preservativo di non abortire? Quelli che dicono che l’omosessualità è una malattia da curare? Quelli che pregano con l’attuale Papa, che beatifica 300 Franchisti in un sol giorno (dicesi miracolo, mi sa)? No, perchè magari non ci siamo capiti e stiamo parlando di due cose diverse…

  • 14 Dicembre 2008 in 15:03
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    Zic, evidentemente l’ideologia ti annebbia la mente, quello che hai scritto, soprattutto alla prima domanda di una genericità assoluta è aberrante

  • 15 Dicembre 2008 in 12:51
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    Ideologia? Quale ideologia? Non ce l’ho.
    Idea forse… è la mia idea. Se suona aberrante me ne scuso, ma è più forte di me: non riesco a rispettare una razza come i preti. Concedetemelo.
    Però fermiamoci qui, che stiamo andando off topic. Mi sa che dovrò aprire un forum solo sulla mia cosiddetta “ideologia”.

  • 16 Dicembre 2008 in 00:17
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    … scusaate, ma questo luogo non doveva essere “privo di battibecchi” (per qualche tempo questo avviso è stato pubblicato…)
    ma se qualcuno vuole i preti, e qualcuno no, a me che importa? se i preti non :
    ammazzano (V comandamento)
    fornìcano con i bambini/le bambine (VI comandamento)
    rubano (VII comandamento)
    dicono il falso (VIII comandamento)
    concupiscono l’altrui partner (IX comandamento, con revisioni)
    concupiscono la roba altrui (X comandamento, in onore di Verga Giovanni)
    allora i preti possono stare nella società,partecipare alle riunioni e daare il loro contributo.
    E’ vero che la “morale” cattolica ha sempre visto di traaverso la lettera della Bibbia, così come quella del Corano: sarà che hanno radici nella dura vita delle comunità del deserto, e non nei palazzi – e nei giardini – e nelle mense – di Roma Caput Mundi….
    Comunque l’odio verso i semiti deriva da quello: troppo rigidi, troppo pronti a mettere ognuno di fronte alle proprie responsabilità. I cattolici sono come i sindacati: non potevamo fare altro, e poi ormai è fatta!

  • 16 Dicembre 2008 in 10:04
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    Mamma mia, che Nostro Signore Onnipotente ti salvi l’anima, pentiti, fino a che sei in tempo.
    Insultare il clero che è la mano di Dio sulla terra equivale ad insultarel’Onnipotente in persona!
    F.D.P.

  • 17 Dicembre 2008 in 00:45
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    … “scordando / che alla fine tutti avremo / due metri di terreno” (f. guccini – canzone di notte n° 2)

  • 17 Dicembre 2008 in 13:51
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    Ormai leggo così tanto Ferruccio Dal Porto che inizio a pensare sia un nome vero…

    Grazie Acido Bangher, a te che importa? Io avevo solo espresso la mia opinione con la parola “pretacci”. Poi ok, mea culpa, mi son fatto prendere la mano…

    Però rimango sempre dell’idea che uno dei problemi dell’Italia sia il Vaticano. Liberi di dissentire, ovviamente.

    Discorso chiuso, a meno ceh Ferruccio abbia voglia di sparare qualche altra bomba.

  • 17 Dicembre 2008 in 22:10
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    a me ferruccio dal porto sembra un inquisitore…
    cmq ci sono delle volte che ti fanno pensare
    se sia veramente conveniente dare loro, a uomini di chiesa,
    il potere temporale….

  • 18 Dicembre 2008 in 01:47
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    (“… probabilmente uscì / chiudendo dietro a sé / una porta verde” – f. guccini – amerigo)

    sì, cioè no: esatto – signor zic (mi sembra sempre più di stare in un film di tarantino, ha presente? )

    non so nemmeno io per che motivo, ma il ragazzo / a mi induce a intervenire, spero che capiamo che si parla per approfondire e venire al dunque (altri direbbe: stanare) non soltanto per perdere il tempo..
    Ho la sensazione che il bell’imbusto si facesse chiamare padre lario (o cose del genere) su Erbaviva.com.
    E’ evidente che le sue espressioni sono iperboliche – modo elegante per dire che non stanno né in cielo né in terra – modo elegante per dire che sono castronerie cioè cazzate – o puttanate, se preferiamo – belle e buone.
    Ma… ma! la sua provocazione ha un senso…
    Un mio caro amico, cattolico praticantissimo, in cambio di un certo sostegno sul piano informatico, mi ha recentemete associato a una newsletter … dal Vaticano.
    Ho pensato che non me ne cale manemmeno un ette, di quanti monsignori sono stati promossi/rimossi alle sedi episcopali più improbabili. Ho pensato che il mio amico, essendo per sua ammissione un uomo “di facili costumi”, si picca di essere pur sempre un cattolico – sapete, il peccato e l’espiazione – mentre un mussulmano (purtroppo la lingua italiana non rende a sufficienza l’etimologia del termine, che in pratica significa “praticante o militante della pace” così come “mujiahid” dovrebbe significaare “militante della jihad, la lotta santa che ogni credente combatte nel quotidiano contro il male [plur: mujiaiddin])”… mentre un mussulmano, scrivevo, se beve, … e io bevo: neh, sono nato in piemonte! … alcol: allora non è degno di fede, perchè non rispetta i precetti.
    Precetti? quali precetti?
    Sono scritte le (maiuscolo, per evidenziare non per scortesia) CINQUE COLONNE DELL’ISSLAM (=i cinque pilastri della pace) che riporto dal Bausani (testo che esorto a compulsare, almeno per cultura generale):
    “l’islam è basato su cinque fondamenti:
    1. la shahada – la professione di fede [in pubblico=nella comunità dei credenti, tipicamente in moschea]
    2.. la salaat – la preghiera prescritta
    3. la zakaat – l’elemosina ai bisognosi
    4. il hagg (agg come in “viaggio” n.d.r.) il pellegrinaggio alla mecca
    5. il saaum: il digiuno nel mese di ramadan (che si sposta rispetto all’anno solare, come sanno tutti, perchè è misurato sull’anno lunare).
    Quindi nè sacramenti, nè comportamenti militanti.
    Tanto più che, come ha ben ripreso Lutero, e ha recentemente (cfr. La Repubblica di lunedì 15 dicembre) sottolineato Citati, la salvezza – qualsiasi cosa voglia dire – viene dalla grazia: per un mussulmano il solo pensiero che l’Altissimo si possa occupare direttamene delle cose del mondo; o che possa in qualche modo esserne influenzato; o che deleghi a un essere umano la sua rappresentanza… è sacrilegio: pura e semplice apostasia. Colui che tutto può è ben distante dalle cose del mondo – e nella Sua onnipotenza decide chi salvare e chi perdere, nella più totale libertà; che è come dire: cittadini della terra, sono cassi vostri! non ci sono prebende, novene, largizioni che tengano; il Misericordioso sceglierà quando penserà che sia il momento – fino a quel punto, sta a voi. [n.b. il Clemente ha – come è noto – 99 nomi; io me li sono scritti e ogni tanto ci medito sopra…]
    Allora p.es. non tiriamo in ballo qualche dio per decidere di Eluana, o della pillola abortiva, o dell valore della famiglia: siamo responsabili! Tocca a noi, noi siamo su questo “grumo di fango lanciato a velocità folle nel vuoto dello spazio”. Cerchiamo di tirarne fuori, se non la ghirba, almeno una fine dignitosa (vedi ancora il post precedente di guccini)
    ed è per questi motivi, e mi scuso per essermi dilungato, che posso anche tacere sulla Meretrice di Arcore, posso glissare sul marasma miasmatico del DS (vi ricordate la mitica Citroen?!? che differenza!) e sulle volgarità dei fascisti – no, su quelle no: le teste dell’idra vanno tagliate da giovani – però su questo uomo che è certamente santo, e che Colui che sente tutto ascolterà con un’attenzione particolare, e che pretende, da filosofo, di coniugare in un amplesso immondo la scienza e la fede: e che si fa chiamare Benedetto; no, non posso fermarmi: in nome della libertà – come si narra amasse dire Voltaire.

    n.b. quello che i quotidiani raccontano delle “guerre sante” è vero! infatti soltanto il cattolicesimo ne ha promosse. Per l’Islam come per il cristianesimo più prossimo alle “origini” la jihad si combatte dentro di sé. Tutto il resto è marketing.

  • 18 Dicembre 2008 in 13:23
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    1) Che c’entra Tarantino? Quello era il Signor Wolf, se ho colto il riferimento.
    2) Che c’entra erbaviva.com? Non so cosa sia…
    3) “Allora p.es. non tiriamo in ballo qualche dio per decidere di Eluana, o della pillola abortiva, o dell valore della famiglia: siamo responsabili! Tocca a noi, noi siamo su questo “grumo di fango lanciato a velocità folle nel vuoto dello spazio”. Cerchiamo di tirarne fuori, se non la ghirba, almeno una fine dignitosa”
    Questo invece mi piace.

    Comunque sia, lasciatelo dire, scrivi davvero strano! :-)

  • 19 Dicembre 2008 in 10:55
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    Beh, gentile Zic e gentile Scarfone, io sono un credente,un praticante, che devo fare?
    Mi dovrei vergognare? Dovrei insultarvi per le vostre posizioni?
    Contrariamente a voi io ho rispetto di qualsiasi essere che Dio ha creato.
    Lo so, è molto facile farmi passare per un inquisitore, o addirittura una persona con idee talmente “strane” che può risultare una persona “inesistente”.
    Vedo che siete molto bravi a colpirvi, riprendervi e sfidarvi a suon di frasi incomprensibili, a suon di citazioni di film e di frasi dal contenuto sottointeso (brava gente gli americani,bei film che ci propongono, bei valori che trasmettono).
    Lo stesso fumo che contorna la politica ed i poteri forti contorna le vostre menti.
    “sciur dutur,el parla lu che l’ha studià!”
    La cultura usata solo per screditarsi o screditare, bel segno di dialogo….siamo alle solite.
    Io non posso aggiungere nulla, perché sono un bigotto, perché sono un “mangia particole” ecc…
    Quindi vi chiedo scusa e vi lascio battibeccare e vi lascio prendervi gioco di me.
    Ma credo che non sia una casualità, io credo che Dio sia con noi e che noi dobbiamo ascoltarlo , ascoltare le sacre scritture, ascoltare la voce di Dio in terra, di ascoltare anche le cariche dello stato ecclesiastico.
    Caro Zic, prenditela con me,io sono sicuro che ogni domenica tramite l’eucarestia mi purifico, credo che il paradiso mi ripagherà delle sofferenze che questa vita mi infligge, dei problemi e delle tentazioni, seguirò la Santa Chiesa come l’ho sempre seguita e cercherò di fare del bene, col timore del giudizio universale.
    Mi auguro, caro ragazzino pronto a contestare, di continuare sulle tue idee, e di manifestarle anche quando uscirai dall’università e sarai sottoposto ad un ricatto, mi auguro che tutta la tua coerenza non si pieghi quando ci sarai tu a perdere in prima persona, quando avrai un contrattino inutile e dovrai dire si, quando per il bene della famiglia dovrai rinunciare, quando chiuderai un occhio e accetterai di fare un lavoro un po’ sporco.
    Per ora ti immagino soltanto integerrimo, non credo e non voglio credere che tu sia un “libero schiavo”.
    Un libero schiavo dei piumini Moncler e scarpe di Prada, di una divisa di pelle con le borchie oppure di pantaloni larghi e felpe col cappuccio, spero che tu sia libero, e non come me schiavo della religione.

    “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia”

    F.D.P

  • 19 Dicembre 2008 in 17:24
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    Titolo: “Il teatro dell’assurdo, capitolo 1”
    Sottotitolo: “Gli Americani, almeno sta volta, non c’entrano un bel niente”

    Come c’era d’aspettarsi, un cattolico aperto come F.D.P. non ha compreso un piccolo particolare: i miei commenti riguardano la Società Per Azioni che si fa passare sotto il nome di Chiesa, non la Fede e Dio. Io stesso sono convinto della presenza di un qualcosa, un qualcuno, o forse solo un “senso” (mi ero preparato una sfilza di citazioni, ma non potrò utilizzarle, correrei il rischio di allargare il tuo piccolo mondo e farti risentire, così come ho fatto con l’ultimo commento). Ma, a differenza tua, non colloco la mia Fede, la quale deriva da un atto di presa di coscienza (in continua evoluzione, a differenza di un dogma o di un sacramento) nelle mani di terzi. Chi è lo schiavo? Non porto Prada, non sono schiavo delle mode. Hai sbagliato persona, amico…
    La mia unica schiavitù me la impone la mia morale, che mi impedisce di agire a muso duro verso bigotti credenti come ogni F.D.P. che incontro. In maniera cattolicissima porgo l’artra guancia.
    E lo faccio io, guarda un po’, l’Eretico…

    Ti invito a fare, a provare, almeno un esercizio mentale che potrebbe tornarti molto utile: scindi la religione dall’organo terreno che la rappresenta, ti si apriranno molti orizzonti.
    Spero di non aver parlato in modo troppo complesso, scusami tanto.

    In caso tu non voglia cimentarti in questa sfida, invece, ti invito gentilmente a contattarmi in privato ed incontrarmi di persona, sono curioso di vedere come ti comporti senza l’arma dell’anonimato. O del falso nome, a scelta.

    Non commento il tuo autonominarti “schiavo della ragione”, visto che è palese che Ragione e Fede cozzano. Chi fa conciliare Ragione e Fede può essere definito con una sola parola: ESTREMISTA. Gli stessi che reputano i gay delle persone da curare, per intenderci. Sarei felice di sapere cosa ne pensi a riguardo, così magari riusciamo anche a ritornare all’argomento di partenza…

  • 19 Dicembre 2008 in 19:06
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    secondo me, se uno si definisce un credente, lo è dentro di sè
    crede nel suo profondo, non c’è bisogno che lo urli ai quattro venti.
    poi, mi hanno insegnato che non bisogna tirare in ballo il nome di Dio invano,
    così cose fosse un sopranome.
    invece tu, Ferruccio, lo usi come intercalare, Dio qui, Dio là.
    un praticante evidentemente molto forte come te, questo lo dovrebbe sapere, no?.
    secondo, “schiavo della religione” è un’espressione molto molto forte, che
    lascia pensare a una visione chiusa e con dei paraocchi giganti della realtà, della vita,
    dei prossimi orizzonti e sopratutto mette da parte la razionalità
    e preclude la possibiltà di poter essere veramente liberi.
    infatti, chiudendosi dentro e dietro un nome, è come autoincarcerarsi a vita.
    non dico che non vi sia Altro, ma sicuramente non mi ritrovo con i mezzi, gli accordi, le parole
    che vengono utilizzati, firmati e dette dalla chiesa.

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