NO Inceneritore

 

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Gli inceneritori sono diseconomici e superficiali. Finisce con questa frase la tanto attesa serata “No inceneritori” organizzata da il Circolo ambiente Ilaria Alpi e dagli Amici di Beppe Grillo di Lecco. Il professor Ruzzinetti, ideatore de “l’Italia sotto i rifiuti”, e il signor Fumagalli hanno tenuto banco per un paio d’ore, portando alle orecchie dei “silenziosi” cittadini di Valmadrera e dintorni, le problematiche a tema incenerimento. Per la prima parte della serata sono il consorzio Priula e l’ASM di Brescia che tengono in scacco la platea.
Il primo spiega il signor Ruzzinetti, è l’esempio più lampante della stupidità che sta dietro l’incenerimento dei rifiuti. Priula esercita una raccolta differenziata di qualità con forti “innovazioni” come il differenziato porta a porta e il riciclaggio di quasi tutti i rifiuti urbani. Una politica che ha invertito il trand dei rifiuti (educhiamo a produrre meno immondizia…) portando gli scarti pro capite a 0.2Kg al giorno.
Il secondo, invece, è lo specchio della strada che l’Italia ha intrapreso nello smaltimento dell’immondizia. Il termoutilizzatore (nome registrato solo per questo impianto) di Brescia. È l’inceneritore più grande d’Europa, brucia 800.000 t/a da una decina d’anni a questa parte, emettendo così 5 miliardi di mc di “aria”, in 365 giorni, con annesse polveri e ceneri di ferro allumino e rame, che ributtano nel ciclo almeno il 25% dei rifiuti inceneriti… -Ma almeno produce energia- Direte voi, però anche questa favola è solo una mascherina dietro cui si nasconde un impianto del genere. Pensate, l’inceneritore di Brescia è costato 250 milioni di euro e produce 80MW(massima potenzialità) di energia. Una centrale Turbogas ha una potenzialità dieci volte superiore. Non è finita qui, il costo impiantistico che grava su ASM è pazzesco, ma tutti continuano , in Italia, a chiedere inceneritori perché all’anno, grazie al prezioso contributo dei cip 6, prendono, come contributi una “barcata” di soldi . ASM, per esempio, per otto anni ha preso 63 milioni di euro come incentivi. Ciò vuol dire che i guadagni dell’azienda sono come minimo triplicati, grazie anche ad un combustibile a costo zero ed a un utile nello smaltimento di circa 20 milioni di euro all’anno. La corte UE ha condannato pesantemente Brescia, ma purtroppo in Italia siamo un po’ sordi.
Ma veniamo a noi. Nella seconda parte della serata, è toccato al sig. Fumagalli tracciare un identikit su SILEA (società che gestisce il forno di Valmadrera). I dati alla mano tracciavano un profilo di una provincia (Lecco) non molto “riciclona”. Lo scarto pro capite giornaliero di ogni paesano è di 1,3Kg, per u8n totale annuo di 157.00t. Nel 2006 Silea ha bruciato 72.000t, ed ha anche iniziato la costruzione di una nuova linea per l’incenerimento che aumenterà la portata dell’inceneritore ad un massimo di 120.000t/a. Questo intervento e la rivalutazione della prima linea (e lo smantellamento della seconda), hanno “sottratto” ai contribuenti circa 40 milioni di euro. Però la gente continua a non curarsene(i problemi sono puzza e rumore), nessuno sa spiegare gli incidenti degli ultimi anni (tre, tra 2006 e 2007, tutti nascosti e celati dietro il misterioso segreto istruttorio), tutti si spaventano se L’Espresso pubblica i valori dell’emissione di diossina a Lecco. .. Eppure la Provincia latita sulla riedizione di un piano di gestione dei rifiuti forte. La disinformazione regna sovrana e si continua a giocare sul potere calorifico dei rifiuti e con termini come termovalorizzatore. Un consiglio: www.ambientebrescia.it e www.consorziopriula.it.

Valmadrera 29/11(sala fate bene fratelli) SERATA “NO INCENERITORE”

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