Sabato 25, in difesa della scuola pubblica!

(Maria Stella Gelmini, per gli amici “Miss Reggio Calabria”)

Sabato 25 Ottobre 2008

MANIFESTAZIONE STUDENTESCA IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

Tutti i cittadini sono invitati ad alzare la testa e a manifestare contro la distruzione della scuola pubblica.

Cosa prevede il decreto Gelmini/Berlusconi/Tremonti?
– tagli alla scuola pubblica per 8 miliardi di euro
– 87.000 licenziamenti tra i professori insieme a 43.000 del personale ATA
– chiusura delle scuole con meno di 50 alunni ed accorpamento di quelle sotto ai 500
– riduzione delle ore di insegnamento
– le superiori e le università condannate a divenire fondazioni private

GIU’ LE MANI DALLA SCUOLA PUBBLICA!
facciamo sentire la nostra voce
Il corteo partirà alle 8.30 di sabato 25 da piazza Armando Diaz, di fronte alla stazione ferroviaria di Lecco.

Non essere complici, non mentire, non restare ciechi (S.Weil)

Scarica e diffondi il volantino.

6 pensieri riguardo “Sabato 25, in difesa della scuola pubblica!

  • 22 Ottobre 2008 in 17:51
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    Ottimo ennesimo capolavoro di delirio del presidemente, leggetevi le sue ultime dichiarazioni fresche di pomeriggio:
    http://www.loccidentale.it/articolo/berlusconi+non+torna+indietro+e+difende+la+scuola+della+gelmini.0060231

    Poi lasciatevi cullare dalla dolcezza spietata di FabDeAndrè
    http://www.youtube.com/watch?v=KWQWqyuX5LY
    All’orizzonte intrasento aria di maggio francese, non so, esagero? A sentire certe parole di silvio il mio pensiero è andato istintivamente a quella canzone.
    Teniamoci forte per mano!

    Mi auguro di essere presente sabato mattina in piazza ARMANDO DIAZ.
    (mi auguro di essere presente anche se non fossi in piazza ARMANDO DIAZ, naturalmente)…
    Saluto e abbraccio

  • 22 Ottobre 2008 in 19:51
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    Ciao! Ottima iniziativa questa manifestazione, è giusto che anche a Lecco ci si faccia sentire contro questa vergognosa presa in giro! Speriamo che l’adesione sia potente…

    Volevo avvisarvi che anche a Bergamo ci si sta organizzando, e prossimamente ci sarà una manifestazione. Cercherò di farvi sapere, sarebbe bello partecipare numerosi anche in quella situazione.

    A proposito delle iniziative che partono dall’Università di Bergamo: c’è qualcuno di voi con una buona conoscenza di leggi? Se sì, si faccia avanti per una buona causa! ;-)

  • 22 Ottobre 2008 in 19:54
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    Uno dei meriti aggiuntivi di questa manifestazione è che è fatta da studenti e non è ideologizzata.
    Non sta sotto il cappello o sotto le bandiere di nessun partito – che basta vedere hanno compe più o meno gravi un poco tutti – (l’autonomia degli istituti da 500 a 900 alunni è un’idea non cassata dall’ex minsitro Fioroni che aveva “solo” firmato delel deroghe a questo imperativo)
    L’impegno che ognuno di noi deve avere (io nelle mie vesti anche di genitore) è informarsi e fare informazione, personale e puntuale – financo egoistica – con quei nostri vicini, conoscenti, amici che non si preoccupano dei danni devastanti di questa controRiforma [Veltroni oggi a radioanch’io e tg3 ha avuto l’ardire di definirla “sono solo dettagli” :-( ] o che non li comprendono.
    Con le manifestazioni ma anche un affiancamento, passo a passo per evidenziare cosa vuol dire maestro unico, cosa vuol dire una aualità minore di attenzioni e strumenti per il proprio figlio, cosa significa un tempo pieno mancante o di bassa qualità di minor ore di scuola, di maestre con competenze apprese solo da corsi di 200 ore svolti 3 mesi prima.
    Di togliere risorse economiche alla scuola, al sapere al futuro. Dei propri figli senon si vuole comprendere che li si toglie pure alla società.

    Se invece si vogliono trovare ancora motivazioni ideologiche e interlocutori di tale tipo
    mi sono fatto anche un’idea complementare.
    Intuitivamente si evidenzia che la ratio della ‘riforma’ non ha motivazioni economiche (per es. i soldi per mantenere l’abusivismo di rete4 si trovano) ma si inquadra in un disegno politico di progressiva privatizzazione di servizi essenziali (come anche la previdenza e la sanità).

    Tuttavia, e qui consentitemi di celiare ma poi non tanto, non tutto il male viene per nuocere : l’accelerazione delle privatizzazioni determina un incremento dell’impoverimento generale e della disperazione collettiva, ma anche, conseguentemente, un’accelerazione del processo rivoluzionario …:-) saluti

  • 24 Ottobre 2008 in 00:55
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    Vi posto qui sotto un documento molto interessante che era pervenuto qualche giorno fa alla mia casella mail. In internet sono riuscito a trovare la trascrizione completa del discorso, che è piuttosto lunga e arzigogolata e quindi noiosa, quello che segue è però un ottimo sunto.

    Buonanotte a tutti

    L’IPOTESI DI CALAMANDREI

    Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al m Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

    Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuoi istituire, senza parere, una larvata dittatura.

    Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che -alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami-sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

    Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’Occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico

    Pubblicato nella rivista Scuola democratica. 20 marzo 1950.

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