Acqua, l’errore della maggioranza dei Sindaci

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 24-05-2011 Roma Politica P.zza Montecitorio, presidio permanente dei Comitati `Vota Sì per Fermare il Nucleare` e `2 sì per l'Acqua Bene Comune`  Nella foto Gadgets Photo Roberto Monaldo / LaPresse 24-05-2011 Rome Demonstration against nuclear energy and the public water In the photo Gadgets
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Esprimendo parere favorevole alla proposta di futuro affidamento ventennale dell’acqua alla società Lario Reti Holding -su indicazione del Consiglio di amministrazione dell’Ufficio d’ambito di Lecco-, la maggioranza dei Sindaci della provincia ha commesso un grave errore. Come Comitato dell’acqua abbiamo  segnalato dall’inizio le numerose lacune evidenti -sotto il profilo della legittimità in primo luogo- di un affidamento che contraddice sensibilmente le regole che governano l’”in house”. Immaginare, come sostenuto dal sindaco di Lecco in Consiglio comunale, che alle norme ci si possa adeguare strada facendo -principio distorto da cui è sorto l’assurdo affidamento condizionato efficace solo dopo un “perfezionamento degli adempimenti” con “separati atti deliberativi”-, vuol dire piegare gli interessi collettivi a un disegno incomprensibile, costoso, fonte di ricorsi e potenzialmente illegittimo.

La “via” della holding, tanto cara al ceto politico che governa parti del territorio, non garantisce infatti strumenti efficaci di controllo analogo da parte dei Comuni, è orientata al business del gas -che vanifica il principio “in house” dell’attività prevalente- e, come precisamente dimostrato dal parere fornito dallo studio legale Catricalà richiesto dal Comune di Merate, stravolge la normativa nazionale e comunitaria.

Eccoci dunque di fronte a un ennesimo calendario delle buone intenzioni, con il rituale sconvolgimento di scadenze “inderogabili” puntualmente derogate. È bene che i cittadini sappiano che questa opzione prevede il futuro affidamento del servizio idrico a una società ad oggi priva dei requisiti necessari, spostando il termine della loro acquisizione al 30 ottobre 2015. Come fosse un “pagherò”, o meglio, un “acquisirò”, del tutto estraneo a quanto ribadito ancora una volta dal Consiglio di Stato (sentenza 2154 del 27 aprile 2015), secondo il quale i requisiti e le condizioni dell’”in house” debbono sussistere prima dell’aggiudicazione, non durante e nemmeno dopo.

Fa specie rileggere la delibera del Cda dell’Ufficio del 4 dicembre 2014, laddove invitava ad avanzare proposte di affidamento “purché siano presentate entro il 10 febbraio 2015 e diano dimostrazione del possesso dei requisiti necessari per tale affidamento o delle modalità e dei tempi di raggiungimento degli stessi”. Siamo ad agosto e ad una proposta, la “favorita”, è stata data la disponibilità di prendersi spazio fino a ottobre.

Ma questo quadro sconfortante fatto di giravolte e forzature non ci spinge alla rassegnazione. Troppe volte, com’è stato al tempo dell’esposto alla Corte dei Conti e come sarà con l’Anac, sono state dimostrate le buone e fondate ragioni del nostro operato. Cosa che i fautori del percorso LRH non possono dire, purtroppo.

Comitato Lecchese acqua pubblica e beni comuni

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