Porto alla Malpensata, le prime risposte

Gli elaborati grafici del porto alla Malpensata messi a punto dallo studio tecnico Alderighi.
Gli elaborati grafici del porto alla Malpensata messi a punto dallo studio tecnico Alderighi.

Grazie ad una puntuale “domanda di attualità” formulata dal consigliere comunale Jacopo Ghislanzoni (Pd), questa sera [11 marzo] l’assessore all’Urbanistica, Martino Mazzoleni, ha finalmente fornito le prime risposte chiare e puntuali circa il porto da realizzarsi in zona Malpensata. A precisa richiesta, Mazzoleni ha pubblicamente riconosciuto l’interesse da parte dell’amministrazione comunale di realizzare l’intervento, perché ritenuto strategico nella valorizzazione dell’area. Un interessamento che ha mal digerito le celebrazioni della Società Canottieri sui giornali, tacciata più o meno sotto traccia da Mazzoleni di volersi fare pubblicità, godendosi meriti non suoi.

Il Comune di Lecco, nella persona dell’assessore competente, ha anche realizzato “diversi sopralluoghi” in zona, sfuggiti evidentemente all’opinione pubblica -fino a questa sera all’oscuro, in sede di Consiglio comunale. Indeterminatezza sovrana sul ruolo dei privati, i costi di realizzazione e di gestione dell’opera. La risposta dell’assessore Mazzoleni è stata però illuminante quando ha toccato l’argomento urbanistico. Fraintendimenti permettendo, la zona Malpensata, secondo il dismesso piano regolatore -in fase di sostituzione con il non ancora approvato Piano di Governo del Territorio- non potrebbe accogliere quel tipo di intervento, essendo strettamente vincolata. Impedimento che ha spinto l’assessore a definire il progetto “ad oggi non fattibile”. A meno che, come peraltro riconosciuto con sincerità dall’amministrazione Brivio, il Comune non voglia decidere di sostenerlo, mettendo mano allo strumento urbanistico.

Data la volontà, oggi ribadita, dell’amministrazione, restano aperte le questioni che abbiamo sollevato. E sulle quali ci auguriamo di poter ricevere (ancora) dei puntuali chiarimenti.

– Come, quando e perché il Comune di Lecco è stato contattato (o ha contattato) gli attuali promotori della proposta del porto in zona Malpensata?
– Come si pone questa proposta rispetto alla difficoltosa redazione del Piano di Governo del Territorio? Dato che non è inserita tra gli ambiti di trasformazione, verrà aggiunta successivamente? Se sì, attraverso quale percorso partecipativo?
– È possibile quantificare la domanda di posti barca che attualmente interessa il tratto di lago che insiste nel Comune di Lecco?
– In base agli elaborati grafici pubblicati e diffusi dai proponenti, quanta parte dell’attuale verde urbano e di lago verranno sacrificati per accogliere la struttura portuale (lido compreso)?
– È ragionevole prevedere un altro “centro espositivo” a fronte dei già esistenti presso il Palazzo delle Paure e il nuovo polo museale in area ex Faini?
– Qual è il ruolo ricoperto dagli enti pubblici nel “progetto Malpensata”? E in relazione a ciò, qual è lo strumento realizzativo individuato (risorse, capitali, modalità, finanziamenti, gestione)?
– Dato l’annuncio dei promotori dell’assenso ricevuto dall’amministrazione, perché non portare in Consiglio comunale copia del progetto depositato, dandone adeguata informazione anche sul sito internet www.comune.lecco.it?
– In definitiva, perché non pensare al potenziamento della navigabilità pubblica e al miglioramento delle condizioni delle acque piuttosto che inseguire progetti comunque invasivi di attrazione turistica, la cui efficacia è peraltro tutta da dimostrare, rivolta ad una stretta cerchia di utenti?

Qui Lecco Libera

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