Referendum consultivo: la diretta dal Consiglio comunale

20,44: Il papocchio è approvato all’unanimità. 38 a zero. Cecità bulgara.

20,41: L’emendamento Parisi è passato. Castelli è entusiasta: “Magni abbiamo vinto”. A ridatecè Fiorito. Tornando seri: i giorni necessari sono 120. E’ una goccia nel mare ma è qualcosa.

20,40: Angelibusi polemizza con Buizza. Il Pd offre il solito spettacolo: preparazione zero, litigiosità garantita.

20,32: Si entra in fase di votazione. In esame gli emendamenti. Il primo, a firma del Sindaco, raccoglie apprezzamento unanime. Il secondo, a firma Parisi, per l’allargamento della fase temporale. Da 90 a 120 giorni: interviene Buizza (capogruppo Pd) che lascia libertà di scelta ai componenti. Prende la parola Irene Riva: anch’essa contraria a concedere 30 giorni in più ai cittadini. Roberto Castelli (Lega) si proclama a favore dell’emendamento, anche se non perde occasione per polemizzare con Qui Lecco Libera. Come Piazza, lamenta il fastidio per le “petulanti mail” ricevute alla casella di posta. Che fatica, era meglio Belsito?

20,25: Ghislanzoni (Pd) sconfessa Buizza. Stringere i tempi a 90 giorni è una “follia”. “Nessun consigliere ha svolto bene il suo lavoro, c’è stato poco confronto”. Ok da parte sua all’emendamento Parisi.

20,19: Mauro Piazza (Pdl) si dichiara “contro il referendum”. Fosse stato per lui avrebbe reso lo strumento ancor più inservibile. Un autentico liberale.

20,12: Conclude gli interventi Giorgio Buizza, capogruppo del Pd. “L’approvazione del regolamento è un passo avanti per valorizzare la partecipazione dei cittadini”. Anche Buizza ignora, gravemente, il contenuto del regolamento.

20,10: Salvatore Rizzolino (Pd) elogia la maggioranza e il mantenimento della “promessa elettorale”. Quel che non afferra il professore è che in realtà il referendum lo stanno affossando. Amen.

20,06: Interviene Stefano Angelibusi (Pd). “Al di là di chi lo approva è una bella notizia per la città”. Sugli emendamenti: “io vedo con favore un’interazione anche dialettica tra il luogo dove si prendono le decisioni e i cittadini che possono e devono interagire”. Dopodiché “a volte si dice di sì, a volte di no”. Nello specifico: Angelibusi apre a tutti, quello di Parisi “non intacca l’impianto degli intendimenti e dell’approccio culturale (sic!)”.

20,04: Magni considera importante l’emendamento di Parisi. “L’idea che rispetto a un fatto particolare si allunghino i tempi mi sembra ovvio e logico”.

19,57: Parola a Antonio Pasquini (Pdl). “E’ stato fatto un lavoro insieme, non si possono spostare determinate architetture”. Architetture lontane, direbbe Paolo Conte. Ora il cazzeggio è diffuso dall’addetto stampa del Sindaco. Pasquini se la prende con Pattarini, “ti prendi meriti non tuoi”. Il pidiellino scalda i cuori ricordando il 12 e il 13 giugno. Peccato che fosse dall’altra parte della barricata. Stando a Pasquini, presentare emendamenti è “fuori tempo massimo”.

19,54: Interviene Raffaella Cerrato (Pd). Non ha letto il regolamento, com’è ovvio. Elogia lo strumento partecipativo mentre ne vota l’effettiva soppressione. “La politica nel nostro Paese deve cambiare”. Cerrato è soddisfatta per la “convergenza”. Incredibilmente accetta la proposta di Viviana Parisi, “dare più tempo significa dare più possibilità”. In chiusura salva il salvabile.

19,50: Interviene il leghista De Capitani. Il Carroccio voterà d’accordo con la maggioranza. Il segretario cittadino del Pd parla fitto fitto con una giornalista locale. “E’ singolare che ci sia su questa versione anche da parte di quegli esponenti di partiti che a livello nazionale sono centralisti al 100%”. L’assessore regionale cavalca il solito destriero.

19,45: Il dibattito è aperto. Imbarazzo. Interviene Pattarini (Pd) a rompere il ghiaccio. “E’ un’occasione importante, ci abbiamo impiegato giusto 7 anni”. “Abbiamo di fronte un documento importante”. “Ringrazio Qui Lecco Libera per aver animato il dibattito cittadino per il contributo offerto”. Detto questo, le proposte nel merito non vengono raccolte, purtroppo. Nessun emendamento da parte di Pattarini. “Farlo una volta all’anno è un valore aggiunto, lo strumento non va banalizzato”. Nel frattempo domina il cazzeggio (per usare un eufemismo). “La democrazia sociale è sparita”, lamenta Pattarini. Parole importanti cui non seguono fatti concreti. La partecipazione incassa la prima rete, uno a zero.

19,42: La proposta di Magni pare esser stata accettata. Il secondo emendamento è a firma del Sindaco Brivio. Questioni di forma. Il terzo è a firma Viviana Parisi (Pd). Il consigliere chiede -fortunatamente- di estendere il periodo di raccolta firme da 90 a 120 giorni. “1800 firme non sono poche, il tempo utile è esiguo”. Chiesta la modifica.

19,40: Il presidente del consiglio comunale, Alfredo Marelli, dà conto dell’esistenza di tre emendamenti. Il primo è a firma Sandro Magni (indipendente per Sel e Prc), alquanto incerto sulle tempistiche. “Questo emendamento nasce dall’esigenza di evitare (pausa) confusioni interpretative. Il testo del regolamento era difforme dallo Statuto”. Una “diversità lessicale” che abbiamo rilevato anche noi. Magni invoca giustamente conformità tra le fonti.

19,38: In meno di cinque minuti il regolamento è presentato. Tra i banchi dell’opposizione prevale l’iPad. Roberto Castelli chiacchiera con l’assessore regionale De Capitani. Qualche consigliere di maggioranza legge il giornale.

19,34: Il Segretario comunale introduce l’argomento del referendum. La proposta -che noi contestiamo-, secondo il funzionario, “come impostazione è quanto più aderente possibile al dettato statutario”.

19,32: Il consigliere Venturini (Idv) chiede di anticipare il punto (4) del referendum al punto (3). L’accordo è unanime. L’anticipo è accolto.

19,26: Il sindaco Brivio risponde e riconosce l’inciampo. L’intervista sul Tgr di Cereda (Libera) e Simeone (Prefettura) “era infelice”, gli altri interlocutori “parlavano un po’ troppo liberamente”. I chiarimenti: l’immobile è della Prefettura, il Consiglio comunale è il soggetto che dovrà prendere la decisione. “E’ stato però dato un informale incarico a Libera -senza costi- per stendere uno studio di fattibilità”. Almeno l’ha ammesso…

19,15: A sorpresa, Cinzia Bettega (Lega Nord) interroga la Giunta rispetto al bene confiscato “Wall Street” -riprendendo quanto da noi denunciato la scorsa settimana. “Chiedo di capire: la destinazione e l’accordo è già fatto?, chi l’ha fatto?, chi farà le opere necessarie?, chi metterà i soldi?, quanto privato e quanto pubblico?”. Il servizio del Tg3 (vedi il nostro sito) dava l’accordo come “cosa fatta”. E’ così?

19,14: Il consigliere Pdl Antonio Pasquini si lamenta per la partitocrazia interna all’amministrazione. Tra il pubblico si sorride.

19,02: Spazio alle comunicazioni dei consiglieri e degli amministratori. Il punto d’interesse è il quarto. Attendiamo.

18,44: Il Segretario generale inizia l’appello.

18,30: Il Consiglio dovrebbe avere inizio. Con calma. Per il momento sono presenti 8 consiglieri. Ottime premesse.

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