Testamento biologico: la cronaca della Commissione III

Prima informazione: l’atto di indirizzo in materia di “richiesta di nomina dell’amministratore di sostegno”, elaborato dalla maggioranza di centrosinistra in chiave sostitutiva dell’atto amministrativo per l’istituzione del registro delle Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento) proposto da 1.119 cittadine e cittadini lecchesi (bocciato malamente), arriverà in Consiglio Comunale lunedì 14 novembre.

Seconda informazione: la discussione in Consiglio avverrà nonostante l’opposizione di ben quattro gruppi (Idv, Prc-Sel, Pdl e Appello per Lecco) manifestata durante la Commissione III che si è tenuta mercoledì 9 novembre. Oggetto della discussione quel che è stato soprannominato trasversalmente “un minestrone”, ovvero la proposta inizialmente partorita dal Segretario cittadino del Pd, dottor Mario Tavola, che prevedeva la creazione di un registro di nominativi di richiedenti nomina dell’amministratore di sostegno.

Ciò che è emerso durante la Commissione III – presieduta sostanzialmente da Alfredo Marelli e formalmente da Raffaella Cerrato (questione di esperienza, pare) – è che il documento sostitutivo marcato Pd ha subito una serie di importanti variazioni. L’ha esplicitata il commissario Salvatore Rizzolino (Pd): “Abbiamo deciso di togliere la parola Dat dal titolo dell’atto perché non vogliamo che si discuta del testamento biologico, che è un tema ideologico”. E ancora: “Noi non facciamo demagogia, ci muoviamo nella strada della legge e del rispetto delle norme: dunque diciamo no al registro del testamento biologico – perché non raccontiamo bugie ai cittadini – e diciamo sì ad un percorso legittimo”. Quale?, visto che nella richiesta di nomina un “perché” dovrà essere indicato? Ha provato a rispondere il Presidente del Consiglio Comunale, per l’occasione direttore d’orchestra: “E’ importante che l’atto di indirizzo vada in Consiglio, anche se non c’è ancora piena chiarezza sul fatto che il Segretario comunale o gli uffici possano autenticare la scrittura privata di richiesta di nomina dell’amministratore”. Che abbiano avuto più di quattro mesi per pensarci è cosa ininfluente, poiché – a sentir sempre il Presidente Marelli – “prima si approva, poi si verifica nel dettaglio la fattibilità”. Dinanzi all’evidenza del cosiddetto “rispetto delle norme” piegato alle logiche di bottega, alcuni commissari – tra cui Sandro Magni di Prc-Sel – hanno proposto il rinvio. Niente da fare. Il consigliere Pd Ghislanzoni, intervenuto per conto del partito, ha opposto il niet. Appuntamento dunque al Consiglio Comunale di lunedì 14, quando gli Amministratori saranno chiamati a discutere ed eventualmente votare un documento poco chiaro sia nei termini di oneri (non solo economici) a carico del Comune, sia in quelli delle tempistiche legate all’effettiva messa a a disposizione di un servizio laico e concreto, com’era quello proposto da 1.119 lecchesi qualche tempo fa.

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