Rete Antifascista Lecchese: corteo Domenica 29 Giugno a Lecco

L’articolo tre della Costituzione italiana recita così:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono euguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”

Probabilmente i sessant’anni trascorsi dalla sua entrata in vigore, lo sconvolgimento del sistema partitico con la cancellazione/esclusione dei quattro gruppi parlamentari facenti parte della costituente (DC, Liberali, Comunisti e Socialisti) che non sono più presenti in parlamento oggi e la memoria popolare (che arriva a malapena ai mondiali tedeschi del 2006), hanno fatto sì che frasi come: “Con la costituzione, mi ci pulisco il culo!” siano diventati i capi saldo dell’intelletto vigente delle masse.
Purtroppo tutto ciò ci spaventa assai, ma ancora di più ci spaventa il rigurgito fascista italiano di questi ultimi mesi.
Mesi, forse anni, forse decenni di rigenerazione. La verità è che non siamo mai riusciti a seguire il senso della storia. Ce lo siamo fatto scappare di mano e, come una corda, il circolo che si è creato dopo la distensione della fune ci ha portato di nuovo alle soglie del 1922.
Ma torniamo all’articolo tre della Costituzione italiana. Queste poche righe sono il fondamento dell’antifascismo e quindi vanno protette. Per questo Qui Lecco libera ha deciso di aderire al progetto di formazione di una rete antifascista lecchese.
Un movimento che possa ripercorrere la storia nel verso giusto. Un movimento che si rivede nei valori della resistenza. Un movimento che ripudia il pestaggio di Verona dello scorso primo maggio, il lancio di bombe molotov sul campo rom di oggiono del 17 novembre. Un movimento che fa della memoria il proprio credo. Un movimento che ricorda Sant’Anna di Stazzema, ricorda Marzabotto e Monte Sole, ricorda le Fosse Ardeatine, ricorda le sventagliate di mitra dei carri nazifascisti in ritirata dal fronte gotico, ricorda il terrorismo nero, ricorda l’ordine nuovo di Pino Rauti (suocero dell’attuale sindaco di Roma), ricorda i NAR, ricorda il treno ITALICUS, ricorda il 12 dicembre 1969 a Milano in piazza Fontana, ricorda Brescia, piazza della Loggia , ricorda il 2 agosto 1980, sente ancora il rumore dell’esplosione della stazione di Bologna, ricorda l’attentato alla sede del Manifesto, ricorda ancora la guerra civile, ricorda Matteotti e ricorda tutti quelli che sono morti ad opera di un’ideale bellico fascista che per vent’anni ha violentato l’Italia.
Ci rivolgiamo a tutti coloro che si rivedono nei nostri stessi ideali, a tutti coloro che odiano la guerra, a tutti coloro che vogliono dire basta, per invitarli a partecipare insieme a noi, ai GCLecco, all’ARCI, all’ANPI e ai giovani democratici di Lecco, alla manifestazione del 29 Giugno. Per gridare tutto il nostro dissenso a quella macchia nera che ha voglia di ritornare in auge.
Facciamo sì che la nostra sia una generazione lunga, prendiamo per mano chi ci diede la possibilità di ripartire, sia l’8 settembre che il 25 aprile, prendiamo per mano i partigiani che ci aiutarono, prendiamo per mano chi continua a resistere, prendiamo per mano tutte le persone di questa Lecco morta, cosicché preservando la nostra instancabile voglia di lottare, nessun uomo si potrà piegare al volere dell’ignoranza.

Domenica 29 Giugno, partenza alle ore 1.500 da Piazza Manzoni, Lecco.

QUI LECCO LIBERA

Scarica e diffondi il volantino.

25 pensieri riguardo “Rete Antifascista Lecchese: corteo Domenica 29 Giugno a Lecco

  • 25 Giugno 2008 in 21:00
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    L’antifascismo è ormai superato, logoro, senza futuro.
    I nuovi movimenti devono fare autocritica in tal senso: prendere atto di una verità storica che sta riemergendo.

  • 25 Giugno 2008 in 23:45
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    Beh, che dire. Dopo il presidio al palazzo di giustizia, un’altra manifestazione che attrae il mio interesse. Erano anni che non scendevo più in piazza così spesso, grazie di aver organizzato una marcia che non si basi su ideologie partitiche ma su ideologie di vita.

    Senza timor di fallo, dico che ci sarò. E dico anche GIGI!

  • 26 Giugno 2008 in 00:48
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    io credo che sia molto utile citare una disposizione presente nella costituzione:

    “è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”

    mi sembra sia abbastanza chiara ed esauriente

  • 26 Giugno 2008 in 06:56
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    sono confortato dal fatto che i camerati lecchesi si affannano a dichiarare l’antifascismo “superato,logoro, senza futuro”.
    Essi stessi ammettono la sua esistenza, e con la loro enfasi retorica ne confermano la ragione d’essere.
    Bene, quando il nemico ti riconosce sei a un passo dalla vittoria: siamo tutti partigiani, ora e sempre resistenza.

  • 26 Giugno 2008 in 12:46
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    L’antifascismo è ormai superato, logoro, senza futuro.
    I nuovi movimenti devono fare autocritica in tal senso: prendere atto di una verità storica che sta riemergendo.

    Ora, con tutto il bene che si può volere a dei concittadini come questi, mi vorreste spiegare cosa significa questa frase? Che dovremmo passivamente assistere alla ricrescita di un movimento sociale che la storia e l’opinione pubblica mondiale ha ritenuto indegno e autoritaristico, incapace di rispondere alle sfide della moderna globalizzazione perchè risalente a 60 anni fa e chiuso in sè stesso senza alcuno spiraglio verso l’esterno o il “diverso”? Smettiamola di scherzare, il nostro compito è fare in modo di cambiare la società attuale per renderla più moderna e più aperta alle nuove sfide del millennio appena iniziato. Pensare di fare tutto ciò ritornando a ideologie (comuniste, fasciste, socialiste, etc. etc.) che risalgono agli inizi del secolo scorso mi sembra come cercare di portare a termine una maratona correndo in direzione opposta al traguardo.

    Ora e sempre Resistenza.

    Ora e sempre antifascismo.

  • 26 Giugno 2008 in 12:47
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    La guerra civile del biennio 43-45, in pochi anni è diventata guerra di risorgimento, poi guerra di popolo, per infine arrivare alle stupidate come: “i morti non hanno colore”. La realtà, è che c’è sempore stata una certa continuità con il regime, basti pensare che i governi dei cln, si occupavano di epurazione a livello fisico, senza porsi il problema di cambiare il codice penale, o le persone che occupavano le alte gerarchie delle forze armate. Il fascismo, in Italia, non è mai morto, è maturato, con le stragi comperte dai servizi segreti, con il gladio, con i mai condannati, come Rauti, che è suocero di un picchiatore che ora siede sulla sedia del sindaco di Roma…

  • 28 Giugno 2008 in 21:33
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    Riguardo alla continuità tra il regime e il governo guardare la (purtroppo) “news”:
    http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/27-Giugno-2008/art15.html&word=balcani

    I morti sono tutti uguali e gli uomini hanno pari dignità, e per questi esiste il cimitero.
    I valori per cui ci sono stati morti hanno un valore diverso, che la comunità democratica ha scelto o vietato; per questi esistono lapidi e commerazioni.
    Le città non sono cimiteri, e le lapidi riconosco solo i valori e i morti per quei valori.
    A domani

  • 29 Giugno 2008 in 07:49
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    Bene, però accanto alle varie stragi (da Bologna a Milano passando per Brescia, etc.), ricordiamoci anche di Aldo Moro e di tutto quello che hanno combinato le BR ed i loro simili…
    Saluti
    Roberta R.

  • 29 Giugno 2008 in 09:45
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    Buongiorno Ragazzi! Spero di riuscire oggi,(Per via del lavoro) a fare in tempo a raggiungervi per questa grande Marcia!
    E’ stata un bellissima idea, sopprattuto non idealizzandola con bandiere di partito! A dopo!
    Sperem!

  • 29 Giugno 2008 in 11:45
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    L’antifascismo è ormai superato, logoro, senza futuro.
    I nuovi movimenti devono fare autocritica in tal senso: prendere atto di una verità storica che sta riemergendo.

    Propio perchè si prende atto di una realtà storica (spregevole sotto ogni punto di vista, checchè se ne dica) l’ antifascismo deve tornare vigoroso, forte e deve essere una spinta verso il futuro, un ideale piu che una disposizione politica.
    Hai ragione giovane fasc..ehm di destra a dire che la realtà fascista e, diciamolo pure neonazista,sta riemergendo, sta riemergendo in tutti quei modi di agire e di pensare che stanno distruggendo la nostra civiltà: la xenofobia, la manipolazione dell informazione, lo zittimento o la negazione di credibilità del contraddittorio, la leggi ad personam, lo squadrismo.
    in questi atteggiamenti è ancora vivo e manifesto il fascismo e noi saremo li pronti sempre per resistervi!

  • 29 Giugno 2008 in 14:16
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    è lì il punto critico, è lì dove l’Italia si sfascia: deboli fatti di nomenclatura, tra indottrinamento, testardaggine e nostalgia.

  • 29 Giugno 2008 in 15:01
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    Non credo che sia efficace l’iniziativa Lecco antifascista così come è proposta.
    Io sono indeciso penso che “siamo” stati troppo zitti.
    Ma penso anche che bisogna trovare il modo di coagulare
    non di aprire fronti di battaglia in questo momento ma con chi coaugulo?
    Con chi oggi scende in piazza lecco antifascista contro gli attacchi ai Rom;
    contro le commemorazioni neofasciste e che mettono sullo stesso piano i morti;
    Contro la Giustizia negata?
    Va bene, ma poi vai a vedere chi promuove tutto questo e senza troppo sforzarti vedi che sono gli stessi che cancellano la Commissione parlamentare sul G8 di Genova
    Quelli che sono stati i primi a spazzare via i campi Rom a Roma, o alla Viscosa di Pavia, o decreti Emergenza Nomadi, e a votare a favore dei CPT, che si dimenticano di dire questo e di Luciano Violante sui propri volantini
    Questo è il punto.
    Non ho nessuna reputazione da difendere ma non voglio cumulare debiti.
    Bisogna coagulare certo chi non può dare ragione su questo, ma è per questo, mi scuso per la banalizzazione, che non voglio intorno partiti, perchè io per essere credibile, come movimento, devo poter dire che il PD e Rifondazione (giovani e meno giovani) e compagnia bella sono altrettante teste di cazzo.
    Oggi perciò faccio fatica a pensare a un’iniziativa che non sia solo quella di dire: sono bravo guarda qua che io scendo in piazza anche stavolta. Coagulare da che punto?
    Facendo crescere consenso, e non è questione di fare i duri e puri. Stavolta no. E’ ben di più Io ho delle tare mentali, delle difficoltà di comprendere l’orizzonte ma perchè mi viene da prolassare le mie gonadi quando vedo Pardi e compagnia bella che rispolverano i girotondi.
    Quindi mi chiedo e chiedo come si fa altrimenti ad arrivare a far breccia, dentro le teste della gente, :perchè sorgano domande?
    Non lo so per certo ma io credo che la gente la tiri insieme – non un giorno solo modello VDay – la interessi anche giusto per farle abbassare la guardia che la Tv e cento altro gliela fa alzare se sei credibile.
    Non tanto duro e puro!
    E sei credibile se in piazza scendi non nascondendo nulla di te e di chi sta con te!
    Cosa sappiamo dei nomadi a lecco e dintorni? Campi, presenze sporadiche, frequenza scolastica, diritti, bisogni?
    Mappare e conoscerli, capire cosa vorrebbero.
    Ci proviamo?
    Non per essere portavoce, ma dare loro voce tutelandoli
    Non c’è nulla di complicato nella questione “zingara”, se non le barriere mentali che noi stessi costruiamo. Affrontare alcuni luoghi comuni sugli “zingari” e cercare di spiegare perché non hanno senso.

    I rom e i sinti sono belli e brutti, intelligenti e stupidi, modesti e arrivisti, sinceri e falsi, aperti e chiusi come tutti noi, come i nostri parenti e i nostri vicini di casa. E si trasformano e si adattano al mondo. Ogni volta che ho una certezza, le nuove conoscenze la spazzano via. Più vado avanti e più mi accorgo che alle domande che mi pongono sui rom e i sinti rispondo: «dipende». L’uomo nero è una nostra invenzione, è frutto del nostro sistema e delle nostre proiezioni. Tocca a noi, e non a rom e sinti, comprendere cosa lo genera e lo alimenta. (Lorenzo Monasta)

    paolo trezzi
    centro Khorakhané

  • 30 Giugno 2008 in 11:25
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    “Non credo che sia efficace l’iniziativa Lecco antifascista così come è proposta.”

    Sono d’accordo anche io, ma non per il lungo discorso di Trezzi, ma perchè il tutto è suonato vecchio. Anzi, un’imitazione mal riuscita delle manifestazioni che 4-5 anni fa si intravedevano ancora da qualche parte.

    Serve una ventata fresca che non siano scoregge. Bisogna guardare AVANTI e non indietro.

    Butto il tutto in questa forma in modo da far partire una discussione, non vediate una provocazione laddove non c’è.

  • 30 Giugno 2008 in 13:29
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    “non vediate una provocazione laddove non c’è”

    va tutto bene zic,quelle simpatiche persone rasate che ci fissavano di fronte al gazebo erano dei semplici passanti…è tutta roba vecchia…
    si, zic.
    va tutto bene.

  • 30 Giugno 2008 in 19:46
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    Approfitto della discussione avviata da Zic e Moonstomp per riflettere sulla manifestazione di ieri sera.
    Ribadisco che la mia partecipazione è stata basata principalmente su un ideale apolitico e “antifascista” nell’accezzione più ampia del termine. Non necessariamente alla parte politica, ma comprendendo anche il tipo di mentalità, autoritaria e anti-dialogo, che si nasconde dietro correnti di pensiero politiche. Di entrambi gli schieramenti. Ribadisco ancora in questa sede la mia insofferenza verso gesti “fascisti”, come il tentativo di allontanare la gisutizia da sè e dal proprio operato facendo trasferire un giudice, compiuti da parti politiche che più di tutte (vabbè, più a sinistra ce n’è. E c’è pure chi fa la sua parte, ma son minoranze etniche da salvaguardare) dovrebbero essere ispiratrici di movimenti di opposizione fascista. Ecco, noi in Italia non abbiamo subito, subito in seguito al ventennio, una sorta di “seduta psichiatrica” totale come è successo in Germania. Alla fine del conflitto, i tedeschi oppositori del regime, con l’aiuto delle truppe americane, attuarono un massiccio intervento “rieducativo” sulla popolazione. Senza imposizioni (a parte casi sporadici) ma attraverso il dialogo e la spiegazione degli orrori nazisti (ricordiamo che molti erano all’oscuro dei contenuti dei Lagher nazisti). Probabilmente questo è mancato per renderci di nuovo cittadini liberi.

    Concludo il mio intervento con l’urgenza di chi vede attorno a sè minare continuamente i diritti costituzionali (cit: “è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, grazie Valse, mi rammento e mi rammarico dei saluti romani davanti il campidoglio alle ultime elezioni…) e che non vuole più vedere cose del genere.

  • 1 Luglio 2008 in 11:22
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    Il discorso di Trezzi è reale. Vero ed attuale. A suo modo centra il punto pure lui. Un punto che all’interno della Rete è più volte emerso. Le differenze esistono e si fanno pesantemente sentire.
    La manifestazione di domenica e i futuri appuntamenti sul territorio della Rete possono esser interpretati come meglio si crede.
    Io, Paolo, ti dico la mia: concordo nel fatto che si debba far capire alle persone che l’opera di Resistenza è un fatto quotidiano; che il fascismo si manifesta spesso e volentieri in atti di governo (o legislativi) anche di “sinistra”; che i partiti debbono fare una profonda autocritica ed un bagno rinfrescante d’umiltà (specie quelli di sinistra) e che sussiste una cortina d’ignoranza sugli “zingari” che va tagliata di netto.
    Con questo però non mi sento nessuno per impedire a dei giovani di partito di non poter contribuire verso ciò. Se dovessi avere anche solo la minima sensazione che questi principi fossero posti in minoranza, allora non esiterò a farmi da parte.

    Duccio

  • 1 Luglio 2008 in 15:19
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    L’eperienza di domenica, credo che ognuno di noi la annoveri tra le esperienze positive del proprio impegno civile. Abbiamo dimostrato che, anche a Lecco, ci si può organizzare tra giovani e portare in piazza temi non semplici e di, purtroppo, scarso appeal verso i nostri coetanei quale è quello dell’antifascismo. Quando abbiamo iniziato ad organizzare il primo appuntamento della rete, abbiamo parlato di quali obiettivi la rete stessa si doveva porre. Abbiamo, cioè, guardato avanti e non indietro alle singole appartenenze di ciascuno. Così lavora un rete di associazioni giovanili.
    Noi saremo tanto più attrattivi quanto più riusciremo, in quel luogo, ad abbandonare i panni dei movimenti di appartenenza. Ho letto con piacere le parole di Duccio, il quale raramente è tenero con i partiti ed i loro esponenti, perchè dimostrano la volontà di proseguire nel lavoro iniziato.
    Credo che l’occasione sia unica e imperdibile per unire le nostre esperienze in un percorso comune. Mi auguro che nessuno si debba sentire in minoranza o si debba fare da parte; quella sarebbe una sconfitta di tutti.
    A presto
    Michele

  • 2 Luglio 2008 in 10:22
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    Son d’accordo con Fabio.

    Per Moonstamp: se il problema sono le teste rasate compra una fabbrica di crescina e regala tante lozioni alla popolazione italiana.
    Se il problema invece è l’essere fissato dalla gente, non partecipare più a manifestazioni. è semplice.

    Siamo tutti contro il razzismo e la xenofobia qui dentro, siamo tutti a favore del Dialogo e dell’integrazione nel rispetto delle differenze. Ma questo deve slegarsi totalmente dalle ideologie e dai partiti.
    Cosa che non siamo ancora riusciti a far diventare realtà.

    Sarebbe questa la ventata fresca che auspico.
    Qualcuno lo spieghi al saggio Moonstamp.

  • 3 Luglio 2008 in 09:56
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    Zic,
    è ovvio che l’antifascismo non è avercela col Duce che è già morto e sepolto da anni!!!!
    per me il fascismo è da combattere in tutte le sue forme, dai neofascisti che manganellano la gente per strada, ai fatti di Genova, dall’informazione manipolata, ai silenzi dei giornalisti e della gente comune e ancora contro le ultime boiate del governo.
    il corteo è stato stupendo, una bella dimostrazione di come la gente non abbia paura di scendere in piazza e per le strade,salutare e distribuire i nostri volantini anche agli immigrati, questo è antifascismo, questa è anche integrazione.
    il corteo al quale tu non hai partecipato (nonostante continui a millantare partecipazione) è servito ad avvicinare finalmente un pò di giovani con idee comuni, l’intento era quello e l’obiettivo l’abbiamo raggiunto.
    da qui si dovrà partire.
    è stata una bella giornata con gente aperta, mi dispiace solo leggere i tuoi commenti che cercano in tutti i modi di creare rotture, ma si sa, il “cultore del dialogo” ama questo genere di cose…
    scendere in piazza un pò meno!

    per il resto posso solo dire grazie a tutti i partecipanti!!!!!

  • 3 Luglio 2008 in 15:53
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    Non c’ero? Strano, mi hanno detto di sì… Boh, sembra proprio che lo sappia tu meglio di me.
    Cerca di informarmi quotidianamente sulle mie azioni, si vede che non sono in grado di monitorarle.

    Da pazzi…

    Io non creo rotture, mi avvalgo della possibilità offerta da questo sito per aprire un confronto. Pensavo servisse a questo un forum.
    Sto solo dicendo, nonostante ci accomuni l’avversione al fascismo:

    1) c’era poca gente (l’ho scritto nella discussione dopo di questa), il che vuol dire che il corteo non è stato “stupendo” come dici;
    2) ridurre i mali attuali dell’Italia sotto la denominazione “fascismo” è riduttivo e controproducente. Riduttivo in quanto chiami “fascista” ciò che è solo un retaggio del regime fascita, utilizzando un termine a sproposito (non sempre, ma in buona parte dei casi). Controproducente perchè così si fa il gioco di quelli che tu stesso chiami fascisti: si strappa il tessuto sociale, alimentando divisioni che in questo momento non hanno ragione di essere, dato che ce ne sono ben altre e ben più gravi.

    La morale è: non è così che si legge in modo lucido ed ATTUALE la situazione italiana che stiamo vivendo.
    Consiglierei, come punto di partenza, di concentrare l’attenzione verso parole come “individualismo”, “mafia”, “corruzione”, “disastri ambientali”, “chiusura mentale”, “disinteresse”.

    L’esempio è l’Albania, che, dopo una sanguinosa guerra civile sta cercando di VOLTARE PAGINA, puntando sulla COESIONE SOCIALE e sul vivere insieme e crescere. I risultati di questo Paese non sono ancora minimamente soddisfacenti, ma la strada è quella: guardare avanti e non SOLO indietro.
    Non dico di “lasciar fare i fascisti”, ma di voltar pagina, di lasciare perdere le ideologie, che, a differenza delle IDEE, fanno male e provocano morti. E la Storia ne è testimone, questo lo sappiamo tutti…

  • 3 Luglio 2008 in 18:26
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    zic,
    a mio parere il corteo è stato stupendo per la gente che c’era e per il clima che c’era (mi dispiace non averti visto sfilare) chiaro se fossimo stati in 600 sarebbe stato ancora meglio ma vedere dei ragazzi così attivi e non (come sostieni tu) incollati alle ideologie e solo al passato, ha dato credo a tutti una bella sensazione di coesione e di speranza, per il resto io resto della mia idea, antifascista, nei termini che ti ho già spiegato.
    Moonstomp.

  • 3 Luglio 2008 in 22:23
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    gent. Zic e tutti, intervengo perchè NON c’ero – del resto NON ho 23 anni, ma … un po’ di più – e non per questo sono più intelligente, anzi! inoltre tendo all’arteriosclerosi…
    Intervengo perchè seguo da giorni il dibattito; perchè mi sento sollecitato, da tecnico dell’educazione, a riflettere “in scienza e coscienza” sul/sui fenomeno/i che vengono classificati come “fascismo”. Intervengo perchè la mia attenzione, mai sopita sebbene un po’ emarginata, ultimamente, va verso i processi di crescita delle giovani generazioni: sia sotto il profilo delle pedagogie “classiche”: teoria dei gruppi, il leader, il carisma. Sia con approcci meno consueti come “le sette (o otto?) intelligenze” o “la scuola sarà sempre meglio della merda”.
    E perchè – senza capirne il motivo, nè indagarlo – sono attratto dall’Albania e sono fiero – per quel poco che mi è consentito – del suo percorso.
    1. i “mali attuali” dell’Italia sono certamente altri dal fascismo. Che infatti si pone come soluzione di tutti i mali: con dosi di valium e dosi di olio-di-ricino, in parti uguali, “al bisogno” definito da chi, fascista, detiene impunemente il potere. Va detto che i mali “attuali” dell’Italia hanno ragioni storiche, precisabili, definibili, affrontabili. Purchè lo si voglia fare… come è successo all’Albania.
    2. l’albania?! non è un bellissimo esempio, ma è calzante, eccome! paese arretrato, mantenuto nell’oscurantismo da un potere assoluto, retto da potentati locali (corrotti? aspetto da analizzare) basato su una cultura millenaria – non per questo meno criticabile – come il Kanun… ha DOVUTO mettersi in discussione, dopo morti e feriti, dopo crisi cruente – nelle quali il ruolo italiano, di potentato (?!) ex coloniale, è tutt’altro che secondario: qualcuno ricorda la “missione Arcobaleno”?
    Questo è fascismo! la dolente necessità di forgiare il futuro su un “bagno di sangue” marinettiano e purificatore…

    E per finire, certo, guardiamo avanti tutti insieme: ma CHI? non certo quelli che si ispirano alle leggi razziali del ’38 per scimmiottare un intervento sulla sicurezza… Guardare avanti ha senso se lo si fa insieme. Se c’è qualcuno che si ostina a guardare indietro, allora scusate, amici, compagni, ma è preciso dovere METODOLOGICO emarginare e ridurre all’impotenza chi trama per impedire il progresso: che vive in: crescita, conflitto, comunità.

  • 4 Luglio 2008 in 13:25
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    Per Moonstomp: continuo a dubitare del fatto che tu mi conosca… forse è proprio questo il motivo per cui non mi hai visto.
    E poi: attivi??? Attivi a fare cosa? Strano concetto di attività, il tuo…

    Per Acido Bangher: bentornato :-)
    Non sapevo che tu fossi un tecnico dell’educazione… Per fortuna ho quale base di Pedagogia, sono curioso di vedere se mi permetterà di reggere il discorso. Potremmo, appunto, partire dal processo di crescita dei giovani per analizzare la questione, che ne dici? La situazione è questa: i giovani italiani, circa sessant’anni dopo la guerra, si trovano a vivere in un clima che si riferisce continuamente al passato, alle due ideologie che hanno caratterizzato la nostra storia recente. (per sapere come la penso sulle ideologie ti invito ad aprire la discussione sopra di questa) Da quando sono alle medie sono imbevuti di discorsi tra pari tipo “sei comunista o fascista?”, “mia mamma è comunista” ecc ecc. Poi iniziano ad interessarsi alla società e alla politica, e i rimandi si fanno sempre più insistenti: dalla iconografia sui manifesti elettorali ai discorsi dei candidati, che non sono mai dialoghi, ma esposizioni di pensieri. Inoltre ci sono i discorsi, le mere conte di morti per vedere quel dei due schieramenti è stato il più “cattivo”… Poi iniziano ad iscriversi a gruppi che si ispirano a fascismo e comunismo, vengono alle mani e a volte si ammazzano davvero, com’è successo recentemente. Botte politicizzate da far invidia alle mazzate che si tiravano i nostri genitori.

    La situazione è questa, siamo imprigionati in una bolla di non-tempo che perpetua una contrapposizione che non ha motivo di esserci. Sin da quando siamo piccoli…

    In più unisci a ciò il fatto che i movimenti neofascisti, per loro stessa ammissione, si sentono legittimati ad esistere ed agire, anche in modo violento, dall’esistenza dei gruppi neocomunisti. E, ahimè, viceversa.
    Per questo ritengo che ci voglia un bello strappo per eliminare una situazione statica e non dinamica, che non ci appartiene, che ci fa solo male. Una visione etica e forse anche pedagogica, non partitica e non politica.

    Velocemente, i due punti che ho tralasciato:
    1) che un impostazione più o meno fascista si stia ponendo come misura drastica verso i “mli attuali” del nostro Paese è un dato di fatto, giusto. Ma contrapporsi a questa forma mentis chiamandola fascismo è sbagliatissimo: si alimenta di nuovo la spaccatura della nostra società e si perpetua il circolo vizioso di cui sopra. Bisogna agire facendo leva su qualcosa di comune, solo così scompariranno le ideologie, le degenerazioni della razionalità, che fanno male sia a destra che a sinistra. In una parola, a TUTTI.
    2) Albania: ne parlo perchè, grazie a molti amici che sono scappati a gambe levate da quella situazione, ho potuto farmi un’idea più aderente alla realtà e meno istituzionalizzata (cioè mediata dai media). L’esempio non voleva esaminare le cause che hanno portato a questa guerra civile (che comunque, a differenza di quello che sostieni tu, sono state ideologiche ed economiche, non “fasciste”… è facile e riduttivo sostenere ciò), ma il modo in cui le persone hanno risposto, per ricostruire. Unità, non divisioni.

    E questo, voglio ripeterlo, lo scrivo io in quanto persona fermamente di sinistra e contro ogni forma di totalitarismo, non datemi del fascista. Sto solo cercando di esaminare la situazione e non “farla facile”, come certe utenti di questo forum fanno.

  • 4 Luglio 2008 in 13:28
    Permalink

    Quello che le persone come noi, che pensano e si mobilitano, dovrebbero fare è quello che dice Fabio (che non so chi sia, ma mi ha colpito): un intervento “rieducativo” (o meglio, educativo e basta) verso la popolazione. Per superare e vincere gli errori e gli orrori della Storia. Ci arriviamo sessant’anni dopo i Tedeschi e gli Americani, noi Italiani siam fatti così, si sa… :-)

    Ma, credo io, non è mai troppo tardi per imparare dagli sbagli e per progettare un futuro basato su IDEE e non IDEOLOGIE. Un futuro pensante. E scusate la retorica, ci sta tutta sta volta…

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