Critical-after

critical after

Ho avuto sensazioni stupende domenica… ma anche terribili…
In settimana lavoriamo come bestie, poi nel weekend ci allochiamo in cluster a bruciare tempo incolonnati (le 7 madri superiori ringraziano).
Mi serviva un cesto per la bici sabato pomeriggio. Vi giuro che non volevo andarci, solo che l’avevo visto tempo fa e mi serviva per il critical mass. Sapevo che lì l’avrei trovato. Mi sono armato di coraggio e di un fedele compagno di viaggio che potesse sostenermi, e magari anche controllarmi l’auto parcheggiata in zona bus. (non me ne vogliate…)
E sono andato all’inferno.
Stesse sensazioni, stessi automi, stessa lenta e irreversibile (?) disumanizzazione di domenica… Volevo fare alla svelta, volevo stare il meno possibile all’interno di Matrix…
Ero l’unico che correva. Sembravo un pazzo. Un vero pazzo. Guardavo in faccia nessuno, e ridevo pure da solo, entrando prima, ed uscendo poi con un cesto da bici in mano. E per la prima volta nella vita ho anche pagato alla cassa automatica! Che emozione! Anche se buttando l’occhio ad una in vecchio stile c’ho pure perso in tempo… Lo sapevo! Diavolo d’un Terminator! (con un bella etichetta RFID sul cesto e un microchip sottochiappa avrei anche potuto rispariare tempo.. vabbè, stavolta mi accontento di aver venduto solo cinque euro e novanta d’anima in carta..)
Ora ricordo! Ho incrociato lo sguardo con una persona: In attesa, ad una commessa a dieci metri, sbang! E’ caduta una pila di dieci cesti rossi (non ho contato il tutto, ma era una cosa del genere). Ci siamo guardati e abbiamo sorriso. In fondo le era capitata una cosa bella, una cosa che non capita tutti i giorni! (non l’ho aiutata, ero il prossimo al T1000… e poi non era mica uno spot pubblicitario…)
Anche questo cerchiamo. Cose che non capitano tutti i giorni, cose che non si possono fare tutti i giorni, cose che ci distraggano un po’…
Sarà stata la prima vera giornata calda da un po’ di tempo (cielo limpido… fenomeno in costante calo secondo le ultime statistiche…) ma una Lecco così intasata fatico a ricordarla… Ma nemmeno a Natale!
Un’inutile e continua passerella di auto e moto a sfilare per l’intero pomeriggio sul lungolago.
Consumazione obbligatoria: un nanococktail di metallo pesante. Astemi e minori compresi (vietato leggere le avvertenze sul foglio illustrativo).
Ma a che serve tutto ciò? Dov’è il senso di prendere un gelato per noi o per i piccoli, e contemporaneamente fotterci polmoni e cervello? Forse per la salute sono meglio stress e inquinamento elettromagnetico da ufficio…
Vi siete annusati le magliette dopo esservele tolte stasera? Lo stesso puzzo insopportabile che avevo addosso quando giravo con il cinquantino a miscela… Forse la mia, bagnata per il passaggio nella fontana in XX Settembre, ha fatto particolarmente da adesivo per lo schifo chimico… bleah…
Finito il dovere, una volta aperto il cancello, la libertà che abbiamo di pascolare è solo illusoria… Ci sono altri recinti là fuori che ci attendono… Senza nemmeno accorgercene bruchiamo la stessa erba che calpestiamo e sulla quale depositiamo la nostra stessa me**a… Una follia!
La gente si è fermata oggi al nostro passaggio, ci ha osservati.. alcuni hanno commentato in modo negativo… Nervi a fior di pelle per coloro che per pochi minuti hanno visto disturbato, addirittura occupato, il loro fazzoletto d’erba grigia, fatto di scie tumorali in scatola a rotelle.. “andate a lavorare!”, abbiamo sentito più volte.. come se dal lunedì mattina noi fossimo esenti dal ritorno nel capannone per la mungitura… (e talvolta anche per il macello…)
Molti altri invece hanno sorriso. Saranno stati la curiosità, i suoni di trombette, fischietti e campanacci, i colori dei fiori, la presenza nel gruppo di persone di tutte le età. Sarà stata una di quelle cose che non si vedono tutti i giorni… Ci salutavano al passaggio e sono venuti da noi durante le soste, erano entusiasti e rallegrati. Ci hanno chiesto che succedeva, volevano conoscere il perchè di tutta quella vitalità, avevano bisogno di essere contagiati.
Dobbiamo sforzarci tutti di capire che le recinzioni più limitanti sono state create ad hoc dentro di noi… Magari dalla stessa cricca di pazzi (quelli veri, se permettete..) che poi ci vendono automobili e petrolio da bruciare, che ci vendono abitudini e stili di vita contronatura…
Ma quanto siamo disposti a prendere coscienza della nostra posizione all’interno del meccanismo? Quanto siamo pronti a cambiare?
Non so bene quali siano gli strumenti in nostro possesso per dare una scossa alla gente, però ci proviamo, è dovere di ognuno di noi farlo.
E non intendo certo noi di Qui Lecco Libera, intendo ciascuno di noi in generale, anche i visitatori del nostro sito (ma anche no…) che si trovano a leggere un articolo o a partecipare a un nostro evento qualsiasi. Andate dal collega oggi e domandategli se al prossimo critical mass vuole venire con la sua famiglia insieme alla vostra!
Il critical mass è solo una piccola scintilla, bella quanto volete, ma molto piccola… Impotente se poi non riesce ad accende granchè.
In teoria questi eventi andrebbero fatti in modo illegale, senza avvisare nessuna forza dell’ordine, in modo da bloccare strade e poi scappare in caso di intervento di forze dell’ordine… Ma non è il nostro stile. Non siamo boicottatori distruttivi… Siamo pacifici e creativi…
Non ho idea a quante persone sia stato utile l’evento di ieri, intanto a noi stessi è servito… E non è poca cosa… Spero tanto sia stato utile a far capire che molte barriere sono solo olografiche, le vediamo perchè la nostra mente accetta che esistano…
Eravamo più di settanta ieri… La prossima volta saremo più di duecento… Me lo sento!
Mi dovrò far aiutare a preparare fiori dal gambo in bambù da appendere alle bici, duecento sono tanti, ma li faremo con immenso piacere!
Rimanete in contatto su QLL…
Un abbraccio.

Tyler

P.S.: Quanto realmente mi serviva quel cesto da bici? Magari in cantina uno in vimini adatto l’avrei anche potuto trovare. Sono stato un stupido. Ma almeno me ne sono accorto, e la prossima volta farò sicuramente meglio!

3 pensieri riguardo “Critical-after

  • 19 Marzo 2008 in 14:49
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    Complimenti Tyler!
    Bella riflessione, molto emozionante…
    Che domenica libera!
    Il messaggio di questa manifestazione non è vietare la libertà e quindi il diritto di godersi una domenica di sole alla gente ma quello di chiedere una risposta alle amministrazioni sul tema viabilità e un messaggio anche a noi povere mucche che spesso veniamo munte il fine settimana senza saperlo.
    Gg

  • 20 Marzo 2008 in 10:03
    Permalink

    magnifico! veramente! complimenti Cri!

  • 2 Aprile 2008 in 23:34
    Permalink

    io ho vissuto per anni sul lungo lago…. esattamente sopra la mac donald.
    E’ stato un inferno, in modo particolare in estate. Moto, discoteca, musica in piazza, bar. Tutte manifestazioni organizzate senza tenere in minimo conto l’interesse delle persone che sopra le moto e i bar ci abitano.
    Ora ho cambiato città e vivo in un paesino di 1000 abitanti dove la vita è completamente diversa.

    Rimango però dell’idea che la volontà della gente va rispettata. Si può cercare di fargli capire quanto “strano” sia spendere la domenica in cosa in macchina o sul lungolago a respirare smog delle moto, ma non si può imporgli come spendere il loro tempo. Continuate con i critical mass, cercate di far vedere alla gente il bello di una giornata in bicicletta respirando aria buona. Questa è la strada giusta.
    Non sono d’accordo quando dici che “In teoria questi eventi andrebbero fatti in modo illegale, senza avvisare nessuna forza dell’ordine, in modo da bloccare strade e poi scappare in caso di intervento di forze dell’ordine…” Significherebbe levare la libertà alla gente e soprattutto, allontanarla da voi e dalla vostra idea…

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