Rifiuto il rifiuto

Dopo la sbornia dell’estate scorsa con l’emergenza rifiuti in Campania sbattuta sulle prime pagine, il tema dei rifiuti per un po’ è sparito dai riflettori dei massmedia nostrani.
In questi giorni un paio di notizie hanno riportato i rifiuti fuori dalla discarica mediatica nella quale erano caduti.
La pubblicazione del primo rapporto sull’import/export di rifiuti da parte di FISE – Assoambiente mette in evidenza due aspetti: aumentano le scorie speciali inviate all’estero, data la carenza di impianti per il loro trattamento sul suolo nazionale; aumenta, anche se in maniera minore, l’importazione di rifiuti utilizzati dall’industria della trasformazione poiché il fabbisogno non è soddisfatto dalla raccolta nazionale. La poca efficacia della differenziata in Italia è evidenziata anche dalla classifica stilata da Eurostat nella quale compariamo al tredicesimo posto tra i ricicloni d’Europa con una percentuale dell’11% di immondizia correttamente separata.
La cronaca ci restituisce invece il sequestro degli inceneritori di Colleferro vicino a Roma: arrestate una decina di persone, l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, che manomettevano sistemi di monitoraggio, falsificavano certificati e vessavano gli operai per poter bruciare impunemente qualsiasi tipo di rifiuto.

A fine gennaio, in un incontro pubblico a Valmadrera, i nostri politici locali ed i vertici di Silea ci hanno rassicurato sulla gestione dei rifiuti e sul funzionamento del forno inceneritore nel nostro territorio.
Noi di QuiLeccoLibera eravamo presenti, abbiamo ascoltato attentamente e fatto alcune osservazioni.
L’assessore provinciale Molgora ha mostrato il nuovo piano rifiuti della provincia di Lecco. Siamo soddisfatti nel sapere che la nostra provincia è autosufficiente nella gestione dei rifiuti e che abbiamo raggiunto nel 2007 una percentuale di raccolta differenziata del 55,7% (nel 1995 eravamo partiti da un 20%), un po’ meno che nel 2011 probabilmente arriveremo solo al 62% e che in futuro aumenterà la quantità di immondizia prodotta nonostante la crisi economica attuale.
Le eccellenze presenti in altre parti d’Italia sono lontane…

Le dottoresse dell’ARPA ci hanno spiegato su quali norme legislative e principi scientifici si basano i controlli di loro competenza, rassicurandoci sull’efficacia delle misurazioni effettuate sia al forno sia sul territorio.
Purtroppo ai rilevamenti dell’inquinamento dell’aria non sono affiancati test sui terreni e sulle acque.

I vertici di Silea, il presidente Giovanni Colombo ed il direttore Marco Peverelli, hanno illustrato lo stato dell’arte dell’impianto. Tutti i presenti hanno rimarcato la volontà di mantenere la proprietà pubblica. Tra le novità in cantiere ci hanno colpito la collaborazione con il prof. Ghezzi del politecnico in una ricerca sulle nanoparticelle ; lo studio per realizzare un impianto di teleriscaldamento; l’utilizzo di acque non potabili.
Peccato non abbiano fugato i nostri dubbi circa l‘aumento di capacità di smaltimento raggiunta con i nuovi impianti (realizzati con investimenti pubblici), attualmente sottoutilizzati, e le richieste avanzate in Regione per veder riconoscere la nuova capacità. A quanto rivelato dall’ass. Molgora a La Provincia di Lecco l’11 febbraio anche dal Pirellone arriverebbero pressioni in questo senso.

L’ultimo intervento prima delle domande del pubblico è toccato al dott. Gattinoni dell’ASL: secondo lui gli effetti sulla salute dovuti al forno non sono più gravi di quelli derivati dall’inquinamento generico, anzi, abitudini di vita poco sane fanno più danni.
Le sue conclusioni derivano anche da un vecchio studio effettuato dalla sanità lecchese che non ha evidenziato particolari connessioni tra l’operato dell’inceneritore e l’incidenza su malattie come i tumori.

Sono cosciente del fatto che ora come ora non possiamo fare a meno del forno inceneritore, ma perché non sperare che tra 10 o 15 anni si arrivi ad una gestione differente dei rifiuti e ad una dismissione dell’impianto? Perché non iniziare ora ad intraprendere una lunga strada verso l’alternativa?
In questo senso vorrei porre alle autorità pubbliche competenti ed a Silea alcune proposte:
– Intraprendere una campagna informativa efficace, non solo nelle scuole me anche verso tutta la cittadinanza, per aumentare la quantità e la qualità della raccolta differenziata.
– Effettuare uno studio sulle caratteristiche dei rifiuti non riciclabili per capire quali azioni attuare per ridurli e smaltirli
– Promuovere nuove analisi, anche se non richieste dalla legge, sui terreni e sulle acque

Alessandro Riva

2 pensieri riguardo “Rifiuto il rifiuto

  • 7 Aprile 2009 in 11:24
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    Credo sia necessario spingere per effettuare delle analisi sui terreni e sulle acque di Valmadrera.

  • 8 Aprile 2009 in 19:44
    Permalink

    Direi che è incredibile che controlli sui terreni(orti) non siano previsti per legge!!
    Mi chiedo se gli abitanti limitrofi possono chiederli all’arpa o alle istituzioni competenti,se non erro le eventuali analisi dovrebbero essere gratuite!!

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