La bolla del PGT

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Il dato reso noto di recente dall’Anagrafe di Lecco secondo il quale la popolazione della città sarebbe in calo -sotto a quota 48mila nel 2015, la prima volta dal 2009-, dovrebbe obbligare il Comune di Lecco a rivedere il Piano di governo del territorio (PGT) approvato nel 2014.

Come già denunciammo nelle nostre “osservazioni”, il PGT è costruito su una previsione insediativa (periodo 2010 – 2015) assolutamente abnorme, pari a 4.627 “nuovi abitanti”. Per soddisfare il “fabbisogno teorico di volumetrie residenziali necessarie per far fronte alla potenziale domanda complessiva di abitazioni”, recita infatti il PGT (Relazione al Documento di Piano) sono stati previsti 489.667 metri cubi di nuovi interventi (tra vecchio PRG inattuato e nuovo PGT). A fronte peraltro di 1.277 abitazioni “non occupate”, che rappresentano un dato interessante ma lontanissimo nel tempo (dati Istat 2001).

Persino Regione Lombardia –nel suo parere al Piano di Lecco del maggio 2014– aveva sottolineato in proposito uno “scostamento”, sottolineando che “il carico insediativo ipotizzato” non fosse affatto “supportato dagli esiti delle analisi effettuate nel quadro conoscitivo”. E che tutto ciò avrebbe minato qualsiasi “logica di progressiva riduzione di consumo del suolo”. 

Se, come recentemente affermato dal sindaco di Lecco, “Il PGT definisce il disegno politico complessivo per il futuro della città”, allora è urgente intervenire e ritornare a discuterne in Consiglio comunale per azzerare le previsioni insediative gonfiate e bloccare qualunque altro intervento edilizio.

Qui Lecco Libera

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