Perché voterò Roberto Castelli

In Politica conta il fair play? Secondo alcuni è l’anticamera dell’inciucio, per altri è presupposto imprenscindibile per una civile dialettica democratica; sta di fatto che, quand’è spontaneo, riconoscere dei meriti all’avversario politico è pratica piuttosto rara nel panorama politico italiano.
Specialmente dopo il getto del peso di Massimo Tartaglia del dicembre scorso.
Detto questo intendo contribuire alla distensione dei toni in vista delle prossime elezioni amministrative. E lo voglio fare sorprendendo: mi auguro che il Senatur Umberto Bossi vinca ogni tentennamento e si decida a candidare Roberto Castelli.
La Politica, soprattutto quella rivolta all’anello locale, non va interpretata per compartimenti stagni. I voti perlopiù si giocano sulla caratura del candidato, sulla serietà, sull’esperienza, sulla capacità amministrativa. Gli elettori, fortunatamente, sono ben coscienti della profonda inutilità di un ragionamento prevenuto: si guardi alla recente vittoria di Daniele Nava. Chi avrebbe mai scommesso un centesimo su quei piccoli partiti che lo sostenevano? Nessuno. Eppure l’Utile ha racimolato vantaggio grazie proprio alla buona fama acquistata in anni e anni di sodo e produttivo lavoro amministrativo. Alla faccia di chi trattava gli elettori come automi indirizzati e corrotti da una consapevolezza civile narcotizzata.
Ho fatto questa parentesi perché sono convinto della bontà dell’accordo tra Lega e Popolo della Libertà sulla persona del Viceministro alle Infrastrutture come candidato sindaco della città.
E’ evidente che si tratta di un purosangue, un peso massimo, una personalità di spicco che porta dietro sé un bagaglio d’esperienza innegabile. Una valigia carica di qualità che troppi provocatori/grillini tendono a mistificare. Ed è proprio per questi requisiti che ho deciso, qualora lo candidassero, di votarlo e di spendermi affinché i più scettici optino per lui.
Voglio argomentare questa scelta, qualità per qualità.

Primo: un buon Sindaco, Machiavelli docet, deve saper essere ora magnanimo, quando occorre, ora spietatamente feroce. Roberto Castelli ha queste peculiarità, tutte nella valigia di cui sopra: cito qualche esempio: quando è stato Ministro della Giustizia (2001/2006) ha fornito salvacondotti, detti anche leggi su misura (che i provocatori radical chic chiamano “ad personam” se non addirittura “ad personas”), al “perseguitato dalle toghe rosse” Silvio Berlusconi e a tutti quei bravi bagai che lavorano sodo (detti maleducatamente “colletti bianchi”). Quando ha occupato Largo Arenula, infatti, ha dato alla luce (o mise solo la firma, chissà) leggi come la “ex Cirielli” (che gli stolti chiamano “dimezza prescrizione”), quella sulle rogatorie internazionali, quella sul “legittimo sospetto” (la Legge Cirami) etc. etc. etc. (s’è dato molto da fare in quegli anni, spirito di servizio). Spietatamente feroce invece, come il Principe prescrive, contro quelle zecche d’immigrati: fannulloni succhiarisorse che non sanno far altro che insozzare l’habitat di noi “agnelli” lumbard.
E’ servizievole, e l’ho anticipato sopra, ed anche questa è una caratteristica fondamentale. Quando ha dovuto sbrigare il lavoro sporco lo ha fatto, mettendo “giù la crapa” e dando il massimo. Certe volte, e lo dico con estremo rispetto, s’è fatto scappare qualche gaffe (tipo che “la disoccupazione non esiste”, 7 gennaio scorso), ma nel complesso si è sempre difeso bene.
E’ fedele al cattolicesimo, mica come i “rossi” che son compagni degli islamici; infatti s’è risposato nel ’98 con rito celtico – tipicamente evangelico.
E’ coerente: una dote rarissima in Politica. Il partito di cui fa parte, infatti, nel ’98 pubblicava inchieste su “La Padania” riguardo ai capitali misteriosi delle holding Fininvest; brutte storie di Cosanostra, Mangano, Pippo Calò. L’Umberto nazionale disse pure che “Berlusconi è il mafioso di Arcore”. E poi? E poi ci è andato al Governo a più riprese. I conti di Fininvest? Robaccia passata di moda, come il rito celtico.
Sa badare a se stesso: mica vogliamo un Sindaco tontolone che si fa beccare con le mani nella marmellata! L’hanno pizzicato che faceva consulenze a casaccio affidando ad amici suoi alcuni studi sull’efficienza carceraria o test sui magistrati scialacquando denaro pubblico? Lui s’è fatto salvare nel 2007 andando alla conta dei voti dai kompagni di Palazzo Madama. Per quell’inezia la Corte dei Conti l’ha condannato a risarcire con altri amichetti un gruzzoletto di euro. Ma lui è sempre stato coerente e guardingo: “Sono contento perché è stata ravvisata la colpa e non il dolo”. Capito? E’ talmente furbo che è pure modesto, tende a sottostimarsi. L’umiltà è un dono divino, altro che la scorta fuori casa a tempo perso. Per fortuna che l’allora Sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Valentino, s’è messo in questi giorni a rifare l’emendamento per il “processo breve”. Grazie a questa norma – cui sembra che lo stesso Castelli abbia contribuito alla stesura – le magagne del candidato sindaco cadranno in un nulla di fatto. E poi lo chiamano “conflitto di interessi”!

Roberto Castelli è uno statista: ha giustamente insultato quel comunista di Diliberto in una trasmissione Tv e poi, quando il Pubblico Ministero ha chiesto di processarlo, s’è fatto di nuovo salvare perché – geniale! – aveva perseguito un “preminente interesse pubblico”, essendo allora Ministro della Repubblica. Lui lavora per noi anche quando diffama: e poi dovremmo intitolare le vie a Craxi (non ditelo a nessuno ma quei pazzi dei suoi amici leghisti all’epoca di Mani Pulite sventolavano i cappi in Parlamento ed inneggiavano a Di Pietro. Shshshs!)?!
E’ un artista: quando è andato alla caserma Bolzaneto nel 2001, durante il tragico G8 di Genova, gli è capitato di vedere i “ragazzotti spacca vetrine” obbligati per ore a stare con gambe divaricate e braccia distese (la posizione del “cigno”). Lui che ha detto? Ha denunciato la tortura? Macché: secondo lui li avevano disposti così per distinguere il maschietto dalla femminuccia. Era un giochino dadaista. Altro che i musi lunghi alla Virginio Brivio.
E’ camaleontico: si è fatto dedicare dei poster dalla Lega di recente (ricordate: “Grazie Ministro Castelli, tot soldi sborsati per la Lecco Bergamo, promessa mantenuta); peccato che: a) Ministro non lo fosse più b) i meriti fossero di tutti fuorché suoi. Eppure è riuscito a convincere i beoti. E’ importante saper dissimulare, sempre!

Per questo e molto altro ancora ho deciso di votare per Roberto Castelli. Una garanzia. Un uomo politico tutto d’un pezzo. Ah, dimenticavo: è un uomo di Cultura (con la “C” maiuscola): avete presente quel cialtrone di Saviano? Quello che dice di esser sotto scorta perché ha scritto un libretto sulla Camorra; quello che s’è azzardato a dirci che la mafia (esiste?) c’è anche al Nord. Ecco, Roberto Castelli l’ha invitato a dicembre a far quello che ciascun emblema di resistenza antimafia dovrebbe fare: “Poveri milanesi. A furia di chinare il groppone per lavorare, lavorare e lavorare senza pensare ad altro, adesso devono sorbirsi le lezioni e le paternali dell’universo mondo. L’ultimo maestrino arrivato, di cui sentivamo tanto il bisogno, è l’ennesimo professionista dell’antimafia Saviano, il quale viene da una terra che per condizioni politiche e sociali, sicuramente ha molto da insegnare. Meriterebbe una risposta più secca. Ma siamo a Natale e l’ineludibile bonomia lombarda mi fa soltanto esprimere un invito: ‘Ma va a ciapà i ratt”.

Sublime. Anche io ho Castelli nel cuore.

Duccio Facchini

11 pensieri riguardo “Perché voterò Roberto Castelli

  • 24 Gennaio 2010 in 12:39
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    Ahahahah complimenti, il miglior articolo che tu abbia mai scritto, a mio avviso!!!! :-)
    Quella del rito celtico mi mancava… grande Castelli, grazie di esistere!

  • 24 Gennaio 2010 in 15:48
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    mmm… mi sa che ti conviene togliere questo articolo prima che quelli della Lega lo leggano alla loro maniera :D mica che ti ritrovi in prima pagina su LaProvincia di Lecco un titolone a 16 colonne (stampa doppia per l’occasione) QUI LECCO LIBERA APPOGGIA IL CANDIDATO DELLA LEGA.
    con probabile pubblicazione della smentita qualche giorno dopo a pagina 16, nel trafiletto in basso a sinistra, di fianco ai necrologi :D

  • 24 Gennaio 2010 in 17:45
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    Ciao Duccio,
    il pezzo è veramente divertente e ben scritto, complimenti.
    Purtroppo a qualcuno difetta il senso dell’umorismo e il dono dell’ironia: oggi “La Provincia di Lecco” scrive che tu hai deciso di votare Castelli (anche se amaramente…)
    Non ti dico di affrettarti a smentire, ma a ragionare seriamente sulla situazione delle elezioni e sulla scelta del candidato migliore.
    Noi, come sai, abbiamo proposto Virginio Brivio, garanzia di capacità amministrativa, onestà e competenza.
    Questa volta tutte le forze sane della città devono impegnarsi per non consegnare di nuovo Lecco alla maggioranza di destra, incompetente e litigiosa.
    A presto, buon lavoro!
    Vittorio

  • 25 Gennaio 2010 in 12:28
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    Mi mancava da parte del PD la corsa “a tirare per la giacchetta” il prolisso Duccio sponsorizzando la bontà del buon Virginio…

  • 27 Gennaio 2010 in 18:20
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    Decisamente d’accordo con Alberto, articolo da top ten, anzi da top five, anzi da podio di tutti gli upload di quileccolibera.net!!! Complimenti….

    Perchè come faremmo senza Castelli?!?

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  • 8 Marzo 2010 in 17:32
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    in tempi in cui si parla di risparmio energetico, di consumo consapevole dell’acqua, di riduzione dell’inquinamento acustico…ecco la soluzione a tutti i problemi: innevamento artificiale ai piani d’erna!!! come disse un noto comico della zona: ma va a ciapa’ i ratt!!!!!!! si parla solo di soldi, l’ambiente è cosa da nulla…l’ambiente non vota!
    direttamente dalla pagine di facebook di ‘castelli sindaco’: Roberto Castelli Sindaco di Lecco – Pagina ufficiale I Piani d’Erna hanno una peculiarità pressochè unica in tutta la Lombardia. E’ l’unica stazione sciistica “urbana”. Puoi prendere l’autobus in piazza Mazzini e in mezz’ora avere gli sci ai piedi.
    Il panorama bellissimo della quinta del Resegone, i dolci prati…
    Quando c’è la neve Erna può essere definito un parco sciistico. Già la neve…Come fare per avere la garanzia e quindi poter programmare un investimento da 4 /5 milioni di euro? Non c’è altra scelta dell’innevamento artificiale.
    Ci può stare tutto ciò nel magro bilancio di Lecco? No . Cercheremo fondi europei.
    Se li troviamo allora il sogno può diventare realtà. … See More

  • 11 Febbraio 2011 in 10:24
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    Stimatissimo senatore Castelli non riuscivo a trovare il suo sito e ho utillizzato imprppiamente questo.. volevo dirle sulla faccenda Berlusconi,la famosa responsabilità civile dei giudici confermata con referendum ….che fine ha fatto è operativa o no????
    a mio avviso in questo momento per Berlusconi utilizzare questa legge le sarebbe utile per far finire questo scempio.

  • 12 Febbraio 2011 in 12:01
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    ma non bastano le inteccettazioni Signora Spreafico?
    Si deve finire questo scempio. Deve dimettersi

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