Dopo gli arresti per ‘ndrangheta

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“Shock”, “sgomento”, “incredulità”. La ‘ndrangheta torna d’attualità grazie (o purtroppo, a seconda dei punti di vista) alle indagini e agli arresti di stamane che hanno coinvolto (tra gli altri) il sindaco di Valmadrera, Marco Rusconi, il consigliere comunale di Lecco Ernesto Palermo, e la vecchia gloria della ‘ndrangheta lecchese, Mario Trovato (per informazioni, rivolgersi alla pizzeria 046 di via Pasubio). Il territorio, si dice, è in confusione. Chi scrive, senza presunzione e salvo il caso dell’arresto del sindaco di Valmadrera, no.

Tra coloro che si dicono sconvolti c’è qualcuno che -tra i molti in buona fede- ha memoria corta. Qualcuno che ha contemporaneamente l’interesse e la necessità di vedere circoscritto l’inciampo -per così dire- al solo paese di Valmadrera. Non è così. Da anni, in solitudine, facciamo informazione e denuncia antimafia. Siamo stati isolati, costretti a sorbirci gli annunci di improbabili Osservatori antimafia (vero Appello per Lecco?), denunciati per “invasione di edifici” dalla Prefettura; a volte siamo stati addirittura negati alla conoscenza dell’opinione pubblica, anche grazie a qualche creatura messa su artificialmente proprio in zone geograficamente attigue all’epicentro dell’inchiesta della Dda di Milano. Quel coordinamento (e coordinatore) provinciale di Libera che ha preferito riconoscere generose patenti antimafia poi rivelatesi clamorosi autogol, piuttosto che lavorare con precisione, costanza e disinteresse per l’effetto mediatico. La giornata di oggi è uno scossone, sì, ma all’ipocrisia. È il triplice fischio per l’antimafia sui giornali, l’antimafia delle tende in stazione, l’antimafia dall’applauso garantito a prefetti inadempienti e sindaci passivi. L’antimafia che, forte del potere mediatico, ci definiva “nemici della contentezza”. La coerenza era ed è paragonata a cattivo carattere, egocentrismo, disfattismo. L’antimafia che mette mani e bandiere senza gara e senza concorsi di idee su beni confiscati che non conosce e che non ha mai degnato di attenzione. Sono trascorsi oltre 7 mesi dall’aperitivo-farsa della mai nata (e se mai nascerà sarà stato senza gara) “pizzeria della legalità”. Dov’è oggi Libera? Si starà forse preparando all’ennesima (vuota) cerimonia di consegna delle chiavi di Wall Street con la presenza di Roberto Maroni?

È uno scossone fortissimo anche al sindaco di Lecco, Virginio Brivio. Le sue dichiarazioni a poche ore dagli arresti sono inaccettabili. “Con Palermo essendo lui un consigliere comunale, ho avuto un rapporto continuativo, non era uno di quelli che partecipano più spesso, ma ci sono stati molti suoi momenti di presenza e non ha mai dato modo di far pensare di poter avere inquinamenti”. Ebbene, la registrazione che qui pubblichiamo di un incontro avuto con lui l’11 giugno 2013 in Comune proprio su questi temi -riservato, senza sparate inutili sui giornali- lo smentisce definitivamente. Virginio Brivio sapeva di una indagine giudiziaria a carico di Palermo, o comunque aveva coscienza, come chiunque avesse gli occhi per vedere, ma ha scelto di tacere. E ha deciso di farlo ancora oggi. Perché non parla il sindaco Brivio?

È un imbarazzo indecente quanto evidentemente “giustificato”, dato che anche le 64 preferenze raccolte dal candidato Pd Ernesto Palermo nel marzo 2010 hanno garantito allo stesso Brivio di vincere al primo turno (50,23% con Palermo, 49,99% senza). Chi l’ha messo in lista?, gli chiedemmo allora. Chi l’ha messo in lista?, ripetiamo e ribadiamo oggi. Sicuri che sia un problema della “sola” Valmadrera?

Qui Lecco Libera

One thought on “Dopo gli arresti per ‘ndrangheta

  • 5 Aprile 2014 in 15:06
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    Finalmente si è capito, ma già lo si sapeva, che molti sedicenti “progressisti” sono in realtà dei bugiardi mascherati da galantuomini. Diffidiamo dunque di chi si spaccia per onesto a priori, ed accusa gli altri. Quanto al Sindaco di Valmadrera poi, stendiamo un velo pietoso…5 mila euro invece dei 10 mila concordati con le cosche. Oltretutto anche miserabili !

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