Nicolò Zangari, Se il buongiorno si vede dal mattino…

Passeggiando per Piazza Garibaldi, a Lecco, può capitare di incontrare persone di tutti i tipi. Anni fa, mi ricordo, è stato teatro del mio incontro con un clochard con cui mi intrattenni a parlare per qualche minuto. Gli diedi un paio di sigarette e lui mi regalò uno dei sorrisi più belli che mi sia mai stato rivolto: pieno di gioia e di rispetto. Stamattina, invece, sono stato meno fortunato. Mi aggiravo osservando le opere esposte dai ragazzi del Liceo Artistico e, qualche metro più in là noto Daniele Nava. Sorriso stampato (più falso di una banconota da 7€) e vestito elegante, parlottava amichevolmente con Virginio Brivio. Scattano qualche foto insieme, sorridono, passeggiano. Decido di sfruttare il momento e mi avvicino al candidato del PDL. Mi presento: “Signor Nava buongiorno, sono Zangari e sono uno di quei ragazzi che ieri è stato aggredito dalle f…” “Io non ho aggredito nessuno!”. Solita tattica. Rispondere prima della domanda. “Nessuno la sta accusando di questo, parlavo dell’aggressione che abbiamo subito da parte delle forza dell’ordine.” “Io mi occupo della provincia, non centro niente, predetevela con la questura”. Mi fermo un attimo a pensare. Decido di insistere e gli spiego che, la situazione che si è creata ieri, è stata solo frutto delle restrizioni fasciste a cui siamo stati sottoposti e l’intento era solo quello di porre un paio di domande al Ministro della difesa…personale. Risponde che “Ieri La Russa aveva solo 20 minuti, non sarebbe stato possibile”. Prendo per buona la risposta e passo avanti. Chiedo un suo parere sulla sentenza Mills. Indietreggia. Non mi risponde. A un certo punto, come al solito, interviene il classico sgherro di partito. Si presenta con un “Siete voi che ieri ci avete aggredito, VERGOGNATEVI (qui ammetto di essermi messo a ridere), ho visto il video, AVEVA RAGIONE PASOLINI”. Lo faccio sfogare e, dopo questo mosaico di parole, si allontana. Non gli do molta importanza e torno a rivolgermi a Nava. Avrei voluto chiedergli anche cosa ne pensasse della vicenda Antonio Rossi, col suo bel peidino in scarpe diverse. Non mi è possibile. Si avvicina una signorina che, rivolgendosi al sottoscritto con aria da sbruffona mi domanda “Lei chi è?”. Il tempo di una risposta e la vedo allontanarsi con il bel Daniele sotto braccio. Sorrido e mi allontano. Ripenso alle parole che mi sono state dette. Non riesco a togliermi dalla mente quel “Aveva ragione Pasolini”. Poi lascio perdere. Tanto, alla fine, fra i servi del corruttore di Arcore, tutto fa spettacolo.

One thought on “Nicolò Zangari, Se il buongiorno si vede dal mattino…

  • 10 Giugno 2009 in 15:20
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    Ciao,
    sono un “vecchio” sessantottino e voglio dire solo questo: una volta questi personaggi se ne stavano nelle fogne, ora hanno il diritto di parlare e perfino di candidarsi e di vincere le elezioni, non vi sembra un pò troppo?
    Dove sono i giovani? Per un centesimo di queste cose si occupavano le piazze, il comune, le scuole e si lottava, ora purtroppo la maggior parte va in discoteca, si spara di cocaina e va a fare i casting per il grande fratello, e questo è quello che ci meritiamo. Vogliamo incazzarci sul serio?

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