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	<title>Qui Lecco Libera &#187; GiovanniGalimberti</title>
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		<title>Alcuni spunti sulle notizie che non avremmo conosciuto</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiovanniGalimberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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Alcuni spunti sulle notizie che non avremmo conosciuto
Intercettazioni: di Scajola, Moggi e Fazio non se sapremmo nulla
E&#8217; scontro sul ddl intercettazioni. Il Pdl ha deciso di fare un passo indietro sull&#8217;entità del carcere e sulle multe ai giornalisti che pubblicano atti giudiziari o intercettazioni. Gasparri ha assicurato che &#8220;il provvedimento sulle non metterà alcun bavaglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quileccolibera.net/wp-content/uploads/intercettazioni.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2129" title="intercettazioni" src="http://www.quileccolibera.net/wp-content/uploads/intercettazioni-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" style="float:left;margin-right:3px;" /></a></p>
<p>Alcuni spunti sulle notizie che non avremmo conosciuto</p>
<p><a href="http://www.affaritaliani.it/politica/intercettazioni_ddl_scajola210510.html" target="_blank">Intercettazioni: di Scajola, Moggi e Fazio non se sapremmo nulla</a></p>
<p>E&#8217; scontro sul ddl intercettazioni. Il Pdl ha deciso di fare un passo indietro sull&#8217;entità del carcere e sulle multe ai giornalisti che pubblicano atti giudiziari o intercettazioni. Gasparri ha assicurato che &#8220;il provvedimento sulle non metterà alcun bavaglio alla stampa&#8221;. Ma se il ddl oggi fosse in vigore molte delle inchieste sarebbero rimaste nascostee avrebbero visto la luce molto tempo dopo. Da Scajola a Marrazo passando per il sistema Moggi, Fazio e i &#8220;furbetti del quartierino&#8221; e il crack Parlmalat.</p>
<p>La casa del ministro Scajola con vista Colosseo. Se la legge fosse già in vigore, non saremmo a conoscenza dell&#8217;acquisto dell&#8217;appartamento di proprietà di Claudio Scajola e acquistato in parte con i soldi di Diego Anemone, protagonista dell&#8217;inchiesta condotta dalla procura di Perugia sugli appalti per il G8. Nessuno avrebbe saputo niente nemmeno delle telefonate intercettate in cui alcuni imprenditori ridono per il terremoto dell&#8217;Aquila.</p>
<p>Calciopoli e il sistema Moggi. Lo avremmo saputo tre anni dopo. Tanto sono durate le indagini dei pm napoletani. I primi accertamenti risalgono al maggio 2006, il rinvio a giudizio è del 3 ottobre 2008. E tanto sarebbe durato anche il &#8220;silenzio stampa&#8221; se le norme fossero state esecutive già allora. Solo dopo il pronunciamento del gip, infatti, gli atti sarebbero stati pubblicabili.</p>
<p>Fazio e i &#8220;furbetti del quartierino&#8221;. Lo avremmo saputo solo l&#8217;anno scorso. L&#8217;ex governatore della Banca d&#8217;Italia coinvolto, fra l&#8217;altro, in una complessa indagine sulla scalata di Bnl da parte della compagnia di assicurazioni bolognese Unipol, è stato rinviato a giudizio il 18 novembre 2009 dal giudice per l&#8217;udienza preliminare di Milano. Assieme a lui sono stati mandati a processo altri imprenditori fra cui Stefano Ricucci e il presidente di Unipol Giovanni Consorte. Ricucci, immobiliarista romano intercettato a lungo per ordine della magistratura, in una telefonata definì &#8220;furbetti del quartierino&#8221; le banche estere interessate alla scalata di alcuni istituti di credito italiani. Le indagini erano cominciate nel 2005, lo stesso anno in cui Fazio, travolto dalle polemiche e dalle intercettazioni che lo compromettevano, lasciò la Banca d&#8217;Italia. Con la nuova legge gli atti dell&#8217;inchiesta sarebbero rimasti top secret per quattro anni.</p>
<p>Marrazzo e i trans. Non si sarebbe saputo nulla dell&#8217;inchiesta che ha travolto l&#8217;ex governatore del Lazio beccato nella casa di un trans in cui tre carabinieri hanno fatto irruzione per filmarlo con un cellulare e ricattarlo. Alla vicenda sono collegati due omicidi ancora avvolti nel mistero: quello di Brenda, altro trans amico di Marrazzo, e del pusher Gianguerino Cafasso.</p>
<p>Sandra Lonardo e il suo &#8220;voglio quell&#8217;uomo morto&#8221;. La frase, ormai famosa, fu pronunciata da Sandra Lonardo moglie dell&#8217;ex ministro Mastella durante una telefonata in un&#8217;inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere. Il clamore suscitato dall&#8217;indagine indusse il guardasigilli alle dimissioni, atto che provocò la caduta del governo Prodi. L&#8217;inchiesta, cominciata a gennaio 2008, si è conclusa con il rinvio a giudizio di lady Mastella il 26 ottobre 2009. Con la legge sulle intercettazioni lo avremmo saputo sei mesi fa.</p>
<p>Il crack Parmalat. Le indagini sul patron Calisto Tanzi durarono un anno e mezzo: dall&#8217;inizio del 2004 al 25 giugno 2005, data in cui l&#8217;imprenditore fu rinviato a giudizio. Dall&#8217;inchiesta emerse a poco a poco che nei bilanci della Parmalat c&#8217;era un buco da 900 milioni di euro. Lo scandalo gettò nella disperazione molti piccoli risparmiatori che avevano acquistato azioni dell&#8217;azienda. Si sarebbe saputo un anno dopo.</p>
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		<title>Critical Mass Antimafia</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiovanniGalimberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Mass]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia a Lecco]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pedalando con la Memoria.
Tra tutte le metafore più o meno azzeccate che riescano a rappresentare la vita civile c&#8217;è sicuramente quella della strada.
Noi, come biciclette; cittadini del mondo ricchi di sfumature, ciascuno con il proprio rapporto, spesso in salita, a pedalare con lentezza per osservare con profondità il circostante. Biciclette troppe volte schiacciate da quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quileccolibera.net/files/critical_mass_antimafia_23maggio2010.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-2079" style="float:left;margin-right: 3px; border: 10px solid white;" title="critical_mass_antimafia_23maggio2010" src="http://www.quileccolibera.net/wp-content/uploads/critical_mass_antimafia_23maggio2010-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></a></p>
<p>Pedalando con la Memoria.</p>
<p>Tra tutte le metafore più o meno azzeccate che riescano a rappresentare la vita civile c&#8217;è sicuramente quella della strada.</p>
<p>Noi, come biciclette; cittadini del mondo ricchi di sfumature, ciascuno con il proprio rapporto, spesso in salita, a pedalare con lentezza per osservare con profondità il circostante. Biciclette troppe volte schiacciate da quello sciame impazzito, alienato e distratto, fatto di grandi automezzi grigi delle loro lamiere, drogati di un procedere stanco.</p>
<p>Per tutti è comune la strada. Percorso caotico, elettrico, che si porta dietro ostacoli, incidenti, morti, sopravvissuti, scorrettezze, tradimenti, sorpassi, tamponamenti, insulti e grida. Districarsi è dura, specie per le piccole biciclette, magari numerose ma silenti. Più abili nel risolvere il dedalo e perciò disprezzate dagli autori della confusione.</p>
<p>Ogni strada ha le proprie indicazioni. C&#8217;è chi ama i modelli che riassumono violenza, intolleranza, furbizia malevola e ipocrisia credulona. Ci sono poi le piccole biciclette, destinate a restar per sempre minoritarie, amanti cocciute di quegli impolverati, scomodi, mai periti cartelli. Sopra ad ogni cartello, che indica una via e uno spunto, ci stanno nomi, volti, parole, idee, sangue, libri. Non c&#8217;è cartello che valga più di un altro. Le piccole biciclette scelgono sempre la direzione &#8220;ostinata e contraria&#8221;. Abitudine mal digerita dai più servili.</p>
<p>Anche nella nostra città ci sono tante piccole anime &#8220;non morte&#8221;, affamate come sono di quel barlume di Resistenza civile che faccia d&#8217;argine contro la &#8220;putrefazione morale&#8221; dei tempi. Pedali che rivendicano spazio, armati di spirito critico e Democrazia.</p>
<p>Alcune di queste piccole anime a forma di bicicletta scenderanno <a href="http://www.quileccolibera.net/files/critical_mass_antimafia_23maggio2010.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>domenica 23 maggio, dalle 10.15 in piazza Garibaldi</strong></span></span></a>, su quella strada comune fatta di cartelli e direzioni. Non sarà una parata autoreferenziale. Una massa critica (Critical Mass) per un appuntamento fondamentale. Quel giorno ricorreranno diciotto anni dalla strage mafiosa di Stato in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. Pochi mesi più tardi, il 19 luglio, sarà invece la volta dell&#8217;anniversario di un&#8217;altra strage, quella in cui fu ammazzato &#8211; insieme alla scorta &#8211; il giudice Paolo Borsellino.</p>
<p>Brutali vendette di &#8220;menti raffinatissime&#8221; che avevano terrore della battaglia di civiltà di quei due.</p>
<p><strong>Due nomi, un Paese. Due volti, una strada sola. Due esempi, una piazza soltanto. Piazza &#8220;Giovanni Falcone e Paolo Borsellino&#8221;. Ecco ciò che chiederanno quelle biciclette domenica 23 maggio: un segno. Un simbolo. Non è liturgia: è dovere. E&#8217; doveroso quindi che anche Lecco ricordi, finalmente, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, intitolandogli l’attuale Piazza Lega Lombarda.</strong></p>
<p>Luogo in prossimità delle Istituzioni territoriali più importanti: il Comune e la Provincia. Punto di snodo per le persone che partono, restano o arrivano in città. Centro di contaminazione sociale e culturale</p>
<p>Una targa, seppur simbolica, non è abbastanza. Quel che occorre è il fiato per i pedali. Senza l&#8217;Impegno credibile di ciascuno, quel &#8220;fresco profumo di libertà&#8221; resterà un vicolo cieco.</p>
<p>Qui Lecco Libera</p>
<p><strong><a href="http://www.quileccolibera.net/files/critical_mass_antimafia_23maggio2010.pdf" target="_blank">Scarica e diffondi il volantino.</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.quileccolibera.net/files/lettera_critical_mass_antimafia_12maggio2010.pdf" target="_blank">Qui sotto, la lettera inviata al Sindaco di Lecco</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.quileccolibera.net/files/lettera_critical_mass_antimafia_12maggio2010.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2069 aligncenter" title="lettera_critical_mass_antimafia_12maggio2010" src="http://www.quileccolibera.net/wp-content/uploads/lettera_critical_mass_antimafia_12maggio2010.jpg" alt="" width="360" height="509" /></a></p>
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		<title>Alberto Anghileri: intervento su Gaetano Invernizzi</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 12:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiovanniGalimberti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gaetano Invernizzi nacque a Lecco l’11 ottobre 1899, primo di 6 fratelli, 3 morirono in tenera età.
Il padre Isaia, dopo una negativa esperienza da emigrante in Argentina torno a lecco e riprese il suo lavoro di tappezziere, aveva un obiettivo: “almeno i figli maschi dovevano poter andare a scuola fino alla quinta elementare”.
La sua coscienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gaetano Invernizzi nacque a Lecco l’11 ottobre 1899, primo di 6 fratelli, 3 morirono in tenera età.<br />
Il padre Isaia, dopo una negativa esperienza da emigrante in Argentina torno a lecco e riprese il suo lavoro di tappezziere, aveva un obiettivo: “almeno i figli maschi dovevano poter andare a scuola fino alla quinta elementare”.<br />
La sua coscienza politica comincia a formarsi a Torino, era di stanza con il suo reggimento durante la prima guerra mondiale, un suo cugino ferroviere, lo accompagna alle riunioni della Camera del Lavoro.<br />
Nel 1919 torna a Lecco e matura l’opinione che per lottare contro le ingiustizie: “l’unico strumento, per lui, in quel momento, è il sindacato”.<br />
Le testimonianze di familiari e conoscenti, affermano che la partecipazione alla grande guerra fu l’elemento decisivo per fargli maturare “l’animo rivoluzionario e socialista”.<br />
Sempre nel 1919 incontra Francesca Ciceri, divenne la sua compagna, nella vita, in politica e in montagna contro i fascisti.<br />
Partecipò agli scioperi alla occupazione delle fabbriche nel biennio rosso, nel 1924 fu costretto a d emigrare in Francia dove continuò la sua lotta sociale e politica, nel 1925 a Parigi si sposa con Francesca, nota a tutti noi con il nome di battaglia di Vera.<br />
Come dirigente del Partito Comunista conosce Togliatti, Longo, Di Vittorio, viene inviato a Mosca a scuola di marxismo-leninismo.<br />
Nel 1935 torna in Italia, per organizzare la lotta al fascismo, il 13 giugno 1936 viene arrestato a Milano assieme alla moglie, viene condannato a 14 anni di carcere, uscì dal carcere dopo il 25 luglio del 43.<br />
Dopo l’8 settembre, Bruno Buozzi lo indica come “delegato di zona del sindacato”.<br />
Il 9 settembre del 43ai Piani d’Erna, inizia la Resistenza sulle montagne del lecchese, Gaetano, assieme alla moglie Vera è tra i principali protagonisti della lotta partigiana.<br />
Ma in montagna rimane per poco, le sue precarie condizioni di salute non lo consentono, Gaetano Invernizzi ha un tumore e deve tornare in città per essere curato.<br />
Torna a Milano dove nell’inverno del 43 viene operato clandestinamente all’ospedale Niguarda.<br />
Successivamente è tra gli organizzatori degli scioperi del 1944 fino allo sciopero insurezzionale del 25 aprile 1945.<br />
Alla fine della guerra, diventa uno dei dirigenti della Camera del lavoro di Milano, il 4 gennaio del 1947 subentra a Giuseppe Alberganti quale segretario generale della più grande Camera del Lavoro d’Italia.<br />
Nelle prime elezioni politiche dopo l’assemblea costituente, Invernizzi viene eletto alla Camera dei deputati.<br />
Rimane a Milano fino alla fine del 1950, quando Giuseppe Di Vittorio lo chiama a Roma a dirigere il sindacato degli alimentaristi.<br />
Nel 1954 le sue condizioni di salute lo costringono ad abbandonare il suo incarico, per 16 mesi si trasferisce in Bulgaria, entra a far parte della segreteria della Internazionale dei lavoratori alimentaristi, un incarico di prestigio che gli consente però di curarsi.<br />
Torna a Milano, tre anni di sofferenze con il male che progredisce sempre più, fino a quando nel 1957 Di Vittorio lo convince ad andare a Mosca per farsi curare, la diagnosi non lascia speranze: metastasi al fegato e al polmone.<br />
Il 23 marzo 1959 muore a Milano, la cerimonia funebre si tiene alla Camera del Lavoro di Milano, poi la salma viene tumulata nel cimitero di Acquate..<br />
Gaetano Invernizzi dirigente della Cgil e del Partito Comunista, come tanti altri lavoratori ha saputo tenere la schiena diritta, come tanti altri iscritti alla Cgil, non ha esitato ad andare in montagna per riconquistare la libertà e la democrazia.</p>
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		<title>Felice Airoldi: il figlio di Bossi</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 12:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiovanniGalimberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Qui Posta Libera]]></category>

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		<description><![CDATA[UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI QUELLI CHE L&#8217;HANNO VOTATO!!! 
Bello, simpatico e soprattutto intelligente, grande speranza del futuro del nord 
La sua storia
Figlio di un senatore del parlamento italiano (parlamentare&#8230;&#8230;  si fa per dire), iscrittosi al liceo scientifico di Tradate, per tre volte viene bocciato all&#8217;esame di maturità, nonostante che un ispettore sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI QUELLI CHE L&#8217;HANNO VOTATO!!! </p>
<p>Bello, simpatico e soprattutto intelligente, grande speranza del futuro del nord </p>
<p>La sua storia<br />
Figlio di un senatore del parlamento italiano (parlamentare&#8230;&#8230;  si fa per dire), iscrittosi al liceo scientifico di Tradate, per tre volte viene bocciato all&#8217;esame di maturità, nonostante che un ispettore sia venuto appositamente da Roma per far ripetere l’esame e verificare che gli esaminatori non fossero come sempre i soliti comunisti di parte: bocciato anche in questa circostanza.<br />
Al quarto tentativo supera molto brillantemente l&#8217;esame di stato con un eccellente 69/100: è un genio, merita un posto importante nella società.<br />
Con i dovuti requisiti entra subito a far parte dell&#8217;organico dell&#8217;Osservatorio sulle Fiere Lombarde, per vigilare sulla &#8220;torta Expo&#8221;. Lo stipendio non è confacente alle sue pregevoli doti, ma per amore di questo paese, si accontenta di soli 12.000 € al mese per combattere la corruzione ed il nepotismo.<br />
Alle elezioni regionali del 2010, a soli 21 anni, viene eletto consigliere regionale. Possiamo affermare con grande soddisfazione che in questo paese chi si dedica allo studio e fatica riesce sempre a raggiungere obbiettivi di prestigio.<br />
Per dare speranza a chi soffre e tribola a causa della crisi economica, fate girare queste informazioni.</p>
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		<title>Critical Mass di Resistenza e Libertà</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 07:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiovanniGalimberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Calendario]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Mass]]></category>
		<category><![CDATA[Sabato 24 Aprile]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 24 aprile 2010; 14:00 a 18:00. ] SABATO 24 APRILE2010 Ritrovo ore 14.30 in P.zza Garibaldi - Lecco
CRITICAL MASS PARTIGIANO: RESISTENZA E LIBERTA’]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">24 aprile 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">14:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">18:00</td></tr></table><p><a href="http://www.quileccolibera.net/files/24Aprile2010_critical_mass_partigiano.pdf" target="_blank"><img class="alignnone" title="9° Critical Mass" src="http://www.quileccolibera.net/img_articoli/24Aprile2010_critical_mass_partigiano.jpg" alt="" width="177" height="250" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>SABATO 24 APRILE2010</strong></span><br />
<strong>Ritrovo ore 14.30 in P.zza Garibaldi &#8211; Lecco</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.quileccolibera.net/files/24Aprile2010_critical_mass_partigiano.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><strong>CRITICAL MASS PARTIGIANO<br />
RESISTENZA E LIBERTA’</strong></span></span></a></p>
<p>In occasione dell&#8217;anniversario della Liberazione, raggiungeremo in bicicletta alcune tappe cittadine luoghi della Memoria e della Insurrezione.<br />
Saremo accompagnati e accolti dai racconti della Lotta di Liberazione.<br />
Una giornata di festa, memoria e futuro attraverso il racconto di voci, suoni,<br />
canti e immagini. Perché la Resistenza…continua<br />
Piazza Garibaldi &#8211; A fianco palazzo Falk, le Lapidi partigiane<br />
Via L. da Vinci &#8211; Caserma Sirtori e la Lotta dopo l’8 settembre 1943<br />
Via Como &#8211; Casa Panzeri l’ultima Battaglia<br />
e il Corso intitolato ai Martiri della Liberazione<br />
Stadio Comunale &#8211; Sandro Pertini e la Medaglia d’argento alla Città<br />
Via Castagnera – Ditta Bonaiti la fabbrica dei Deportati<br />
Largo Montenero – Monumento ai Caduti Partigiani<br />
Via Mascari &#8211; La stampa del Ribelle e la sede del CLN</p>
<p>CONCLUSIONE Piazza XX SETTEMBRE</p>
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