Piero Fassino a Lecco

Piero Fassino sarà nel lecchese. Precisamente giovedì 11 dicembre alle 21 ospite del Partito Democratico locale per parlare di “bilanci comunali e crisi occupazionali”. L’appuntamento è alle 21 presso il Consorzio di Villa Greppi a Monticello Brianza. Dal momento che non fa molto piacere passare per qualunquisti quando si pongono domande fuori copione all’ex segretario DS, abbiamo scelto di cambiare modus d’approccio. Abbiamo scritto una lettera aperta ai giornali ed ai vertici del Partito Democratico locale entro cui s’è provato ad enucleare le questioni che ci piacerebbe Fassino chiarisse. Dalle telefonate coi furbetti in giù.

Chiunque fosse interessato a venir con noi ad interpellare (come Costituzione prevede) Piero Fassino in quella data si faccia vivo. Da Lecco partiremo intorno alle 20.30 dal liceo Parini situato qui.

Ecco la lettera:

“I ricordi sono la nostra forza” diceva Victor Hugo; come cittadine e cittadini informati e fortemente attaccati ai principi democratici di questo Paese intendiamo rivolgere all’Onorevole Piero Fassino, in quanto dirigente e rappresentante del Partito Democratico, questioni a nostro parere fondamentali. Questioni di coerenza, dignità, credibilità, lealtà e memoria. Fattori chiave della Politica e del necessario rapporto di responsabilità tra rappresentante e rappresentato.
Postulando che la nostra volontà di chiarezza non vuol minimamente trasformarsi nel facile qualunquismo del “così fan tutti”, riteniamo che l’attuale establishment del Partito Democratico (o centro-sinistra) debba farsi un intenso esame di coscienza e, preferibilmente, farsi da parte.
Quindici anni di dominio berlusconiano si dovevano combattere più e meglio. Se ora il Paese sta nelle mani della banda Berlusconi è anche per responsabilità gravissime di coloro che han guidato l’opposizione in questa fase politica. Non si è stati capaci di proporre un’alternativa credibile alla cultura berlusconiana dell’interesse individuale contro l’interesse comune, dell’affarismo contro l’Etica, dell’impunità contro la cultura della Legalità, del potere senza freni contro un alto senso di Giustizia. Nonché del principio berlusconiano del potere come fine e non come strumento di cambiamento. Non si è stati capaci o perchè incapaci (e quindi colpevolmente impreparati) o perchè collusi (e quindi colpevolmente intrecciati ai propri avversari).
Venendo al concreto le domande che vorremmo venissero evase con puntualità e rigore sono:

1) Si parla spesso di Obama e di “americanizzazione” della politica italiana. Negli Stati Uniti (con tutti i limiti che presenta quella nazione) chi perde va a casa. L’hanno fatto Kerry, Gore e pure McCain. In Italia, i leader dei partiti d’opposizione, nonostante brucianti sconfitte, stanno ancora abbarbicati alla postazione di comando. Come mai? Perchè non s’è provveduto ad un ricambio organico e trasparente della classe dirigente politica del centro-sinistra? Perchè non si sono mai utilizzate a fondo le primarie intavolando con la Società CIvile un serio rapporto di coinvolgimento (nel ’05 per Prodi e nel ’07 per Veltroni)?

2) Questione credibilità. Può l’attuale establishment Democratico esser credibile su questioni come i conflitti d’interessi o l’etica degli affari dopo aver parlato (l’Onorevole Fassino direttamente al telefono) di scalate bancarie (altre dalla Politica nel senso stretto) con alcuni dei peggiori barattieri di questo paese? Consorte, Ricucci e i furbetti del quartierino. E’ stato o non è stato un errore sesquipedale sdoganare e trattare con questi figuri (“il tavolo politico a latere” come lo chiamava D’Alema al telefono con Consorte)? Perchè – alla luce di quelle intercettazioni telefoniche – non s’è dimesso nessuno dei politici coinvolti (salvo Consorte)? Enrico Berlinguer che cosa direbbe a riguardo? E’ questo quel che deve fare la Politica? Come mai i colleghi Latorre (quello del pizzino a Bocchino ma lasciamolo perdere) e D’Alema non autorizzano immediatamente l’uso delle intercettazioni incriminate per assicurare la propria estraneità/innocenza ed invece si trincerano dietro a cavilli che di trasparente non hanno nulla?
L’Onorevole Fassino le rifarebbe quelle telefonate?

3) Questione di dignità. La vicenda Europa 7 la ricorderà sicuramente l’Onorevole Fassino: la rete televisiva che attende di trasmettere dal ’99, allora Governo D’Alema, e che in barba a due sentenze della Consulta vede ancora occupata abusivamente le proprie frequenze da Rete 4. L’attuale dirigenza del Partito Democratico (l’Onorevole Fassino compreso) non ha mai legiferato seriamente per porre fine all’illecito e disastroso potere mediatico-editoriale di Silvio Berlusconi. Una legge seria sul conflitto d’interessi ed una sulle frequenze radiotelevisive non sono mai state approntate. Come mai? Lo ritiene un errore l’Onorevole Fassino aver permesso al Capo di Arcore di continuare a trasmettere (abusivamente nel caso di Rete 4) consegnandogli di fatto un enorme potere? Perchè il 30 novembre 2006 l’Avvocatura di Stato su mandato della Presidenza del Consiglio, allora Governo Prodi, ha difeso in sede di Corte di Giustizia Europea la legge Gasparri (come riconosce lo stesso ex Ministro Gentiloni)? Non sarebbe forse il caso di chiedere scusa e riconoscere la propria (colposa o dolosa) responsabilità?

4) Questione morale. Si parla di Alitalia e di CAI. Dei “salvatori della Patria”. Uno di questi “patrioti” è Salvatore Ligresti. Le inchieste fiorentine hanno mostrato come il sindaco di Firenze Domenici e l’assessore “sceriffo” Cioni avessero continui rapporti, per così dire discutibili, con questo personaggio noto alle cronache già dai tempi di Tangentopoli. Cioni, intercettato dai magistrati, dice pure al braccio destro di Ligresti “torno a lavorare per voi”. Domenici pianifica la distruzione del parco in zona Castello perché “fa cagare da sempre” nell’interesse di Ligresti. Veltroni s’è però schierato in difesa dell’amministrazione fiorentina. L’Onorevole Fassino ritiene che sussista una Questione Morale all’interno del PD? Se sì, come intende affrontarla? Con quale credibilità? Si deve sempre attendere la carta bollata della Cassazione prima di prendere provvedimenti contro atteggiamenti che di interesse comune non hanno nulla? Il PD è davvero alternativo al Partito Azienda di Sua Emittenza oppure no?

5) Questione di coerenza. Nello Statuto del Partito Democratico c’è espressamente definito il numero di tre legislature oltre il quale s’è costretti a farsi da parte per motivi di ricambio contro l’invecchiamento e l’oligarchia partitocratica. L’Onorevole Fassino è ora alla sua quinta legislatura. Quando pensa che sia giunto il momento – anche alla luce delle contraddizioni succitate – di farsi da parte?

Sperando di poter ricevere per ogni osservazione una risposta approfondita, ci riserviamo di contestare l’Onorevole Fassino (pacificamente ma aspramente) qualora dovesse negarsi a questo dovere non scritto di responsabilità d’innanzi ai propri elettori. Il fatto poi che noi si scelga d’interpellare l’Onorevole Fassino nella serata di giovedì 11 è motivato dalla ragione che non è possibile ricever risposta in altra sede (essendo l’Onorevole Fassino molto impegnato e quindi poco raggiungibile salvo che in occasioni sul territorio)

Qui Lecco Libera

2 pensieri riguardo “Piero Fassino a Lecco

  • 10 Dicembre 2008 in 23:19
    Permalink

    disdetto la presenza per sopraggiunti impegni

    si spera che i politcii locali facciano avere le domande – chiare importanti e doverose di risposta – all’on Fassino e per Natale ci faccia il regalo di rispondere

    paolo

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