Uomini e no

(Stefano Galli – immagine tratta da Merate Online)

Nel Consiglio regionale della Lombardia la Lega Nord ha un cavallo di razza. Si chiama Stefano Galli.
E’ nato nel 1958 a Calolziocorte ed è ritenuto prodotto del vivaio politico nostrano.
Galli è Presidente del gruppo Lega Nord in Consiglio Regionale, Vice Presidente della III Commissione Sanità e Assistenza e membro della Commissione speciale Statuto. Cariche non di poco conto.
Recentemente, in Consiglio regionale, s’è discusso dell’adesione o meno alla giornata internazionale contro l’omofobia (http://www.omofobia.it/).
La mozione era stata avanzata dal centro-sinistra.
Su un tema importante e serio come quello dell’omosessualità e della tolleranza, Galli ha scelto la via a lui più abituale: la rozzezza.
La crudezza, l’ironia razzista da Australopithecus africanus, il qualunquismo in salsa verde, la ferocia leghista sul più discriminato e l’ignoranza abissale ultimamente vengon considerati meriti, più che fonte di vergogna. E così, orgoglioso della propria pochezza, l’esimio Galli s’è esibito per quel che è:

https://www.youtube.com/watch?v=S-t_3Sgog5E

Per esprimere il vostro sdegno/dissenso potete scrivere all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della Regione: urp@consiglio.regione.lombardia.it

PS: Quest’oggi son sedici anni dalla brutale esecuzione di Antonio, Pietro Vincenzo e Salvatore Spartà a Randazzo, in provincia di Catania. S’erano rifiutati di pagare il pizzo ed avevano denunciato i loro estorsori. A loro il nostro ricordo, alla loro famiglia la nostra vicinanza.

Duccio Facchini

10 pensieri riguardo “Uomini e no

  • 22 Gennaio 2009 in 23:57
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    avevo letto una relazione succinta sul Manifesto.
    Francamente ammiro chi, ad onta del più elementare buonsenso, riesce a ritagliarsi agibilità politica a colpi di provocazione – questo vale per la Lega Lombarda come per le derive qualunquistico-verticiste del Leoncavallo (leggi Farina).
    Apprendo che oggi alle 7 del mattino le “Forse” dell’Ordine hanno sgomberato il centro sociale COX18 in via conchetta 18 a Milano.
    E’ (stato?) il luogo che più e meglio di altre realtà antagoniste ha ereditato e protratto il volume di conoscenza della Libreria Calusca di P.Moroni. Chiudere con la forza (forse) dell’ordine quella realtà è come bruciare – anzi è proprio bruciare! – i libri di Farenheit451.
    Milano si sta preparando all’Expo15? sta spianando la strada alle mafie del cemento? o si sta semplicemente vendicando dello smacco subito per la Malpensa…o la giunta Moratti-DeCorato sta mettendo carne al fuoco per una nuova e più soddisfacente contrattazione con il governo regionale (Formigoni) e centrale (Berlusconi) incardinato sul tema della sicurezza?
    Nell’86 DeCorato si onorava – anche sul piano giuridico – di essere malmenato ai suoi presidi in Piazza Argentina, insieme al cariatide Staiti di Cuddìa. Quelle busse gli sono valse una poltrona di vicesindaco.Magra consolazione, se confrontata al suo commilitone LaRussa!
    Fuori-tema? non credo più di tanto!
    Sostengo la campagna di protesta contro gli atteggiamenti omofobi del signor Galli; mi sento di proporre un riscontro statistico anche qui sul sito, che pazientemente mi ospita. Perchè temo – che è a dire son certo – che anche se fossero un milione le rimostranze all’ urp della Regione … basta un minuto di softwarista distratto, ecco! cancellate!…

  • 23 Gennaio 2009 in 15:30
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    Vergognoso.
    Spero solo che venga fatto girare in tutto il mondo.

  • 23 Gennaio 2009 in 18:19
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    Non ho parole. Una vergogna per tutto il Paese.

  • 24 Gennaio 2009 in 15:45
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    Va bene pensarla come si vuole, ma una sede istituzionale non è ne il bar della piazza ne il proprio salotto

    Dalla pagina della posta de La Provincia di Lecco
    Caro Stefano Galli, non è nostra la confusione
    Egregio direttore,
    nei giorni scorsi il consiglio regionale della Lombardia ha bocciato una proposta di adesione alla giornata mondiale contro l’omofobia che si tiene il 17 maggio.
    L’adesione a questa iniziativa avrebbe dovuta essere scontata in quanto si chiede il rispetto della libera’ di vivere tranquillamente e dignitosamente la propria vita, senza essere discriminati per il fatto di avere affetto per le persone del proprio sesso.
    Votare a favore di questa proposta avrebbe dato ancora maggior peso ed aiutato quelle associazioni e organizzazioni che si battono perche’ venga depenalizzato il reato di omosessualita’, cosi’ come votato dal Consiglio Generale dell’Onu, e avrebbe contribuito a far pressione su quegli stati dove gli omosessuali, in quanto tali, subiscono il carcere ed anche la pena di morte.
    Sono concetti tanto chiari e semplici, che non dovrebbero piu’ essere messi in discussione da nessuno, in quanto l’essere contro l’omofobia non implica l’accettare le legittime richieste di equiparazione dei matrimoni tra coppie eterosessuali ed omosessuali.
    Tanto e’ semplice e tranquillo l’argomento che i consiglieri della maggioranza di centrodestra hanno bocciato la proposta, quando si vuole essere piu’ realisti del re, in questo caso direi piu’ papisti del papa.
    Ma il protagonista di questa bocciatura e’ stato il consigliere Stefano Galli, Lega Nord, che ha svolto un intervento che denota la sua scarsa conoscenza di quanto affermato dalla Organizzazione Mondiale della Sanita’, omosessualita’ non malattia mentale, e dalla scarsa sensibilita’ verso coloro che sono discriminati e perseguiti per amare persone dello stesso sesso.
    In una intervista il consigliere Galli dichiara che ai leghisti non piace la confusione, allora per prima cosa dovra’ far chiarezza nella sua testa, quei quattro pensieri che ha gli fanno corto circuito, in quanto, nella stessa intervista, confonde l’omofobia con la richiesta di matrimoni od unioni omoaffettive e l’adozione da parte di coppie omosessuali.
    Saluti
    Luca Maggioni
    Gaylib Lombardia
    gay liberali di centrodestra

  • 24 Gennaio 2009 in 16:10
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    mah, solito schifo

  • 24 Gennaio 2009 in 16:27
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    doverosamente, tento di riprodurre il link per le rimostranze alla Regione Lombardia:

    Riporto anche un appello per la Continuità dell’esperienza culturale del Centro Sociale COX18 di Milano, al sito web <href=”www.petitiononline.com/cox18/”

    (temo di non saper maneggiare approrpiatamente html. Comprendetemi!

  • 25 Gennaio 2009 in 09:16
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    Finalmente ora so’ che l’omosessualità è una malattia mentale , probabilmente contagiosa , per questo celebrarla , autorizzare assembramenti e cortei è quanto meno sconsigliabile , anche dal punto di una corretta profilassi. Penso che su questi punti sia d’accordo anche il Papa.
    Mario

  • 25 Gennaio 2009 in 22:30
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    Stefano Galli potrebbe essere l’ispiratore dei fucili padani bossiani, visto che almeno con le pistole Galli ha già un triste passato.
    Ill 29 giugno 1980, periodo in cui Galli era Carabiniere a Monza, venne ricompensato con 600 mila lire assieme ai colleghi Antonio Galasso e Roberto Frigeni per aver ridotto in fin di vita Enzo Codazzi, un cliente un po’ manesco di Lindo De Giambattista, proprietario di una discoteca di Cosio Valtellino (SO) che trovò in Galli e la sua banda un gruppo di conoscenti fidati in “lavoretti”.
    Quella sera Codazzi lasciò la discoteca con l’amico Olcelli mentre Galli coi 2 colleghi, in borghese, erano appostati per aspettarlo.
    Codazzi e Olcelli, saliti sulla loro’auto diretti ad Ardenno, sono stati seguiti dai 3 che ad un tratto sono entrati in azione: Roberto Frigeni ha estratto la pistola d’ordinanza, ha sparato contro Codazzi colpendolo ad una gamba e Olcelli colpito al torace e ai piedi. Sono stati scaraventati dall’auto e picchiati selvaggiamente.
    Dopo l’impresa i 3 carabinierisono tornati in discoteca a ritirare la ricompensa. Le vittime sono finite invece all’ospedale con prognosi di 3 mesi.
    Per questo atto di grande valore Stefano Galli è stato processato e riconosciuto colpevole del reato di “lesione personale continuata in concorso” e condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere col condono di 2 e l’affidamento ai servizi sociali.
    Per tutto ciò Stefano Galli è stato premiato con l’elezione alla carica di consigliere regionale già nel 1990 e rieletto nel 1993, nonostante la Lega Nord prevede per i candidati a cariche pubbliche l’obbligo di presentare il certificato penale. La candidatura di Galli è stata imposta da Bossi e Patelli.
    Galli è un tipo che ha il pregio di parlare chiaro, ma il discutibile difetto di essere un po’ irascibile: nel marzo del 1994, durante una riunione in un ristorante di Lecco, non ha esitato a sferrare un violento ceffone a Maria Antonietta Belisari, leghista militante locale.
    Ne è seguita una querela. Nel 1991, infine, Stefano Galli durante uno dei suoi scatti d’ira è stato rinviato a giudizio dopo che si è ritrovato di fronte un funzionario della Digos.

  • 26 Gennaio 2009 in 00:02
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    Al consigliere Stefano Galli: lle comunico che dopo la sua dichiarazione di voto ho constato che, oltre a non essere in grado di leggere correttamente quello che forse hanno scritto altri per lei, non sa per niente parlare; la mia considerazione finale è che averla come rappresentante dei cittadini lombardi in Consiglio Regionale non è sicuramente un colpo di culo!

  • 26 Gennaio 2009 in 00:11
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    Però… Che ottimo individuo.
    Roba da non credere veramente… Chissà se si indagasse così a fondo su tutti i nostri amici nelle alte sfere dell’amministrazione… Credo che ne vedremmo delle belle…

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