Madonna della sfiducia

Madonna della sfiducia

Ogni tanto il clero sclera, e lo fa con voci altisonanti, che mettono a dura prova gli stomaci dei migliori bestemmiatori da circolino.
Questa volta, le urla, hanno avuto luogo a Calolziocorte, Foppenico (frazione) per la precisione, e la causa ha un bel titolo: “casa di cura Madonna della fiducia” (gestita dall’iglesia).
Probabilmente il nome non vi suonerà nuovo. E’ da anni che la cronaca locale, se non si parla dell’omicidio di Erba o degli hollywoodiani che trascorrono le loro vacanze sul Lario, cita il contenzioso tra Comune e “chiesa” calolziese.
I fatti risalgono al 2006. La casa di cura decide di darsi un nuovo look. Detto, fatto. In poco tempo il centro di riabilitazione per anziani si impacchetta ed è pronto a cambiare viso. L’intervento sarà importante, a fine lavori si parlerà di otto milioni di euro spesi per la riqualificazione.
Fin qui il clima è idilliaco, però su Foppenico il cielo non è proprio così giocondo.
Purtroppo, qualcuno non aveva calcolato che all’interno della struttura risiedessero qualche decina di allegri vecchietti. Beh, gli anziani, a lavori ultimati, saranno meno contenti… Perché? Semplicemente per il disagio di essere “palleggiati” da una camera all’altra in condizioni igieniche non ottimali (dichiarazioni documentate e segnalate da pazienti o famiglie di essi).
E dopo il rannuvolamento? E’ pronto un temporale con i fiocchi. I volontari, che a differenza degli operatori non sono stipendiati, iniziano a fare uscire dalla struttura il malcontento degli anziani. La reazione è forte e impulsiva, i dirigenti chiudono le porte in faccia alle brave donne che aiutavano a pulire i pazienti e che con loro intavolavano spesso due chiacchiere per allontanarli dallo spauracchio dell’estrema unzione ( e anche per non farli morire socialmente ).
Qualcuno ora non può più chiudere un occhio, così l’associazione Viascoltiamo ( nata sull’onda di questi problemi ) e Claudia Valsecchi ( all’epoca consigliere comunale e assessore alla comunità montana ) portano il problema in consiglio comunale. L’Assessore Hoffer raccoglierà tutte le dichiarazioni e le denuncie presentante dai sopracitati e insieme al gruppo consigliare deciderà, poi, di non presentarsi all’inaugurazione della struttura stessa… I giornali, dopo uno sfogo iniziale e dopo aver scritto dell’assemblea pubblica, clero Vs Comune, inizieranno a scrivere più volentieri di porcate come porto o quant’altro. Fine?
No! Il problema si ripropone nel 2008, più o meno dopo due anni l’inaugurazione della casa di riposo.
Siamo in clima elettorale, Claudia Valsecchi è candidata sindaco alle primarie del centro sinistra calolziese. La settimana prima del voto, per il paese principe della valle San Martino rotea, come una Brambilla, un volantino (firmato associazione Viascoltiamo) recante, al suo interno, le battaglie dell’associazione e del consigliere Claudia Valsecchi contro lo stato di “degrado” della madonna della fiducia.
Claudia Valsecchi perde di poco le primarie, ma su una locandina fuori da un’edicola vede il suo nome accompagnato da una querela.
Stando ai giornali, il CDA della casa di riposo (Marco Valsecchi in primis) parrebbe aver querelato per diffamazione la candidata sindaco e il presidente dell’associazione Viascoltiamo, per il fantomatico volantino che aveva “informato” la Calolzio della settimana precedente.
Claudia Valsecchi, per non recare danni alla sua lista, uscirà dalla tornata elettorale calolziese del 13 aprile e aspetterà trepidante l’avviso di querela nella sua buca delle lettere ( tempo 90 giorni ).
Riposino in pace le case di riposo e anche i signori che, al loro interno, perdono la possibilità di colloquiare con qualche volontario e le foto dei loro parenti.
Chi vede parli, chi ascolta scriva.

Daniele Vanoli

Ecco i due video dell’intervista a Claudia Valsecchi

Ecco l’intervista al Sig. Giorgio Toscani, presidente dell’Associazione Vi Ascoltiamo

La querela per diffamazione vi è stata recapitata o è ancora, solo, scritta sulle locandine dei giornali della provincia di poco tempo fa?
No, la querela non è stata recapitata, né ci sono notizie in procura a Lecco.

Arrigoni e Avogadri non vi degnano nemmeno di uno sguardo. Autelitano, si è incontrato con la vostra associazione? E come ha reagito?
Autelitano si è dichiarato disposto ad ascoltarci e informarsi. Ci ha promesso un’ora, alla fine ce ne ha dedicate 2 e mezza. Ha ascoltato e fatto domande. Non ha promesso niente.

I volontari sono ancora off limit dalla struttura?
Volontari off-limit: a quel che mi risulta si, in ogni caso i “vecchi” volontari.

Organizzare un nuovo incontro pubblico non sarebbe una buona idea?
Incontro pubblico? Certo, sarebbe una buona idea. Lo scopo dell’incontro pubblico potrebbe essere di trovare i mezzi e la pressione necessaria per chiedere alla Casa di Riposo di lasciar fare un sondaggio autonomo non ASL. Per fare l’incontro pubblico ecco le sfide che si devono superare:
1. indifferenza. Gli anziani non votano, rappresentano un peso economico e emotivo (senso di colpa). Più si tengono nascosti e meglio è. Anche i familiari tendono a far finta di non vedere che stanno male, a rassegarsi al fatto che siano trattati male. Se dovessero ammettere che stanno male, dovrebbero fare qualcosa per loro, proprio quando rappresentano già un peso economico non indifferente. L’anziano poi tende a non lamentarsi, o perché non conosce i suoi diritti, o perché ha paura, o perché non vuole pesare ancora di più sui familiari, che rischiano poi di venire a trovarlo ancora meno spesso.
2. volontà sistematica di autorità, enti e media di negare il problema, oppure di sminuirlo, o di lavarsene le mani.
3. non voler scontentare nessuno. Tutti sono disposti a fare qualcosa. A condizione che non ci vada di mezzo: il familiare, l’amico, il vicino, il partito, la corrente, il parroco, la religione, per assurdo anche il partito opposto (se noi gli rompiamo le scatole, dopo loro rompono le scatole a noi).

Come procede e come si svilupperà la nuova battaglia del “sondaggio di soddisfazione”?
Il sondaggio anonimo e indipendente sarebbe la chiave. Finora si è fatto finta di credere che gli anziani stiano bene solo in base alle dichiarazioni della direzione della casa di riposo, o peggio, dell’ASL. Nessuno ha mai fatto le verifiche in modo autonomo con ospiti e familiari. Ci sono stati i sondaggi fatti dalla direzione su fogli non anonimi, il che naturalmente non ha nessun valore. L’ASL ha fatto sì un sondaggio, ma l’ASL è parte in causa, non è stata controllata ed ha rifiutato di mostrare i documenti del sondaggio, nonostante fosse un obbligo di legge. L’ASL ha dichiarato che 59 anziani hanno compilato il questionario, di per sè abbastanza complicato anche per una persona orientata. Noi conosciamo tutti gli 87 ospiti e come massimo, ma gran massimo, ce n’erano 32 capaci di rispondere a domande semplici, figuriamoci quelle complicate del questionario. Da dove sono saltate fuori quindi le 59 schede? Naturalmente il sondaggio è risultato moderatamente positivo per la casa di riposo (anche se hanno dovuto fare ammissioni su carenze, atmosfera, rapporti umani). Avere un sondaggio negativo avrebbe messo sotto accusa l’ASL, alla quale sono state fatte molte segnalazioni riguardo la casa di riposo. Abbiamo chiesto un’inchiesta e un sopraluogo indicando le cose da notare e le persone da interrogare. L’ASL ha fatto il sopraluogo badando bene a non guadare dove avevamo detto di guardare e di non interrogare le persone che avevamo indicato. Ha fatto un rapporto positivo sulla casa di riposo e la casa di riposo l’ha sbandierato ai quattro venti.

Il CDA della casa di riposo accetterà un esterno, magari un familiare di qualche ricoverato, anche senza il potere decisionale, al proprio interno?
Il CDA della casa di riposo accetterà solo se costretto, perchè ha fatto di tutto per allontanare occhi e orecchi indiscreti dalla sua gestione. Basterebbe una decisione del vescovo, che purtroppo non ha mai risposto alle nostre lettere, fax. Non ha risposto nemmeno ad una petizione firmata dalla quasi totalità degli anziani e da una trentina di familiari. Accetterà solo se costretto dalla pressione pubblica e degli enti.

A questo link potete trovare tutta la documentazione raccolta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.