Contar non nuoce

Governano incontrastati la Lombardia da quasi un ventennio. Idem per quanto riguarda la nostra città. Eppure, come accaduto per gli scontri di via Padova a Milano, quando capita qualcosa di disdicevole la responsabilità sta sempre a sinistra. Diverso il parere quando a pesare sono gli euro. E’ di questi giorni infatti il comunicato stampa del candidato leghista Roberto Castelli che recita: ““Roberto Castelli, viceministro alle Infrastrutture, con ingegneristica precisione, lo scorso novembre ha “costretto” il Cipe (rubinetto dei fondi pubblici) a sbloccare 130 milioni per la costruzione della Lecco-Bergamo”, L’Espresso, n. 8 del 25 febbraio 2010. Così scrive un giornale della sinistra. La sinistra è stata al potere per 15 anni in Provincia e per 7 anni al Governo. Eppure, “stando in ufficio dalla mattina alla sera”, non ha portato a casa neppure un euro per la Lecco-Bergamo. In sinergia con l’Amministrazione Provinciale di Lecco, in soli 22 mesi, noi stiamo risolvendo il problema”. Chiosa: “Con Castelli Lecco conta“.

Strana la Politica. Vent’anni fa la banda dei fazzoletti verdi, tra una partita al Risiko della Secessione e qualche raid anti meridionali (che poi han passato ben volentieri il testimone ai migranti), tuonava contro le decisioni prese a Roma. Quella Roma così unta, così opulenta, piena di preti rossi e professionisti dell’inciucio. La Lega Nord, quella che dichiarava l’indipendenza dell’inesistente Padania, reclamava che a decidere fossero i “bianchi e cristiani” del sopra Po. Non i terroni di Roma, i germi della partitocrazia li chiamavano. Poi più niente. Il tutto è ben sintetizzato dal comunicato infelice di Castelli. Si potrebbe riassumere più o meno così: sei una persona perbene che però non ha entrature presso le stanze romane (tipo quelle di Gianni Letta, notoriamente padano)? Affari tuoi (eufemismo). “Conti” quanto un onesto cittadino qualunque: cioè niente. Vota Roberto Castelli, l’uomo che odia il Palazzo mentre lo depaupera; in barba a chi è in fila. Altro che aspettarsi risorse e stanziamenti di diritto. Il diritto non esiste, “conta” il contatto. Una sorta di Public Relations formato Billionaire. “Votami che ti porto i soldi”, brutale ma sincero. Poi che sia una panzana gigantesca poco importa. “Conta” lo slogan. Un po’ come il marchese del Grillo: “Ah… Mi dispiace, ma io so’ io, e voi nun siete un cazzo!.

Quanto “conti” Castelli lo sanno bene i pendolari. Ricordate il raddoppio ferroviario presentato in pompa magna qualche tempo fa? Formigoni, Moratti, Moretti e Castelli tutti sorrisi e promesse mantenute. Mantenute quanto i ritardi, il freddo, le proteste e gli orari alla carlona.

“Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto” Daniele Silvestri

Duccio Facchini

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