V PER VENDETTA

 v per vendetta

I fumetti sono qualcosa solo per bambini o comunque un genere di svago frivolo e senza riflessioni psicologiche o inerenti il mondo in cui viviamo.
Questo è ciò che pensa la maggior parte degli italiani a proposito di questo genere in realtà ricco di spunti di riflessione e che presenta spesso e volentieri metafore della nostra società e analisi delle situazioni politiche- storiche.
Partendo da queste premesse vorrei invitarvi a leggere il fumetto “V for Vendetta” di Alan Moore (testi) e David Lloyd (disegni).
Questo fumetto è infatti saltato alla ribalta della cronaca a causa del v-day di Grillo, in cui si sceglieva come simbolo il protagonista, l’anarchico V.
La scelta non è casuale: infatti non si sceglie un rivoluzionario qualsiasi ma qualcuno che per eliminare una dittatura legalmente eletta (ricordiamoci questo fatto, che ricorda anche il monologo “la democrazia” di Gaber) fa saltare il parlamento inglese e Downing Street ritenendo che la popolazione debba avere un nuovo simbolo (o almeno questo è ciò che passa dal film, a cui probabilmente si è più ispirato l’8 settembre scorso, in quanto nel fumetto V cerca vendetta e caos).
La scelta di V può essere dovuta anche al fatto che egli è il portatore della cultura censurata, (la sua galleria delle ombre è piena di opere d’arte) oltre a una memoria del passato che viene spesso cancellata dai media compiacenti, tanto che nel fumetto quando l’ispettore Linch, sotto effetto di droghe, rivede la popolazione nera o omosessuale sterminata si mette a piangere conscio di ciò che ha perso anche per colpa della sua dimenticanza, mentre nel film si vede come i telegiornali vengano decisi a tavolino dal cancelliere supremo e come anche il minimo tentativo di satira sia punito severamente (si pensi anche al cosiddetto editto bulgaro o alla cacciata più recente di Luttazzi da La7 delle ultime settimane).
Torniamo però al fumetto senza inserirlo nelle vicende attuali, di cui ahimè prevede alcuni sviluppi.
La storia, in sé abbastanza nota anche grazie all’omonimo film, che in realtà come tutti i film tratti da libri la modifica rendendola più attuale (tv al posto della radio ad esempio) e più semplificata, è ambientata in un’Inghilterra futuristica e distopica, che ha preso il potere mondiale a seguito di una guerra nucleare e dove si è instaurato un regime dittatoriale di stampo nazista a cui si oppone un terrorista anarchico che si fa chiamare V.
Ma la storia in sé è relativamente poco importante dal punto di vista riflessivo, così come lo sono i disegni (il cui tratto è poco pulito e caratterizzato da fondi spesso neri).
Importanti sono oltre alla già citata cornice politica, dettata da una protesta degli autori nei confronti delle scelte del governo conservatore di Margaret Thatcher (ricordiamo che è stato scritto fra il 1982 e il 1985), e i dialoghi, spesso pieni di citazioni colte, specie nel caso di V anche grazie alla sua immensa biblioteca censurata dal potere perché capace di far riflettere e bramare la libertà.
È appunto per riflettere che vi invito a leggere questo libro che parla, gli autori speravano il contrario, anche della nostra situazione seppur in modo metaforico: un’informazione sempre più serva, una popolazione incapace quasi di pensare e ribellarsi a meno di essere guidata da una personalità forte (e quindi che si muove più con la pancia che con la testa), una cultura che viene sempre più censurata perché scomoda, una giustizia che ha un debole per gli uomini in doppio petto e così via.

Jacopo Corbetta

11 pensieri riguardo “V PER VENDETTA

  • 19 Febbraio 2008 in 09:20
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    Jacopo, davvero un bel pezzo.
    Recensione pulita e scorrevole.
    Complimenti.
    Comunque, le analogie che prima riportavi si potrebbero tranquillamente porre a confronto con Lecco.
    Un’informazione “blanda”, una parte della classe politica “impegnata” (non si sa a far cosa), una televisione “morbida” (si pensi alla puntata di TV-Unica con Nava che cucinava il risotto e Rusconi e Boscagli lo assaggiavano), e una cultura pressoché assente.

    Duccio

  • 19 Febbraio 2008 in 10:01
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    mi viene in mente il bellissimo romanzo di aldous huxley “Il mondo nuovo” (Brave new world) dove tutto è gestito da un sistema che non lascia libertà di scelta e per placare lo stress della gente viene distribuito il soma, una droga sintetica che fa stare calme le persone affinchè non si ribellino. un capolavoro.

  • 19 Febbraio 2008 in 10:09
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    bella jacopo!
    bel pezzo,ottimo battesimo!
    GRANDE QUILECCOLIBERA!
    Gg

  • 19 Febbraio 2008 in 11:57
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    […] una popolazione incapace quasi di pensare e ribellarsi a meno di essere guidata da una personalità forte […]

    Jacopo, qualcuno crede che veramente sia così:

    PSICOLOGIA: studio Gb, uomini pecore, si muovono come gregge
    (ANSA) – LONDRA, 16 FEB – Gli uomini sono proprio dei pecoroni, o almeno, si comportano come tali. Lo sottolinea uno studio dell’universita’ di Leeds. I ricercatori hanno dimostrato che basta un piccolo numero di persone che sembrano saper il fatto loro per trascinarsi dietro una folla di 200 individui. L’esperimento e’ stato semplice: hanno chiesto a dei volontari di camminare a caso per una grande sala. Il risultato? Basta che un 5% dei presenti sappia il da farsi per dare il passo al resto del gruppo.

    Lo studio servirebbe a capire se esiste un metodo veloce di evacuazione degli edifici….ma anche in questo contesto, calza a pennello secondo me :)

    Piffo

  • 19 Febbraio 2008 in 13:51
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    bhe, tutti dicono che le cose non vanno bene, che al potere ci sono dei delinquenti, che bisognerebbe cacciarli ecc, ma solo pochi fanno qualcosa per farlo. quei pochi trascinano l’opinione altrui. il problema è che spesso si riesce a trascinare la gente su posizioni ed idee negative con molta facilità. è il meccanismo emotivo che la lega usa da sempre, e non solo lei.

  • 19 Febbraio 2008 in 15:32
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    Non ho letto il fumetto, ma il film e’ uno dei miei preferiti degli ultimi anni.
    In particolare la parte (non molto enfatizzata a dire il vero) in cui si delinea come il “governo”, anche se democraticamente eletto, abbia di fatto perpetrato un attentato terroristico per poter giustificare, oltre al controllo dei media, anche una eterna guerra al terrorismo, una riduzione delle libertà personali dei normali cittadini… Bah.. sarà…

  • 19 Febbraio 2008 in 18:23
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    oltre al romanzo brave new world, citato da enrico, vorrei consigliare a chi non l’avesse ancora letto uno dei romanzi più distopici che conosca: “1984” di george orwell (che come altro titolo ha “l’ultimo uomo in europa”). in quest’ultimo caso la situazione è ancor più controllata dal governo: il “grande fratello” che nn solo controlla le menti delle persone al punto da far cambiare idee sulla storia anche recente, ma anche controlla e gestisce la rivolta. lo consiglio vivamente anche per l’interessante “manuale” in cui viene spiegato il funzionamento del sistema… davvero illuminante e sintetizzato nei suoi tre slogan:
    la guerra è pace
    la libertà è schiavitù
    l’ignoranza è forza.
    http://it.wikipedia.org/wiki/1984_%28romanzo%29

  • 25 Febbraio 2008 in 17:12
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    Perchè non aggiungere ai già citati film anche
    Matrix (il primo) sempre dei fratelli Wachowski, Farenheit 451 di Bradbury (libro e film) e poi “quinto potere” di Lumet, “salò o le 120 giornate di sodoma” di Pasolini, “l’odio” di Mathieu Kassovitz.
    Perchè questi spiegano come il potere ti controlla, come i politici fanno di tutto per rimanere e usare il potere, come i giornali e i giornalisti siano controllabili e controllati.

    E che Lecco, centro del servilismo, citta dormitorio e senza cultura è una città di merda.

    Finite le banalità qualcuno ha qualche idea originale?

    Mi piacerebbe leggere qualcosa di interessante e, soprattutto, di non già sentito.

    Senza fretta eh…

    Comunque non mollate
    con simpatia

  • 3 Marzo 2008 in 11:52
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    Bellissimo il fumetto, ben reso anche il film, nonostante in certi punti perda attinenza (per forza di cose) con l’originale.
    Potreste proiettarlo la prossima volta in Sala Ticozzi, non sarebbe per nulla una stronzata… l’avevo già proposto a Duccio qualche mail fa…

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