Beni confiscati: Qui Lecco Libera è responsabile del pagamento delle ipoteche

Il Sindaco e l’Assessore Donato hanno risposto fuoco e fiamme alla nostra denuncia rispetto alle novità sul tema dei beni confiscati alla ‘ndrangheta in città. Non lo hanno fatto nel merito. La cosa incredibile, vergognosa e scioccante è l’affermare che “grazie a Qui Lecco Libera” i cittadini pagheranno 100mila euro di ipoteche. La colpa è nostra, ancora una volta. Abbiamo denunciato il falso? Che ci denuncino. Abbiamo denunciato quel che volevano tenere in ombra? Non s’incazzino con noi (“affermazioni demenziali”). Cosa avremmo dovuto fare? Starcene zitti?

Dire che a causa della nostra denuncia “forse il Comune dovrà pagare i 105mila euro” è falso. Una banca non si dimentica di un’ipoteca. Denunciare quello che è stato fatto da Comune e Prefettura senza omissioni o storture è dovere di cronaca e critica. Il punto è la gestione dei beni confiscati. L’accordo del Prefetto ad andarsene da Wall Street dopo il trasferimento non è scritto o firmato. Sono speranze. Così come lo erano le fanfare di gennaio che dicevano: “sono stati liberati dalle ipoteche che ne impedivano la piena utilizzazione due immobili già destinati al Comune di Lecco, ubicati in via Ghislanzoni ed in via Adamello. Ciò è stato possibile grazie  alla volontà di rinuncia degli Istituti Bancari che hanno accolto l’invito del Prefetto di Lecco e del Sindaco di Lecco” (comunicato stampa pubblicato sul sito della Prefettura di Lecco). Hanno negato finché era possibile, poi ci hanno delegittimato e ora ci accusano di aver praticamente iscritto le ipoteche sul bene Giglio. Hanno talmente raggiunto il risultato che infatti è rimasta un’ipoteca di 200 milioni di vecchie lire. Accusa pretestuosa? Allora perché non dirlo subito, pubblicamente?

Anche l’Assessore Ivano Donato oltrepassa la soglia del delirio. Dopo essere stato informato da noi dell’esistenza delle ipoteche ci accusa di farle pagare al Comune o di far perdere il finanziamento della Fondazione Cariplo (200.000Euro) quando il rischio è dettato dal loro immobilismo. Semplici cittadini che denunciano un fatto vero vengono tacciati di attirare l’attenzione. Giochiamo a nascondino? Se il sindaco ha tutte queste certezze noi siamo disponibili ad un incontro pubblico, carte alla mano, per vedere chi ha nascosto che cosa, chi ha fatto accordi sottobanco, chi ha fatto e chi no gli interessi della città e dei cittadini.
Avrebbe potuto risparmiarci la ramanzina dal punto di vista etico e morale. Detto da chi ha difeso in diretta televisiva un signore che concedeva benemerenze agli ‘ndranghetisti per ingraziarseli suona un po’ come una barzelletta.

Qui Lecco Libera

(La Provincia di Lecco di domenica 24 luglio 2011)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.