Controcorrente

Controcorrente
Seguendo la scia della decrescita o sviluppo sostenibile mi sorgono delle domande; e una di queste e’: cosa possiamo fare, a breve termine, noi singoli, in questo mondo?
Ho sempre avuto l’idea che un piccolo sforzo di tanti sia più efficace di enormi sforzi di pochi, mi spiego: sono stato spesso affascinato nella mia esistenza da stili di vita “estremi”, dall’iperecologista al vegano e perchè no…anche dall’esempio di “super-attivismo” alla Turi Vaccaro!
Ammiro la volontà che anima queste persone e il loro stile di vita, la loro determinazione…la loro missione.
Capisco anche che difficilmente queste “volontà estreme”, questi stili di vita radicali, si possano estendere su vasta scala, per lo meno non a breve termine, ed e’ per questo che voglio farvi la mia proposta.
Sono convinto che la maggior parte delle guerre, dell’inquinamento e del malessere che attanaglia questo mondo sia frutto dei nostri consumi, ed intendo anche nostri personali.
Spesso si “additano”, anche a ragione, i GIGANTI dell’inquinamento: Inceneritori (con tutto i discorso sulla raccolta differenziata), compagnie petrolifere, centrali elettriche inquinanti(carbone,etc), e tutta una serie di “conseguenze” che producono gran parte di questo malessere, sfruttamento, disastri ambientali, e via dicendo..
Bene, vigiliamo affinché tutto questo funzioni sempre al meglio…ma non pensate che la “causa”di tutto questo siamo anche noi?
Non nascondiamoci dietro politiche calate dall’allto, ognuno di noi si porta appresso un bagaglio di responsabilità, non credete?
Il mio sogno, come quello di molti altri, e’ di abitare in un a casa ad “impatto zero”: pannelli solari, pannelli fotovoltaici, geotermica, etc..
Brillante idea, ma nel breve termine poco fattibile, i costi sono elevati:
Un impianto a pannelli solari che produce corrente elettrica (fotovoltaico) per un utenza domestica costa circa 20.000 euro, ammortizzabili diciamo in 20 anni.
Ad oggi si ha il 55% di incentivo statale spalmabile in n° anni, e’ un bell ’aiuto, qualcosa si sta muovendo,avremo a mio avviso risultati sul medio e sul lungo periodo.
Ad oggi solo una ristrettissima parte di popolazione possiede una casa a basso impatto ambientale:facciamo l’ipotesi circa l’1%! Ed ecco risolto l’1% dell’inquinamento, l’1 % delle “guerre”, l’1% dello sfruttamento…beh, non basta, vogliamo di più!
Lavoriamo su di noi, sul concetto di “consumare meno, consumare tutto”, riducendo i consumi ed eliminando gli sprechi!
So per certo, perchè ho fatto delle prove su base annuale (che scoperta direte) che si possono ridurre i consumi in casa dal 20 al 40%, di qualsiasi utenza:gas, luce, acqua.
Ora la mia proposta e’ questa: creiamo una BANCA ECOLOGICA DI QUILECCOLIBERA:
Mi spiego meglio: ognuno di noi, ogni lettore del nostro sito può aderire a questo progetto virtuale!!
In sintesi:
1. createvi una tabella apposita (io ne ho una in excel), segnte i valori (tramite letture mensili dei contatori) dei vostri consumi.
2. ottimizzare i consumi: accorgimenti che spaziano dalle lampadine a basso consumo, riduttori di flusso x l’acqua, corretto funzionamento della caldaia (se volete consigli in questo campo ho una discreta esperienza).
3. riduzione degli sprechi.
4. mensilmente/annualmente comunicheremo in un apposito spazio(e/o tabella) sul sito quanto abbiamo consumato in meno rispetto al mese precedente.
Consiglio importante: fare una lettura periodica con cadenza periodica, es.l’ultimo giorno del mese..ho i promemoria sul cell x il 30 di ogni mese, altrimenti non mi ricordo una seppia!
Mi sembra un ottimo modo x predicar bene e razzolar bene!

Lo faccio da diverso tempo, il bilancio lo si fa su base annua, e sono arrivato a dei risultati di -25% energia elettrica, -40%gas metano, -30% acqua potabile.
Il tutto chiaramente comporta anche un notevole risparmio economico e quindi un concreto aiuto x il bilancio famigliare!
Che ne dite, ci proviamo?
Sono a disposizione per qualsiasi, mio modesto, consiglio.

P.S. Sull’acqua si vedono i risultati di mese in mese.
Sull’energia elettrica diciamo che approssimativamente anche.
Sul gas(se lo si usa anche x il riscaldamento)lo si vede su base annua.

Punkers(Cristian A.)

7 pensieri riguardo “Controcorrente

  • 15 Aprile 2008 in 15:53
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    Vi leggo sempre e ammiro le vostre iniziative, anche se solitamente non scrivo, questo intervento però mi interessa particolarmente e mi riporta alle lotte quotidiane per cercare, se non di risparmiare, almeno di ridurre gli sprechi nel posto in cui lavoro. Cerco sempre di stare mooolto attenta a come uso le cose che ho, a volte pecco di consumismo e lo ammetto, ma quando ho qualcosa cerco di usarlo nel modo migliore possibile (e con migliore intendo sostenibile), modero l’uso di acqua e corrente, limito l’acquisto di acqua in bottiglia di plastica, raccolta differenziata, l’umido diventa concime, la borsa della spesa è rigorosamente la “sportina” di stoffa, se devo fare pochi metri vado a piedi, la verdura viene dal mio orto (nei limiti delle sue capacità ehehe), le lampadine incandescenti sono quasi del tutto rimpiazzate da quelle a risparmio energetico … e così via …
    arrivo sul posto di lavoro e vedo carta buttata solo perché stampata storta, bibite in lattina buttate solo perché in frigorifero da + di tre settimane, cioccolatini buttati solo perché “non li mangia nessuno”, blocchi, penne, agende e calendari buttati solo perché “non è bello andare in giro con un blocco pubblicitario, si usano solo quelli di marca”, lampade e lampadine accese nelle sale mostra anche se non ci sono visite prenotate, bottiglie d’acqua svuotate nel lavandino solo perché non sono state finite entro sera ….
    mi piange il cuore!!! mi viene il nervoso!!! cerco di portare via tutto quello che posso passando a volte per “accattona”, ma sinceramente non mi interessa … piuttosto che vederli nella spazzatura nuovi li distribuisco a chi so che li usa.
    scusate lo sfogo …

    per concludere devo ammettere che la tua iniziativa, per quanto semplice, è davvero molto interessante, richiede un piccolo sforzo più che altro di memoria : ) ma di sicuro aumenta la consapevolezza dei consumi e spinge a una maggiore accortezza

    ciao a tutti
    Silvia

  • 16 Aprile 2008 in 22:42
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    E bravo Cristian!!!
    bell’argomento, ottimi spunti.
    anch’io sono molto interessato e attento ai consumi, cerco di non sprecare niente. Da oltre 6 mesi vivo da solo, e quindi sono l’unico responsabile delle risorse della mia casa. Credevo di aver fatto un buon lavoro per evitare gli sprechi, ma ciò nonostante, ogni bolletta che mi arriva mi fa rizzare i capelli (è un modo di dire, chi mi conosce lo sa!)
    Di sicuro non avevo idea dei costi delle bollette di acqua, luce e gas, ed è per questo che partecipo più che volentieri alla tua iniziativa che può aiutare a capire se l’impegno che ognuno di noi mette da risultati buoni o meno, e dove eventualmente migliorare.
    Cominciamo dal gas, che è quello che mi ha bastonato di più:
    vivo in un bilocale da 50mq, uso un cronotermostato per il riscaldamento che nei mesi di dicembre/gennaio, attivava la caldaia per un’ora e mezza la mattina prima di svegliarmi per poi riaccendersi il pomeriggio dalle 16.30 alle 22.30, con una temperatura di esercizio di 18°. Faccio la doccia raramente… (l’omo ha da puzzà!)
    La bolletta è stata di 180 euro ! ! !
    Mi potete aiutare a capire se e dove ho sbagliato? Sono in media coi costi?

    Grazie,
    Damiano.

    P.S.
    dopo la prima bolletta ho abbassato il termostato a 16°, e…
    la doccia la faccio al lavoro ! ! !
    seconda bolletta: 175 euro… un po’ ho risparmiato ! ! !

  • 18 Aprile 2008 in 08:10
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    Gia’ ti immagino con i capelli rizzati Damiano!!!!
    Il consumo e’ sempre meglio controllarlo con le letture dei metri cubi sul contatore(le bollette a volte non rispecchiano l’effettivo consumo di gas a causa delle mancate letture o autoletture).
    Esiste un calcolo(approssimativo)che si puo’ fare su base invernale (15 ottobre-15 aprile)x capire quanto si consuma in relazione ai metri cubi della casa:
    metri cubi di gas : metri cubi abitazione =K
    se K ha un valore da 0 a 3 il consumo di gas e’ basso
    se K ha una valore da 3 a 6 il consumo di gas e’ medio
    se K ha un valore piu’ di 6 il valore e’ alto
    x quanto riguarda il riscaldamento esistono degli accorgimenti che statisticamente hanno abbassato i consumi,e’ chiaro che non sono ifallibili.
    Non far scendere mai la casa sotto i 16 gradi(al di sotto di questa soglia i muri si raffreddano in modo eccessivo) alzare poi la temperatura quando e’ abitata.
    la mattina di solito basta mezz’ora di riscaldamento:se mi sveglio alle 7:30 li accendo dalle 7:00 alle 7:30 cosicche’ sfrutto al meglio il calore.
    Chiudere i caloriferi nelle stanze dasabitate,esiste uan convinzione,soprattutto nei condomini ad impianto centralizzato,che “li lascio tutti aperti tanto la caldaia va lo stesso e consuma”,e poi accade spesso che si aprono le finestre x il troppo caldo(l’apoteosi dello spreco).
    E’ vero che la caldaia va lo stasso ,ma consuma meno gas perche’ ha meno acqua da riscaldare.

    Rimango convinto che non bisogna consumare meno per spirito di sacrificio,credo che eliminare coscientemente gli sprechi sia un dovere morale x ridurre al minimo il nostro impatto verso l’ambiente.

    Brava Silvia…lo sfogo ci sta.

  • 27 Aprile 2008 in 17:30
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    <>

    La frase che ho riportato rappresenta, secondo me, il fulcro di tutto l’articolo e vorrei spendere due parole a proposito.

    Sono fermamente convinta del fatto che anziché porre l’accento sui disastri ecologici e ambienti “degradati”, bisognerebbe interrogarsi sulla coscienza e sui modi di vivere della gente; per risolvere problemi di questo tipo, bisognerebbe andare a cercarne l’origine.
    E io credo che l’origine, in questo caso, sia ancora una volta quella tendenza da parte di vaste masse di persone a perseguire una continua acquisizione di beni materiali o servizi alla ricerca di una maggiore soddisfazione personale, chiamata comunemente “consumismo”.

    Sebbene vi sia una maggiore informazione riguardo all’argomento che tu proponi, mi dispiace dire che ancora oggi c’è molta gente che non sa oppure che sa ma fa finta di nulla: è molto più importante per questa categoria di persone ostentare uno status sociale o soddisfare bisogni di appartenenza piuttosto che interessarsi a tematiche che li riguardano sicuramente da vicino, come quelle da te elencate.
    Di conseguenza, si continua a consumare in maniera deviata.

    Finché ci saranno persone che continuano a pensare in questo modo, oppure persone che credono che l’economia di mercato liberista sia l’unica possibile ed accettabile, non si andrà mai avanti di un passo.

    La soluzione, utopica, che adotterei è quella di allargare gli orizzonti agli occhi di tutti, mettere in mostra le profonde contraddizioni e ingiustizie del nostro sistema economico, mostrare a chiunque un qualsiasi libro di marketing in cui sono presenti interi, disgustosi capitoli sulla creazione dei bisogni per poi farsi un’idea chiara su con chi abbiamo veramente a che fare e per dimostrare che esistono mille altre vie, molto più sane, di vivere (e i signori sarebbero costretti a chiudere).

  • 27 Aprile 2008 in 17:32
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    “Sono convinto che la maggior parte delle guerre, dell’inquinamento e del malessere che attanaglia questo mondo sia frutto dei nostri consumi, ed intendo nostri personali”.

    Questa era la frase iniziale

  • 28 Aprile 2008 in 15:57
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    eccomi di nuovo a commentare questo articolo, questa volta per dirvi che finalmente ho trovato un distributore di detersivi e saponi alla spina, fino a settimana scorsa ne avevo sentito parlare solo in TV, poi finalmente eccolo in carne e ossa o meglio, in cemento e rubinetti … si tratta di una piccola postazione all’interno di un negozio di riparazione di elettrodomestici. I distributori sono a mo’ di lavandino con rubinetto e vaschetta. Al momento dell’acquisto si riempie il proprio flacone con il prodotto scelto, si pesa, si paga, e si sce contenti di aver risparmiato all’ambiente rifiuti come plastica, doppia plastica, cartone .. insomma gli inutili imballi nei quali solitamente sono contenuti i detersivi…

    Il prezzo dei detersivi è al Kg ed è simile a quello dei marchi venduti al supermercato, a volte uguale a volte leggermente superiore.

    La catena che distribuisce questi detersivi si chiama MILLE BOLLE http://millebolle.iport.it/ (per ora ho trovato solo questa, non so se ne esistono altre magari anche più diffuse)
    purtroppo i Mille Bolle Point dalle nostre parti non sono molto numerosi. Ce n’è uno a Merate, uno a Bernareggio, uno a Sesto San Giovanni, gli altri sono a Milano, a Tirano a Crema, e in provincia di Bg e Va …

    sarebbe bello se riuscissero a diffondersi di più!
    speriamo!

  • 29 Aprile 2008 in 22:23
    Permalink

    Hai ragione Rossella,condivido a pieno il tuo commento.
    C’e’ chi sostiene che l’unica speranza di salvare il nostro mondo dal “virus”uomo e’ far diventar di “moda” l’ecologismo.
    E una teoria che dieci anni fa sembrava utopia ma che ad oggi sembra prender piede.
    Sta andando di moda ad esempio calcolare quanto CO si risparmia al giorno,esiste un sito(non ricordo quale azz) che in modo semplice spiega come calcolarlo.

    X silvia,ottima l’idea del distributore di detersivi.
    Cerchiamo di tenerci aggiornati su questi metodi “ecologici”,secondo la semplice legge del libero mercato se spostiamo i nostri consumi anche il mercato ci seguira’!!!

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