Quale futuro per l’acqua pubblica in provincia di Lecco?

Ecco la prima parte del dibattito organizzato dal Comitato lecchese per l’acqua pubblica e i Beni comuni ed il Comune di Galbiate lo scorso 13 dicembre avente per oggetto il “futuro” della gestione idrica in provincia di Lecco.

Gli scenari dopo la vittoria referendaria del giugno scorso, i passi fatti in provincia di Lecco in materia di gestione pubblica (o meno) dell’acqua e le scelte future da attuare. Quale soggetto è più idoneo per gestire il ciclo idrico sul nostro territorio? “Meglio soli o accompagnati”? L’intervento del Sindaco di Lecco, Virginio Brivio.

La replica del Sindaco di Lecco, Virginio Brivio, alle critiche rivolte all’Assemblea di Lario Reti Holding, responsabile – secondo il Comitato lecchese per l’acqua pubblica e beni comuni – d’aver “lasciato all’esterno” la stampa locale in occasione di un’importante decisione.

Roberto Fumagalli, del Comitato lecchese per l’Acqua pubblica e i Beni comuni, illustra l’altra via possibile ai modelli portati avanti da alcuni esponenti politici del territorio lecchese. Come rispettare al meglio il volere referendario espresso a giugno 2011? Ecco la prima parte dell’intervento di Fumagalli.

La seconda parte dell’intervento di Roberto Fumagalli.

Gli amministratori della Provincia di Lecco hanno una grande responsabilità. Ecco la proposta del Comitato lecchese per l’Acqua pubblica e i Beni comuni in vista della prossima Assemblea dell’A.t.o. del 20 dicembre. Commissariamento sì, commissariamento no?

Qui Lecco Libera

2 pensieri riguardo “Quale futuro per l’acqua pubblica in provincia di Lecco?

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  • 18 aprile 2012 in 16:18
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    io come proposta bandirei le bottiglie di plastica che sono inquinanti (sia in fase di produzione che di smaltimento). Di mio ho acquistato su ebay annunci, usato, un depuratore dell’acqua e bevo solo dal rubinetto…l’ho pagato poco ma immagino che anche il poco non possano permetterselo tutti, quindi mi chiedo:
    Se tutti i comuni dessero in comodato d’uso i depuratori ad ogni famiglia, ogni famiglia deventerebbe utente al 100% dell’acqua che lo stato fornisce e quindi aumenterebbero i loro incassi e la possibilità di migliorie!
    Sono pazza a pensarlo?

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