Lorenzo il Magnifico..

Originaria della (inesistente) Padania, discendente della nobile stirpe celtica, figlia della cazzuola e legata indissolubilmente al Nord geografico, nacque una delle realtà più controverse della storia italiana : la Lega Nord.

Il suo mentore, nonché leader maximo, è l’Umberto nazionale, celebre per la dichiarata superiorità sessuale sua e del suo partito : “La Lega ce l’ha più duro!”.

La crisi della DC, ormai dedita ad intrallazzi e a bieche clientele di potere, la rabbia per la mancanza di attenzione alle problematiche del Nord, l’insopportabile “sofismo” del comunismo Italiano e dei suoi leader, spinsero un manipolo di valorosi capitani d’avventura a costituire il partito dalle “camicie verdi”.

In quegli anni, fine anni ’80 ma soprattutto inizi ’90, andò a formarsi quella che nella Secessione individuava la sua ragion d’essere. I meridionali costituivano un grave peso per l’economia e per il lavoro nella fertile Padania e, quindi, era doveroso cambiare i confini politico-sociali dell’Italietta nostrana.

Nel 1994 ci fu la storica alleanza con il padrone di Arcore, da poco sceso in politica per cambiare quella che, secondo lui, non era altro che un’Italia illiberale e radicata in valori ormai arretrati.

Sulle ali dell’entusiasmo, il popolo Padano scelse di turarsi per un attimo il naso e strinse un patto con Forza Italia (ora Partito della Libertà, Partito del Popolo, Partito del Popolo della Libertà, vari ed eventuali).

Di qui la prima questione: come ha fatto quel manipolo di uomini puri e duri, così ostili alle “trame di palazzo” di Roma, così adirati nei confronti del meridione ladro e arretrato e così invisi alle lobby politico-economiche a legarsi con uno dei partiti più controversi sotto questi punti di vista come Forza Italia? Per non parlare poi del Polo delle Libertà (antica Cdl) che coinvolgeva anche Alleanza Nazionale – fresca di Fiuggi – storicamente legata al valore “nazionale” della Patria.

Le televisioni di Berlusconi, le magagne giudiziarie di Marcello Dell’Utri, le notizie di un legame strettissimo tra il Cavaliere e Vittorio Mangano non impedirono alla Lega Nord di scendere in campo al fianco di questi ultimi: sarà un successo.

Dopo il ribaltone del 1994, Umberto ringraziò e costrinse l’amico Silvio ad un’indecorosa caduta dal trono. Volarono appellativi poco edificanti tra i due “statisti” del Nord e il divorzio fu netto.

Nel 2001 poi, l’amore ritornò violentemente a pervadere i loro cuori, rendendo indissolubile il loro rapporto. La vittoria elettorale della Cdl fu impressionante e, i cavalieri del Nord, i difensori della polenta, i lùmbard, si trovarono addirittura diversi uomini in ruoli chiave del Parlamento Italiano: Castelli alla Giustizia, Maroni al Welfare, Bossi alle Riforme ed altri sui generis.

Tralasciando gli esiti delle mani leghiste sul benessere dello Stato e della società (vd. Le diverse incostituzionalità delle leggi di Castelli), gradirei arrivare ad un punto, un uomo, che, localmente, meglio di tutti rappresenta questa spiacevole contraddizione della Lega Nord: in casa sua, Padrona e intransigente, a Roma, parimenti, Padrona e basta.

 

Lorenzo Bodega, architetto lecchese dal sorriso avvenente e il fare da bonaccione, nasce a Lecco nel 1959 e ricopre, dopo un’esperienza da tecnico comunale e da assessore all’Urbanistica, la carica di Sindaco di Lecco per nove, lunghissimi, anni.

Tra i suoi più grandi traguardi da Sindaco si possono ricordare: la riconversione del Viale Turati in “boulevard”, la trasformazione di Piazza Cermenati in una singolare piscina ininterrotta, il deserto Centro Meridiana, il grattacielo griffato “Gregotti”, la famosa passerella sospesa mai realizzata (ma della quale è ancora fermamente convinto), la piattaforma galleggiante sul lago, luogo colonizzato dai gabbiani a fini defecatori, la splendida rosa Padana di Piazza Lega Lombarda (notare il pluralismo), lo stemma di Lecco in Piazza Cermenati – area anch’essa lorda e circondata da singolari palle pitturate – e tante altre rivoluzioni da cui ora vi sollevo…

Non essendo rieleggibile, per legge, una terza volta (ahinoi), Bodega sente dentro di sé che la carriera Politica gli sta riservando una chance troppo importante: la Camera dei Deputati, Roma.

Quella stessa Roma “ladrona” che si cita ad ogni banchetto-ronda-gazebo-fiaccolata delle “camice verdi”!

Candidatosi a Deputato in una lista lombarda, non viene eletto… Il gran dispiacere, che penso tutti avremo sentito, ha, però, breve vita; Umberto Bossi rinunzia stoicamente alla carica di Deputato e va in Europa, Parlamento Europeo (altra contraddizione).

Lorenzo c’è, o meglio, non proprio. Infatti, l’originario dei monti Manzoniani, ha sulle spalle un problemino non da poco… Si è dimesso troppo tardi dalla carica di Sindaco per poter essere eletto in Parlamento; questo significa: Ineleggibilità.

La legge, infatti, dice: se sei un Sindaco di un Comune (es. Lecco) con più di 20.000 abitanti, devi dimetterti sei mesi prima dello scioglimento delle Camere.

Dal momento però che l’Italia è conosciuta per esser oggettivamente il “paese dei Mandarini”, sussiste una sorta di “auto-tutela” degli eletti; infatti, l’organo che deve decidere della decaduta o meno del parlamentare (in questo caso Bodega) è la Giunta delle elezioni. Il punto però è che la parola ultima spetta alla Camera dei Deputati.

Lorenzo viene dichiarato dalla Giunta: “ineleggibile”. La Camera dei Deputati, invece, registrando curiosi voti incrociati, salva lui e – quella che gli stessi leghisti disprezzano nelle piazze padane – la Poltrona.

I voti incrociati suddetti appartengono a diverse bocche di fuoco, tra cui una, dolce e soave, molto democratica: quella di Antonio Rusconi.

Ma di lui ne parleremo più avanti…

5 pensieri riguardo “Lorenzo il Magnifico..

  • 17 Dicembre 2007 in 17:53
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    Premesso che non sono leghista, premesso che non sono dell’ormai ex Polo delle (presunte) Libertà, penso sia doveroso dire che a onor del vero, in questi più o meno 15 anni di amministrazione “padana” io Lecco l’ho vista migliorare. Certo, questo non vuol dire che sia stato fatto tutto bene, anzi…e forse si sarebbe dovuto fare molto meglio, ma mostrare solo i lati negativi non ritengo sia buona informazione. Credo sia assolutamente necessario finirla con l’abitudine del muro contro muro e del manicheismo che spinge molte persone a bollare come deiezioni tutto ciò che gli avversari fanno. A volte sembra un atteggiamento più da bar dello sport, con rispetto parlando.Quindi, giusto e sacrosanto accusare la malapolitica e il malcostume, ma forse è meglio iniziare una stagione più propositiva che distruttiva. Checchè ne dica il Silvio, di coglioni ce ne sono dappertutto, a destra e a sinistra, e di persone capaci e oneste idem; io credo più da una parte che dall’altra, però cerco di avere l’umiltà di non ritenermi sempre e comunque dalla parte della ragione.

  • 17 Dicembre 2007 in 21:16
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    Chiunque abbia interesse a conoscere meglio Qui Lecco Libera si faccia vivo!
    Solo con le facce e l’impegno diretto le cose cambieranno!

    Dove siete?

  • 21 Dicembre 2007 in 15:00
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    Bella storia , divertente…..non fosse che poi questa gente ce l’abbiamo dietro le spalle e purtroppo non con l’intento di difenderci.
    Non dimenticare di raccontare nella tua “Epopea delle Camice Verdi” anche le ammirevoli imprese finanziarie , come la Banca …….. Del resto uno Stato Sovrano non poteva non avere una Banca Centrale…..
    Ciao

    Mario

  • 26 Dicembre 2007 in 19:37
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    Caro “Ginaluca” (penso Gianluca), prima di tutto ti ringrazio per l’intervento.
    In secondo luogo però mi tocca farti delle piccole obiezioni democratiche :

    1) Lecco l’hai vista migliorare?! Beh, è una opinione personale e rispettabile ma, permettimi, io non vedo migliorie nei palazzi e nella autentica sparizione di aree vivibili. Per non parlare dell’offerta culturale pari a zero delle amministrazioni Bodega… Poi ovvio, se mi dici che Bodega è stato un “interventista” non posso esser in disaccordo… però ha agito in modo impreciso e sconsiderato, a mio parere.

    2) Buona informazione non è PARLARE DI TUTTO sottostando a una sorta di par condicio. L’informazione vera è quella libera. Noi non abbiamo alcun vertice che ci ordina di che cosa parlare e di cosa tacere. Noi ci concentriamo su punti poco per volta. La cultura dell’equilibrio e della costante voce di contraddittorio è frutto di una cultura deviante del tutto berlusconiana. Un gruppo di ragazzi che vuol fare della sana informazione è giusto che si concentri su ciò che ritiene più importante e degno di nota. Con imparzialità, ricordati. Mai neutralità, perchè non esiste. Se poi tu, o altri, hai spunti in più perchè non partecipare a QLL?

    3) Noi non ci riteniamo assolutamente dalla parte della ragione, però, con pacatezza lo dico, siamo sicuramente più liberi e onesti di tanti partitocrati della “malapolitica” – tutta intrecciata. La cultura del confronto e del compromesso è la SANA politica che difendiamo e ricerchiamo; il mercimonio della legalità e di principi cardine come la questione morale e l’etica pubblica non è politica e non merita assolutamente “una stagione più propositiva”, anzi!

    Grazie ancora,
    Duccio

    3)

  • 3 Gennaio 2008 in 13:00
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    Caro Duccio,
    ti rispondo a distanza di qualche giorno punto per punto:

    1- Su alcuni punto, Lecco l’ho vista migliorare davvero, ricordo quando da adolescente o ragazzino mi capitava di passeggiare per le vie del centro verso le 9-10 di sera e non trovare anima viva, mai, gennaio come luglio. Da qualche anno invece, specie in primavera-estate, di vita ce n’è, e mi sembra molto positivo. urbanisticamente a mio parere c’è stato un fermento di novità, piazze etc, che negli anni passati non c’era assolutamente. Concordo nel dire che purtroppo molti di questi interventi son stati scellerati, e che molti palazzi sembrano eretti su commissione di Breznev e che hanno l’effetto di un pugno nello stomaco. Sull’offerta culturale credo che neanche Bossi potrebbe difendere l’amministrazione leghista di Lecco.

    2- L’informazione migliore è quella libera. D’accordissimo. E sono contento che ci sia da noi gente che affronta temi e solleva discussioni su argomenti anche scomodi. Obietto però che tra essere neutrali e riconoscere i meriti oltre che evidenziare i demeriti, c’è una differenza, e secondo me è pericoloso offrire solo “the dark side of the moon”, perchè alla lunga può favorire una stereotipizzazione dei personaggi politici che è dannoso per due motivi: genera odio da una parte e fa apparire i politici come una sorta di spiriti malvagi impossibili da conbattere, aumentandone il loro potere. Detto questo spero che tu non mi abbia dato del berlusconiano, perchè quello sì che mi offenderebbe! Per quanto riguarda il vostro gruppo, per ora mi limito a presenziare alle serate che promuovete ( tipo quella dei 100 passi) e a frequentare il vostro sito. Poi chissà.

    3- Proprio per quel che tu dici -confronto e compromesso- credo sia d’obbligo iniziare, e non certo solo voi, ad una stagione propositiva, perchè il muro contro muro e accusa su accusa non penso funzionino. Per carità, se si parla di criminalità, delitti, corruzione non ci può essere dialogo, ma se la rissa è sull’ideologia o le opinioni personali non si finisce più! Mettiti anche nei panni del Bodega, sicuramente a fare il sindaco e ora il parlamentare non ci ha smenato e non l’avrà fatto da filantropo, però avrà cercato di fare qualcosa di buono, e se non c’è riuscito in molti casi e tu metti in mostra SOLO quelli, forse si sentirà più ostile verso di te e con meno voglia di partecipare a un eventuale dibattito tra oppositori con gente libera che gli pone domande non preparate…

    Concludo confermandoti che “ginaluca” per fortuna non è il mio nome ma solo un refuso!

    Buon anno,
    Gianluca

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