La leggenda del buon cibo italiano

Domani, 22 gennaio, alle ore 21 presso la sala della Banca Popolare di Sondrio la Comunità della Sporta organizza una serata molto interessante sul tema – poco battuto – della reale qualità del cibo che la stragrande maggioranza di noi mangia tutti i giorni.

Il programma della serata prevede la presentazione del libro “La leggenda del buon cibo italiano” da parte dell’autore stesso, il giornalista del Sole 24ore, Paolo C. Conti.

Per capire meglio di che cosa si tratti vi incollo di seguito un estratto della quarta di copertina del libro.


“Questo libro raccoglie i risultati di un’inchiesta giornalistica durata due anni. Con un rigoroso approccio di stampo anglosassone, Paolo C. Conti ha indagato sulla natura nascosta di ciò che finisce nei nostri piatti, scoprendo che raramente quello che mangiamo è davvero ciò che sembra. La tecnologia estrema, la logica del profitto e le regole del mercato stanno cambiando nel profondo l’industria alimentare italiana, che è ormai sempre più incline a mascherare i propri prodotti sotto un’ingannevole immagine di naturalità.

Gli alimenti vengono modificati, scomposti, ricostruiti e inscatolati con l’aiuto della chimica, della genetica, di tecniche alimentari sempre più sofisticate. Il risultato sono cibi che sembrano qualcosa, ma che in realtà sono qualcos’altro.

Grazie a centinaia di interviste e indagini sul campo, in Italia e all’estero, l’autore analizza i rischi a cui ci esponiamo sedendoci a tavola e le strategie per combatterli, ma anche i nuovi poteri che condizionano uno degli elementi determinanti per la nostra sopravvivenza in questo secolo. Oggi infatti è più che mai è in atto una guerra planetaria fra tecnocibo ed ecocibo: due modi diametralmente opposti e antagonisti di considerare l’alimentazione umana e la nostra stessa salute. Una guerra dall’esito ancora incerto, nella quale i consumatori avranno un ruolo determinante. Solo se impareremo ad andare “oltre l’etichetta” potremo far sì che il buon cibo italiano ritorni a essere tale.

Qui invece, alcune cose che scoprirete leggendo il libro:

* Gran parte delle uova che compriamo al supermercato ha il tuorlo giallo solo perché le galline che le producono sono alimentate con un colorante.
* La metà di un prosciutto cotto di qualità scadente è composto da acqua e additivi alimentari. I prosciutti di buona qualità ne contengono comunque il 25 per cento.
* Mangiare una scatoletta di tonno alla settimana può mettere a serio rischio la salute di un bambino.
* Anche se viene chiamato naturale, non è affatto detto che l’aroma usato per dare a uno yogurt il gusto di fragola provenga effettivamente da una fragola.
* L’85 per cento degli alimenti importati in Italia non subisce controlli alla frontiera.
* Per molti cibi non esiste un sistema efficace per scoprire la presenza degli ogm.
* Lo stato sta riducendo i controlli sulla qualità di ciò che mangiamo, delegando questo lavoro a società private.
* Le crisi alimentari sono destinate ad aumentare nel prossimo futuro.”

L’invito è esteso a tutti i lettori.

Ripeto, ore 21, Banca Popolare di Sondrio, 22 gennaio a Lecco (ovviamente).

Qui Lecco Libera sarà presente.

Duccio Facchini

8 pensieri riguardo “La leggenda del buon cibo italiano

  • 21 Gennaio 2008 in 18:02
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    Ops,
    mi sa che ho danneggiato un pò il sito…
    Amen.
    La sala si trova all’incrocio tra via Amendola e Corso Martiri!

  • 21 Gennaio 2008 in 18:49
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    Bravo Duccio!!!

    Eh eh eh

  • 21 Gennaio 2008 in 19:45
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    Sistemato! ; P

  • 22 Gennaio 2008 in 16:42
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    duccio, scusa se ti scrivo qui ma volevo solo sapere se ti arrivano le mie mail. ciao

  • 23 Gennaio 2008 in 00:16
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    Purtroppo non sono riuscito a passare. :(

    Comunque, per chi volesse comperare in modo differente ricordo l’esistenza dei GAS http://www.retegas.org/ che per molti versi si premurano anche di controllare/certificare la provenienza del cibo.

    Ciao

  • 24 Gennaio 2008 in 09:25
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    Bella presentazione, non ho ancora letto il libro ma penso sia un buon punto di partenza per chi comincia a chiedersi cosa sta davvero mangiando e soprattutto se abbia senso il biologico. La risposta secondo me e’ ovviamente si, tutti dovremmo quanomeno integrare la nostra dieta moderna con alimenti “bio”.

    Segnalo inoltre il sito del GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) di lecco citato nell’articolo e che ha altri appuntamenti interessanti in calendario:

    http://quellidellasporta.it/gasnews/

    Maicol

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