L’Acqua privatizzata: presidio del 14 dicembre

Poche settimane fa il Governo “del fare” ha votato per la privatizzazione definitiva dell’Acqua. Per onestà intellettuale va detto che lo sciagurato percorso fu iniziato da altre maggioranze con insospettabili colori politici (o sospettabilissimi, dipende dai punti di vista). Su tutti si distinse Linda Lanzillotta (ex Pd); pare che sia fuggita con Rutelli nella formazione centrista “Alleanza per l’Italia”. Al cuor non si comanda.

Nell’ennesimo Decreto Legge di matrice governativa, camuffato per l’occasione in una “dovuta attuazione” di indicazioni comunitarie, precisamente all’articolo 15, si prevede la svendita di fatto dei servizi pubblici locali. L’iter legislativo è stato rapido e indolore: la solita fiducia. Il padre putativo della norma è il Ministro Ronchi, dicesi “finiano”. Non mi pare che il Presidente della Camera abbia sillabato in questo caso. Non si sono registrate nemmeno eccezioni leghiste (quelli che raccolgono voti promettendo di tutelare i “padroni” in “casa nostra”).

Il Comitato lecchese per l’Acqua pubblica e i Beni comuni, così come il Movimento nazionale, ha poco dopo rilasciato una serie di comunicati a cui ha risposto il noto costituzionalista Daniele Nava. Ecco la sua replica di fronte alla richiesta del Comitato per l’Acqua pubblica di dichiarare il Diritto per antonomasia un bene “privo di rilevanza economica”.

“Siamo sconcertati per le dichiarazioni del Comitato Lecchese per l’Acqua Pubblica che dimostra di non aver capito il senso della recente sentenza e di non conoscere la Costituzione Italiana , la quale affida il potere legislativo al Parlamento e al Consiglio regionale, eletti a suffragio universale. Quelle sono le sedi istituzionali in cui portare proposte di modifica all’attuale assetto legislativo che peraltro deriva per larga parte da obblighi comunitari.

La Provincia di Lecco non ha potere di modificare le leggi né statali né regionali e attenderà le correzioni normative resesi necessarie dopo la sentenza della Corte Costituzionale per adeguare, se necessario, il Piano d’Ambito e procedere nell’iter di identificazione dei soggetti gestori ed erogatori del servizio.

Si ricorda che l’attuale assetto normativo non esclude che un soggetto a completo capitale pubblico possa aggiudicarsi la gara, purché vinca l’eventuale concorrenza dei soggetti privati.

Non è un caso quindi che la quasi totalità dei Sindaci dell’ATO abbia, fino ad oggi, condiviso il percorso intrapreso dall’Amministrazione provinciale di Lecco nell’interesse dei cittadini e nel pieno rispetto delle leggi vigenti”.

Il Presidente della Provincia di Lecco, Daniele Nava

Il Comitato ha replicato, prima con Fumagalli e poi con Magni, al Presidente “utile” come segue:

“Scrivo in merito alle dichiarazioni con cui il presidente della Provincia di Lecco, Daniele Nava, ha replicato al Comitato Lecchese Acqua Pubblica sul rischio di privatizzazione dell’acqua, tema che il Suo giornale sta seguendo con attenzione. Nava si dimostra bravo solo a confondere … le acque. Infatti il presidente provinciale non è entrato in merito alla questione e si è limitato a dire che il nostro Comitato non conoscerebbe le leggi e la Costituzione.
In verità il Comitato Lecchese Acqua Pubblica non ha mai chiesto a Nava e ai sindaci lecchesi di riscrivere una nuova legge, bensì di non mettere a gara la gestione dei servizi idrici, affidandoli invece ad un’azienda totalmente pubblica, cosa consentita dalle vigenti leggi (che conosciamo bene!).
A supporto di questo, occorre ricordare che, dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge lombarda sull’acqua, anche la gara della provincia di Pavia è stata sospesa.

Ribadiamo che l’obiettivo del nostro Comitato è che in provincia di Lecco l’acqua non venga privatizzata, cioè non venga consegnata nelle mani di aziende private, magari multinazionali, che, nel caso venisse aperta una gara europea, avrebbero sicuramente la meglio sulle aziende pubbliche locali. Per questo abbiamo lanciato l’appello a tutti i cittadini e ai sindaci di mobilitarsi affinché la gestione degli acquedotti resti in mani totalmente pubbliche”.

Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
aderente al Comitato Lecchese Acqua Pubblica

E poi Sandro Magni (su Merate On Line):

“Voglio ringraziare il sig. Sala Alfio, della sua lettera, da voi ospitata,  ma anche rassicurarlo sulla nostra tenuta di cittadini “istintivamente” amanti della Costituzione. Non bisogna sopravvalutare molto il sig. Nava, neo Presidente della Provincia, in merito alle sue conoscenze costituzionali. Appartengo assieme ad altri del Comitato a quella specie umana che tre anni fa si batterono in difesa della Costituzione respingendo il referendum confermativo che l’avrebbe stravolta. E non ho visto dalle mie parti il sig. Nava.  Il sig. Nava è un neofita al seguito del “compagno” Fini che solo di recente ha scoperto quella Carta. E non è detto che sempre ci prenda. Noi l’avevamo detto alla vecchia amministrazione di stare prudente nell’intraprendere strade avventurose di messa a gara, (che solo la fine dell’amministrazione ha impedito)  in  pendenza di un ricorso Costituzionale contro la Regione Lombardia , e abbiamo,da “istintivi” della Carta, e senza consiglieri e staff al seguito, avuto ragione. La Corte ha dato torto alla Regione Lombardia e ragione alla nostra conoscenza “popolana”. E la stessa prudenza l’abbiamo rinnovata al sig. Nava, e con qualche ragione visto che, solo qualche giorno dopo il suo comunicato, l’ATO di Pavia ha sospeso la gara. Prudenza a non precipitare le cose, in attesa non solo dei regolamenti attuativi dell’art. 15 della nuova legge, degli adattamenti che dovrà fare la Regione Lombardia , dei tempi elettorali, ma soprattutto perché è inutile pregiudicare con scelte affrettate, costose e irreversibili, un futuro che potrebbe essere messo in discussione, in brevissimo tempo, da nuovi possibili ricorsi di incostituzionalità  sulla nuova legge, che ha detta di autorevoli costituzionalisti di profili di incostituzionalità ne presenta alquanti. Prudenza anche a fronte di possibili nuovi referendum. Non c’è niente che chiede di affrettare i tempi. Di fare i primi della classe per fare i primi della classe. Se l’interesse fosse infatti mantenere l’acqua pubblica, prudenza vorrebbe che non si debba rincorrere scelte  che solo in apparenza al momento si presentano come legalmente necessitate e necessitanti. A meno che si sia proprio dalla parte della privatizzazione dell’acqua.

Certo ha ragione il sig. Sala a chiedere che la Provincia prenda nonostante la legge una posizione sulla ripubblicizzazione dell’acqua. A meno che il sig. Nava pensi che le province siano enti che non contano, il cui parere è irrilevante, che siano completamente inutili. Ma non era lui che si era presentato in campagna elettorale ammiccando con uno slogans propagandistico alla provincia utile o niente.?

In ogni caso vogliamo  rassicurare il sig. Sala dicendogli che daremo vita tra non molto a una raccolta firme, che ci auguriamo lo veda affiancarci da protagonista, e che avrà per destinatario, assieme ai comuni, anche la Provincia. Per chiedere una cosa semplice e cioè che la Provincia dichiari nel suo Statuto che l’acqua è un bene che non ha rilevanza economica. E siamo certi che anche questa volta le firme saranno numerose. Molto numerose”.

Alessandro Magni
del Comitato lecchese per l’acqua pubblica e i beni comuni

Il 14 dicembre si riunirà in Assemblea straordinaria l’Ambito Territoriale Ottimale (A.T.O.). Quest’ultimo, al di là d’essere presieduto dal costituzionalista di cui sopra, è delegato proprio ai servizi idrici. All’ordine del giorno non è stato inserito nulla riguardo al “che fare” per far fronte alla privatizzazione incombente. Sarà presente però un “funzionario” della Regione che, si suppone, si farà megafono di una linea già conosciuta: andare a gara, mettere l’Acqua sul mercato. Il Comitato lecchese per l’Acqua pubblica ha indetto un presidio di “pressione” all’esterno dell’Assemblea, di fronte alla Sala Ticozzi di via Ongania a Lecco. Si partirà alle 16.45. Siete invitati a partecipare! Qui il volantino informativo.

Ci vediamo lunedì.

Per approfondire:  www.acquabenecomune.org

Qui Lecco Libera

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