Bilancio partecipato, un’idea per il Comune di Lecco

Da qualche tempo seguiamo, attraverso la stampa locale, le manovre politiche volte a individuare il prossimo assessore con delega al Bilancio comunale. Dimessosi Mario Moschetti, con quella stilettata ai poteri forti della città ancora egemoni nelle stanze di governo (attendiamo sommessamente i nomi, giusto per verificare…), il ventaglio dei papabili a volte si allarga e a volte si restringe. Non amando le dinamiche di casacca o di bandierina (quel posto è nostro, allora ci mettiamo un uomo nostro) vorremmo contribuire al dibattito pubblico con una proposta inusuale: avanzando un’idea. Quanto il Bilancio del comune di Lecco dipende da un volto e quanto da uno spunto, un progetto, una seria pianificazione? Sono davvero convinti, gli strateghi di fazione, che basti il manuale Cencelli per assicurare ai cittadini, ai rioni, ai quartieri, un’adeguata utilizzazione delle già scarse risorse?!

Parliamo meno di nomi (Cariboni, Magni, Valsecchi (Remo, s’intende – Corrado pare voglia continuare a diffondere encicliche)) e più di idee. Ne mettiamo una sul tavolo: il bilancio socio-partecipativo. Nel comune di Capannori (in provincia di Lucca), con una popolazione di poco inferiore a Lecco, l’amministrazione ha sperimentato, con successo, lo strumento del bilancio partecipato (la campagna si chiama “Dire, fare, partecipare” http://www.comune.capannori.lu.it/node/9066). Mantenendo le ex circoscrizioni come “zone” cittadine, sono stati estratti 80 cittadini (con criteri molto precisi, elaborati da un comitato di garanzia, per evitare che la cosa finisse in mano ai burocrati di partito) i quali – attraverso gruppi di lavoro strutturati per area – hanno elaborato proposte progettuali da realizzare nell’anno 2012. L’Amministrazione, che sul piatto aveva messo 400.000€ (100.000 per ogni circoscrizione), dopo aver valutato la fattibilità delle proposte avanzate, ha indetto una vera e propria consultazione presso il Comune distribuendo ai cittadini (compresi gli stranieri) le schede relative ai progetti costruiti dagli 80 estratti in precedenza. Garantendo la possibilità di votare via internet, oltreché nel seggio posto in municipio, l’Amministrazione di Capannori si è poi impegnata alla realizzazione (concreta) dei progetti vincitori. E così è stato: sistemazione della scuola materna, implementazione delle strutture multimediali per una scuola di secondo grado, messa in sicurezza di strutture esterne delle scuole del territorio e così via.

L’esempio di Capannori è virtuoso e dimostra che materie complesse come il Bilancio possono essere gestite in prima persona (senza delega) dai cittadini, troppo spesso condannati al ruolo di spettatori di questo o quel mercato di nomi e non di idee. Perché non replicarlo, adattando la forma al contesto lecchese, anche in città?

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