Il 3% della discordia

Capita che un cacciatore uccida un collega per una lepre, allora perchè stupirsi se i politici giocano allo scarica barile per un misero 3% in più di rifiuti da bruciare?
E’ quello che si legge sulla stampa locale dopo che la Regione ha valutato il recente piano provinciale dei rifiuti e richiesto di passare da 87 mila a 90 mila tonnellate annue di spazzatura bruciata. Il perno della questione ruota attorno al considerare o meno come parte del cosiddetto “patto di solidarietà” gli accordi già in essere tra la nostra provincia e quella di Como e Sondrio.
Quando a suo tempo leggemmo il piano preparato dalla precedente Provincia da Brivio e Molgora, sottolineammo la mancanza di volontà nell’aumentare quantità e qualità della raccolta differenziata (un giudizio condiviso anche da altri) ma capimmo che si trattava di un programma molto misurato e concreto frutto di diversi compromessi.

Il problema è che da queste parti manca una discussione seria rivolta al futuro e, ogni volta che vedo dalla finestra l’impianto di Silea, mi domando come i miei concittadini possano sopportare che per altri dieci o venti anni quel fumo continui ad uscire.
Poi il comune di Valmadrera fa una riunione sul tema (primavera scorsa) e oltre ai relatori, noi quattro gatti di QLL e un paio di giornalisti, in sala c’erano cinque semplici cittadini: due erano delle signore che si lamentavano del rumore anomalo (ora sembra risolto) della nuova linea. Come dire: del problema tangibile ed immediato mi preoccupo, mentre il dubbio che ci possa essere un’alternativa è stato offuscato da decenni di fumi usciti da quei camini.
Per fortuna che le due giornate di visita alla struttura abbiano fatto registrare un’ ottima affluenza. Chissà se la gente ha visto i ratti che girano per il cortile (altro che le tartarughe ninja) o i sacchi viola bruciati piuttosto che riciclati per mantenere a livello la temperatura.

Eppure dovremmo essere i primi ad occuparci di questa questione: partendo da Valmadrera e poi Civate, Malgrate, Galbiate e via via gli altri comuni…

Ma hanno speso milioni di euro per sistemare gli impianti, portando la potenza massima a 120 mila tonnellate. Per ora le richieste di aumentare la capacità sono state rispedite al mittente, ma per quanto tempo? E se domani arrivasse qualche avvoltoio privato, tipo A2A?
Penso ai finanziamenti che il comune di Valmadrera in questi decenni ha preso per il disturbo di ospitare il forno. Penso alle poltrone e al centro di potere politico che rappresenta Silea. Penso ai soldi che guadagnano tramite le nostre tasse ed i CIP6 (il 7% della tua bolletta dovrebbe finanziare l’energia pulita, invece va ai bruciatori di immondizia). Penso ai controlli eseguiti dall’Arpa che sono programmati e non a sorpresa. Penso ai terreni che non vengono analizzati perché non lo prescrive la legge.
Penso… e sogno un futuro senza un cancrovalorizzatore sotto casa… ma sento di essere il solo qui a farlo… forse da altre parti(link1 e link2)…

Alessandro Riva

Segnaliamo che in occasione dell’8a giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti del 30 settembre promossa da GAIA, sabato 26 settembre a Milano si terrà l’incontro “Vertenza CIP 6 O CI FAI?”. Sarà ospite il professor Paul Connect

3 pensieri riguardo “Il 3% della discordia

  • 29 settembre 2009 in 20:37
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    La Provincia ha autorizzato l’aumento dei rifiuti inceneriti nell’impianto di Valmadrera

    Il passaggio da 87.000 a 90.000 tonnellate del quantitativo di rifiuti trattati dal termovalorizzatore di Valmadrera. Questo è il punto di innovazione del nuovo piano provinciale dei rifiuti presentato dall’assessore Carlo Signorelli che comunque ripropone quello presentato il 27 ottobre 2008 dalla Giunta Brivio aggiungendo le modifiche suggerite dalla Regione Lombardia
    http://merateonline.it/Finestra_Zoom.asp?ID=68894&Sezione=MAIN

  • 30 settembre 2009 in 11:38
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    sinceramente anche io non capisco come coloro che ci abitano accanto non se ne preoccupino. O ancora una volta il potere della disinformazione è stato tale da far passar per buona l’idea che bruciare i rifiuti sia la soluzione migliore e che i fumi non siano nocivi, oppure non c’è spiegazione a tanto silenzio e tanta inattività.
    Io non abito nella zona e ci passo raramente, quindi non so come stiano le cose, ma a questo punto temo che non ci sia nemmeno un comitato di cittadini che faccia informazione o che regolarmente punzecchi chi di dovere.
    Passando a CIP6, qualcuno è andato all’incontro?
    Potrebbe essere un buon punto di partenza per cercare di svegliare le persone che respirano a pieni polmoni i rifiuti della provincia … e oltre.

  • 23 ottobre 2012 in 09:35
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    chi abita vicino all’inceneritore semplicemente è disinformato, la disinformazione è la loro arma, quindi tocca a noi, a tutti noi, informare le persone, non aspettare che proprio quelli che hanno forti interessi lo facciano, tocca a noi, a tutti noi, abitanti vicino o lontano, a fare in modo che i rifiuti diminuiscano o cessino del tutto, informandoci su “come si fa”

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