Clandestino Day, riunione aperta il 2 settembre

Avrete certamente seguito – chi su carta stampata e chi attraverso media alternativi – le recenti vicende di cronaca riguardanti l’emergenza italiana di nuovo conio: “preservare l’italianità” dal “morbo” rappresentato dai migranti. Specie se clandestini.

Gli animaleschi istinti della Lega Nord trovano ormai largo seguito in una considerevole fetta dell’opinione pubblica italiana. Vedasi la tranquillità sconcertante con cui s’è accolto il pacchetto Sicurezza.

Siamo addirittura arrivati al punto che il Vaticano e Fini (Gianfranco Fini, quello che durante le giornate del G8/massacro di Genova nel 2001 stette all’interno del centro di comando dei carabinieri a Forte San Giuliano a coordinare non si sa bene chi e per quale motivo, ndr) dettano il vademecum del buon oppositore al “razzismo” verde dal retrogusto berlusconiano. Al peggio non c’è mai limite.

La violenza fisico-mediatica con cui il Governo piduista di Silvio Berlusconi si sta scagliando sugli ultimi è qualcosa di intollerabile. La propaganda ipocrita prevede la ripetizione continua di fandonie abbastanza semplici da (far) imparare ai distratti:

1) La sinistra (quale poi?) è la solita mollacciona e lassista che giustifica sempre quei banditi degli immigrati. 2) Gli immigrati vengono qui per delinquere. 3) Gli stranieri (di pelle nera o romeni preferibilmente) rubano il lavoro ai giovani italioti prestanti. 4) Bisogna aiutarli a casa loro (ci pensa Gheddafi). 5) Sta scomparendo la religione cattolica in favore di tal Maometto: difendiamo le nostre radici!

La Lega ha sommato le fandonie, aggiunto un pizzico di paura percepita grazie alle tivvù di Regime, approfittato dell’ignoranza italiota ed ha partorito un mostro. La responsabilità però non può che esser di coloro che, consci della deriva bestiale che sta dissanguando ulteriormente questo Paese, continuano a finger d’abitare su Marte o Venere.

E’ necessaria una reazione da parte di quella società “civile” che ancora ha a cuore il principio di Eguaglianza e la difesa del Diritto. E che troppo spesso se ne sta zitta.

La rivista “Carta” ha lanciato un appello: fare del 25/9 il “Clandestino Day”.

Che non si riduca ad una giornata fine a se stessa. Che non sia un grido di protesta isolato. Che non rappresenti un rantolo. Che sia invece l’inizio di una reazione pacifica di chi difende gli ultimi, i vinti, e sa distinguere l’Umanità dalla crudeltà. Un primo passo per approfondire questo complicatissimo tema anche nella sonnolenta città di Lecco. Senza pregiudizi.

Non c’è Sicurezza senza Diritti.

Mobilitiamoci. Dando concreto significato al ruolo centrale che spetta ad ogni cittadino consapevole. Organizziamo anche a Lecco un momento, che segni l’inizio di un percorso di sensibilità su questi temi, in occasione del 25 settembre. Sono necessarie le idee, gli spunti, le proposte di ciascuno di voi.

Per questo, insieme agli amici Mariacarla Castagna e Paolo Trezzi, vi invitiamo a partecipare convinti:

MERCOLEDI’ 2 SETTEMBRE, ORE 21 CAMERA DEL LAVORO DI LECCO, VIA BESONDA
RIUNIONE APERTA ALLA CITTADINANZA IN VISTA DEL “CLANDESTINO DAY” IN PROGRAMMA IN TUTTA ITALIA IL 25 SETTEMBRE PER RACCOGLIERE DI IDEE, SPUNTI, INIZIATIVE E CONTRIBUTI.

PS: Alla riunione di mercoledì non ci sarà nessun “organizzatore” e nessun “ospite”. E’ un’iniziativa ancora da costruire, tutti insieme!

Mariacarla Castagna, Paolo Trezzi, Duccio Facchini

21 pensieri riguardo “Clandestino Day, riunione aperta il 2 settembre

  • 31 Agosto 2009 in 19:15
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    Definire “italioti” tutti noi dimostra il disprezzo che avete della vostra lingua e della vostra cultura.
    Che poi la rinneghiate o meno, questo non importa.
    Ma tant’è, per forza di cose il vostro “terzomondismo” prima o poi doveva mutare in un razzismo anti-italiano.

  • 1 Settembre 2009 in 08:58
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    DestraLecco, BALLE!
    Il sito non ha certo bisogno della mia maldestra difesa d’ufficio. Scrivo per stigmatizzare il tipico atteggiamento da impotenti che, consapevoli della pochezza delle loro posizioni, si preoccupano anzitutto di schierarsi dalla parte degli offesi.
    Non c’è offesa, invece, nel definire con estrema cortesia “italioti” coloro che pensano che esistono le “razze umane”. Questa posizione del tutto infondata dimostra, in chi la sostiene, il rifiuto della ragione: quindi per traslato, iperbolicamente, la scelta consapevole di attestarsi su un livello che ha più a che fare con il mondo animale che non con l’umanità.
    Sempre disponibile al confronto sulla base delle più elementari acquisizioni della ragione, confermo l’impossibilità materiale di ragionare con chi fonda la forza degli argomenti sull’urlo e sulla violenza.

  • 1 Settembre 2009 in 20:22
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    Al di là dei commenti fin qui sguaiati ( ma perchè poi si debbono perdere volgarmente le staffe, quando si può cavalcare qualsiasi opinione tenendo le redini del discorso? ), vi propongo un’opinione.
    Quello dell’immigrazione è un problema che esiste o non esiste? Io penso che esista e che non si risolva con degli slogan. Bisognerebbe saper spiegare in che cosa consistono i problemi dell’immigrazione e quali risposte potrebbero trovare. In ogni caso gli ingressi e la permanenza a diversi titoli nel nostro paese devono ovviamente avere una regolamentazione legale. Quale sarebbe più opportuna ? E comunque ci sarà sempre una linea di demarcazione ,un confine fra ingressi e permanenze legali e ingressi e permanenze illegali , perchè non c’è la possibilità di un trattato di Schengen con il mondo intero. Quindi si tratterebbe anche di dire quali si pensa che dovrebbero essere le conseguenze legali dell’illegalità di ingresso e permanenza? Come si potrebbe intervenire? L’asilo come può essere chiesto? In che modo e a quali condizioni lo si può concedere? Finchè non si elaborerà una proposta complessiva convincente che risponda effettivamente ai problemi dell’immigrazione, avrà buon gioco e vincerà la demagogia.
    Ultima osservazione. Clandestino , anche se il termine è più romantico, significa ingresso e / o permanenza illegale . Si può fare l’elogio della illegalità o sostenerla? Perchè poi “Day” , espressione ormai piuttosto inflazionata ? Non è meglio un titolo del tipo “Immigrazione e solidarietà” ?

  • 1 Settembre 2009 in 20:35
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    Mi permetto di farti presente caro acido che sono finiti i tempi in cui potevi salire sul tuo piedistallo di cartone e dare lezione di morale a tutti.
    Ora mi spiace ma sei costretto al confronto, la tua posizione di partenza vale quanto la mia.
    Non ci sono più rendite di posizione, non hai più un primato morale che ti permette di bollare le mie opinioni come frutto dell’ignoranza e del male assoluto. E’ tutto finito, inghiottito nel grande buco nero del nichilismo, non te ne sei accorto?
    Forse è il tuo inconscio non lo vuole accettare, ma la cultura di sinistra è in ritirata ovunque, e la cosidetta egemonia è solo un vecchio ricordo sbiadito.
    Quindi, se hai qualcosa da dire, vedi di entrare nello specifico, là dove io critico l’uso razzistico della parola “italioti”, mi aspetto delle obiezioni precise e circostanziate.
    O forse non hai niente da dire?
    O non avrai mica torto?

  • 2 Settembre 2009 in 13:13
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    Leggo : su questo blog non sono consentiti : linguaggio offensivo, turpiloquio…diffamazione ecc….
    Nel vostro articolo non si legge altro : ipocriti, fandonie, deriva bestiale, italioti, governo piduista, ecc…

  • 2 Settembre 2009 in 14:23
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    Ciao Vittorio, ti ricordo che il regolamento che accetti postando è relativo ai commenti.
    Ogni articolo ha una firma, quindi un volto: trasparenza e responsabilità per quello che scriviamo.
    Detto questo, ti invito a scrivere commenti inerenti al post.
    Sorrido, al sapere che anche per te “governo piduista” non è un complimento.

  • 2 Settembre 2009 in 14:37
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    Tralascio le spassose “osservazioni” di Marco De Bono. Non perché ne sottovaluti l’elaborazione di fondo (“terzomondismo”, spettacolare!), quanto invece per il rispetto che si deve alla questione e alla problematica.

    Laviano invece merita chiarimenti. Se avessimo ritenuto il problema dell’immigrazione un falso storico o una bufala mediatica l’avremmo denunciato. Oppure avremmo speso tempo per altro. Per questo motivo sì, personalmente ritengo un problema enorme quello dell’immigrazione. A differenza di certi comportamenti partiticamente trasversali, però, sono abituato a rovesciare l’argomento. Per chi rappresenta un problema? Per le nostre “radici”? Per la “nostra lingua”? E poi chiariscimi: perché queste persone abbandonano la propria realtà per gettarsi al buio verso – nel caso di cronaca recente – i confini europei? D’accordo sull’immobilismo circostante. D’accordo, questo lo dico io perché tu hai tralasciato, che il Centro sinistra abbia remato pro Lega in questi anni. D’accordo che sia necessaria una procedura seria per il diritto d’asilo.
    Nessuno nega che delle regole debbano esser poste per affrontare il problema. Non mi affascina la semplificazione.
    Il problema di fronte è però un altro. E’ accettabile che un paese calpesti trattati, convenzioni, norme comunitarie (seppur siano labili e diplomaticamente nulle) e – prima degli altri – Diritti di PERSONE nel nome della “nostro” contro il “loro”? E’ altrettanto digeribile che i pochi fortunati vengano stipati in lager (prevedo la critica di De Bono: li ha istituiti la Turco-Napolitano col Cs. Suprema vergogna!)? Forse perché il prodotto del nostro Sviluppo ci rende così feroci?! Forse perché la povertà è bene, perché ci permette lo status che abbiamo, ma gli ultimi rappresentano il male?! Non lo so.
    Clandestino. Ripeto: clandestino. Elogio dell’illegalità? E chi l’ha detto? Bossi? Che significa? Esiste la disobbedienza civile, esiste la coscienza critica. Se accettassimo supinamente tutte le leggi o i cavilli contenuti occultamente in testi normativi diventeremmo servi orbi. Secondo il tuo ragionamento, secondo l’assunto che “ciò che è proclamato illegale diventa concretamente illegale”, beh, permettimi di rabbrividire.
    Esistono leggi straordinarie e importanti così come esistono leggi orrende (frutto spesso e volentieri di golpe) spacciate per soluzioni.
    Dico tutto questo non tanto per un istinto anarcoide, quanto per il rispetto che si deve all’intelligenza. Io non ritengo un criminale un vinto. Non so se mi sono fatto capire.
    Il “Day” l’ha lanciato Carta. Anche io ero scettico.

    Vittorio Maggi, mah. Il Capo del Governo è stato iscritto alla P2 ed è stato condannato pure per falsa testimonianza a riguardo (poi amnistiata). Tessera 1816 ritirata nel gennaio del 1978. Ipocriti: beh guarda un po’. Non sono io quello che predica sobrietà ed equilibrio e poi si riempie casa di aspiranti veline o “escort” di classe. E lo stesso si potrebbe dire degli alleati (Lega Nord e le 11 domande sulle collusioni tra Berlusconi e Cosanostra; Fini e le “comiche finali” del ’08). Italioti (che ha fatto tanto indignare il “nostro” De Bono): italiani che subiscono silenziosamente lo sfascio della Democrazia italiana. Di più: italiani che s’alimentano tutti i giorni di idiozie piuttosto che curarsi del circostante. Puntualmente però son sempre i primi a lagnarsi e farsi interpreti del “vergogna!” urlacchiato a casaccio. Come perfetti idioti. Italioti. Non sono la maggioranza, per fortuna. Il problema è che la maggioranza tace.

    Duccio Facchini

  • 2 Settembre 2009 in 14:56
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    La comprensione del testo di Marco De Bono non dev’essere molto elevata dato che nessuno usa il termine “italiota” in senso razzista…solo un modo per esprimere estremo dissenso, con un pizzico di satira, nei confronti di chi(e per fortuna non si parla di un’intero popolo, o meglio, non ancora) esalta i temi, dal sapore fascista, della c.d. “italianità”.
    Nessuno nega che l’immigrazione e lo scontro tra culture differenti sia un problema che vada trattato. Ma sembra che sul tavolo dei temi da discutere del belpaese spesso figurino i sassolini e la sabbietta mentre i grandi massi siano fuori dalla finestra, visibili ma costituenti oramai il nostro italianissimo paesaggio, a cui oramai tutti sono abituati (uno fra tutti, la mafia e la sua mentalità, ma anche una crisi economica negata davanti all’evidenza). Senza fuori uscire dal tema, in Europa l’Italia non è certo il paese con più immigrati e i dati parlano chiaro. Non sembra proprio una delle nostre priorità risolvere questo “problema”. Diventa un problema se, però, alcuni esponenti dell’attuale governo cominciano a sventolare l’odio razziale e ad indicarlo come la fonte di tutti i mali. D’altra parte la storia ci insegna questo: davanti ad una crisi economica devastante fanno sempre presa i temi del nazionalismo e della difesa della propria identità. Vediamo di non caderci di nuovo, Marco.

  • 2 Settembre 2009 in 15:35
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    Ciao, è un pò che non vengo sul blog e devo dire che mi fa molto piacere trovarvi il lancio di questa iniziativa. Oggi non sarò presente ( né io né i GDLecco ) perché saremo ad Osnago per chiudere i preparativi della Festa Democratica che comincerà domani; in compenso farò presente la giornata del 25, ma non è questo il punto.
    L’Italia ha un sacco di difetti ma la politica sull’immigrazione non è un difetto, è un atto criminale, un omicidio volontario.
    Si accusa la sinistra ( e dice bene Duccio quando si domanda “quale sinistra?” ) di buonismo, ma non è la sinistra ad essere buonista quanto la destra ad essere assassina. Perché un conto è mettere dei paletti e farli rispettare, dicendo molto chiaramente che chi l’immigrato che commette un reato prima viene punito in Italia e poi viene rimandato al suo paese, ed un altro è cacciare in Libia senza porsi troppi problemi donne incinta, bambini e più in generale esuli di guerra. Perché si tratta di una percentuale di circa il 5-7% (se non mi sbaglio) dell’immigrazione totale quella che arriva via gommone, gli altri ( quelli che possono ) prendono l’aereo.
    Noi, al posto di accoglierli e chiedere un lecito aiuto all’UE ( o al posto di intervenire militarmente nelle zone di crisi – Darfur e confine Etiopico/Eritreo ), li spediamo in Libia, dove vengono incarcerati (perché quelli libici non sono centri di accoglienza ma lager), in cui le persone non hanno da bere e da mangiare sotto il caldo del deserto, lle donne vengono stuprate, ci sono maltrattamenti di varia natura. Questo è disgustoso e fa ancora più schifo che un presidente del consiglio ( unico nel mondo occidentale ) vada ai festeggiamenti di un dittatore ( per altro islamo-comunista ) per ribadire l’amicizia fra i due paesi.
    Soprattutto, ci si lamenta dei clandestini ma abbiamo una legge ( la bossi-fini ) che produce clandestinità, quindi viviamo nel paradosso di avere una legge che produce clandestinità ed una che punisce l’essere clandestini; cornuti e mazziati. Ah, e ovviamente, siccome al governo abbiamo persone molto intelligenti, ci spendiamo un sacco di soldi, perché gli immigrati, divenuti clandestini, denunciati ( o anche autodenunciati ) devono essere portati al paese d’origine con pagamento del biglietto aereo e scorta. CAI ringrazia ( almeno hanno qualche passeggero ).
    Eppure non ci vorrebbe molto, basterebbe poter punire i criminali per ridurre il crimine, basterebbe introdurre educazione civica ed interculturale per vivere le diversità, basterebbe che i politici non rincorressero gli istinti popolari ma proponessero un’idea per levarci dal presentismo.
    Certo, è tutto molto difficile, soprattutto se manca il coraggio per farlo.

  • 2 Settembre 2009 in 19:05
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    L’argomento interessa, anche perchè attuale e tocca tutti.
    Io penso che l’immigrazione sia diventato un problema grave perchè, come al solito, l’incapacità di chi ci governa (tutti quelli che son passati negli ultimi 20/30 anni) non ha prodotto risposte concrete ed efficaci ad un fenomeno vecchio come il mondo (almeno questo ho imparato dai libri di scuola con le migrazioni, le conquiste, le colonizzazioni ecc.).
    Approvo l’osservazione di Laviano sulla legalità: anche in questo caso, se in Italia si facessero rispettare le leggi (non da ora, ma da decenni!) forse l’immigrazione non sarebbe diventato il pretesto per creare politicamente “il nemico da combattere”.
    Ha ragione Duccio a riflettere sull’origine del malessere che spinge le persone verso l’ignoto.
    Io ribalto il ragionamento su noi stessi: lo straniero che viene a vivere vicino a noi, che lavora con noi, che mangia con noi ci obbliga a confrontarci con la paura del diverso. E non tutti sono all’altezza della sfida.

    “La verità è che è più facile odiare che vergognarsi”

  • 2 Settembre 2009 in 20:38
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    Il problema dell’immigrazione è davvero un problema molto complicato. Ci vorrebbe un lungo discorso e bisognerebbe avere e analizzare molti dati. D’altra parte è così. E dei problemi complessi bisogna avere una visione complessiva, perchè altrimenti si rischia di assumere una parte per il tutto.
    Alcune cose sintetiche si possono dire. Il problema dell’immigrazione intanto ha due grossi capitoli distinti:
    quello dell’immigrazione legale e quello dell’immigrazione illegale.
    I problemi dell’immigrazione legale riguardano i problemi dell’integrazione e del rispetto delle leggi
    (questo problema riguarda evidentemente persone extracomunitarie che hanno regolari documenti di provenienza , permesso di soggiorno e intenzione di acquisire la residenza ed eventualmente poi la cittadinanza , perchè è evidente che è molto diversa la situazione di chi invece per turismo,lavoro o studio soggiorna legalmente in Italia ,ma con l’intenzione di ritornare , dopo un periodo nel proprio paese).
    Altri sono i problemi dell’immigrazione illegale: in qualsiasi paese ove esistano delle frontiere lo straniero deve entrare attraverso i valichi di frontiera previsti , con un passaporto ( o documento equivalente secondo i trattati), dichiarando i motivi dell’ingresso ( che possono richiedere un visto preventivo da ottenersi presso le autorità consolari. Chi entri “clandestinamente” ovvero illegalmente senza passare attraverso i valichi di frontiera , con o , peggio, senza documenti , viola la legge, cioè commette un reato. Potrebbe essere diverso da così? Non vedo come.
    Si potrebbe assumere una norma tale per cui chiunque possa entrare e stare quanto vuole anche senza avere documenti (quindi senza che neppure la sua identità e la sua provenienza siano riconoscibili) ? Sarebbe assurdo. E’ vero che la maggior parte degli immigrati illegali entra legalmente adducendo motivi
    turistici ( e giungendo per lo più negli aereoporti o attraverso i valichi di frontiera all’est) : questi “turisti” poi , scaduto il periodo di soggiorno turistico previsto (credo 3 mesi), nè ne chiedono il rinnovo , nè se ne ripartono, bensì si danno a una permanenza illegale, talvolta rendendosi privi di documenti in modo che , se fermati, non si possa sapere nè identità, nè paese di provenienza. Che si fa in questi casi? E’ un problema? Io una risposta pronta non ce l’ho, ma penso che bisognerebbe trovarla.
    Mi fermo qui, almeno per ora. Consapevole di aver esplicitato una minima parte delle questioni.
    Ma è proprio per non voler risolvere in poche parole problemi così vasti, bensì per esemplificare come le questioni sia molte e di difficile soluzione, ma anche per sottolineare il fatto che delle soluzioni bisogna proporle, secondo me, non limitandosi ad affermazioni e postulati generici.
    Dico questo perchè sono d’accordo che le attuali “soluzioni” siano inadeguate e a certi livelli anche grezze e irrispettose dei diritti umani, ma a Milano si dice “piutost che nient, l’è mei piutost” , e penso che questa sia la grossolana ragione per cui la gente plaude anche la demagogia. In questo ,come in altri casi, dove il niente
    della proposta politica è perdente.

  • 3 Settembre 2009 in 00:55
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    andrea longoni dice cose interessante e giuste.
    Evita di rispondere però alla dmanda di Duccio. Quale sinistra?
    Perchè non si può indignare sulla Libia e tacere sulle parole di Fassino sullo stesso argomento che riporto:

    «OCCORRE contrastare l’immigrazione clandestina, soprattutto il traffico di migranti. Bisogna, prima di tutto, chiedere al governo libico di rispettare gli accordi sottoscritti, che impegnano questo governo a pattugliare fattivamente le coste e avere un’azione di contrasto efficace» Piero Fassino

    Se vuoi un esplicito commento del’on Codurelli che ha votatoa favore del trattato di amicizia Italia Libia
    ecco la motivazione “… responsabilmente, non si poteva votare contro un trattato che chiude un contenzioso con la Libia che
    durava da mezzo secolo, e che nel frattempo si era arricchito di nuovi problemi non eludibili, come quello
    delle migrazioni clandestine.
    Non si poteva non riconoscere in atti ufficiali la responsabilità storica del colonialismo e dell’aggressione
    fascista nei confronti dei libici; non si poteva non indennizzare le distruzioni e i centomila morti. Nello stesso
    tempo perché non riconoscere come positivi, in un quadro generale che ci deve vedere protagonisti nei
    processi di distensione nell’area del Mediterraneo, il comune impegno per stroncare la tratta dei migranti, gli
    accordi di cooperazione e di scambi culturali ed economici?

    Vuoi quella del Senatore Rusconi?
    Eccola:
    Gentile dr. Trezzi, sul Trattato Italia-Libia, conformemente al mio Gruppo parlamentare, ho
    votato a favore.
    Comprendo come il periodo di crisi economica che l’Italia sta attraversando faccia apparire
    particolarmente grave l’impegno economico implicato dalle compensazioni previste dal
    Trattato, ma altresì ritengo che il Paese non possa sottrarsi a tale risarcimento, volto a
    sanare uno storico conflitto e a riparare alle riconosciute responsabilità delcolonialismo
    italiano.
    Peraltro, le segnalo poi che come Gruppo PD abbiamo inoltre presentato alcuni
    emendamenti volti a garantire alle imprese italiane di esigere i crediti che legittimamnete
    vantano nei confronti del Governo libico, per lavori eseguiti dal 1970 al 2002, e che a
    tutt’oggi non hanno visto ancora minimamente riconosciute le loro legittime aspettative.
    Nell’auspicio di aver soddisfatto le sue richieste, mi è gradita l’occasione per porgerle i
    miei più cordiali saluti. sen. Antonio Rusconi

    Il centrosinistra ha la colpa mortale di aver dato avvio alla caduta dei diritti dei migranti
    aprendo la strada a porcate ancor maggiori fatte da questa destra.

    Non riconoscerlo, non dirlo, non ammetterlo è una complicità che scredita la valenza del resto della tua analisi.

    paolo trezzi

  • 3 Settembre 2009 in 21:37
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    Caro Trezzi, ho riproposto proprio la domanda perché anche io non so bene che risposta dare. Il Partito Democratico si è perso, non è capace di dare un’idea di mondo, un progetto per il futuro. O meglio, c’è un’idea di fondo ma i dirigenti la temono, perché implica che ad un certo punto debbano andarsene; così preferiscono il presente fine a se stesso, altrimenti ( e questo l’ho detto anche a Fassino ), non si capirebbe per quale motivo parlare di alleanze con l’UDC al nord. L’unica risposta che mi si può dare è : per provare a vincere; senza tuttavia dirmi cosa fare dopo che si è vinto.
    Metà del PD votò quell’accordo che in alcune sue parti ha anche senso ( non ci tiriamo paturnie per accordi commerciali con la Cina, ad esempio ) ma era INVOTABILE per i soldi che dobbiamo sganciargli come contropartita per un controllo dei (LORO)mari che tanto non faranno, oltre che ovviamente per le condizioni cui andranno in contro ii clandestini che vengono beccati.
    Hanno fatto una minchiata e quando scoprii che lo votarono mi incazzai come una iena e scrissi un articolo infuocatissimo sul mio blog ( che ovviamente non conta un clacson, però intanto l’ho scrissi ) .

    Non ho capito la “colpa mortale”; di certo sono state fatte delle sciocchezze e di certo manca una visione politica sull’immigrazione, tanto che nei due anni del governo prodi non fu toccato l’argomento Bossi-Fini.

    Comunque Trezzi, non preoccuparti, io prendo le difese solo di chi ha bisogno di essere difeso, di certo non degli onorevoli .

    Personalmente credo che sarebbe molto più efficace mandare l’esercito nelle zone di confine fra Eritrea ed Etiopia e fare un’ operazione di peace building in Darfur; sarebbe l’unico modo per arrestare quel tipo di immigrazione dei disperati ed occuparsi veramente di loro . Il processo di miglioramento dei rapporti nel mediterraneo e di sviluppo di una nuova zona di mercato sempre più libero è “cosa buona e giusta”, e purtroppo gheddafi è il presidente dell’Unione Africana, quindi di certo non si può far finta che non ci sia. Anche Tony Blaire cominciò ad attaccar bottone per aprire un canale per lo scambio del gas. La cosa scandalosa però non è la parte economica, quanto l’affidamento che facciamo sulla Libia e su Gheddafi in particolare e la figura di merda che fa l’italia a livello internazionale accontentando le voglie di un re pazzo (berlusconi in questo è maestro, lo fece con bush e con putin – e pensammo che avesse toccato il fondo :S ) , dal quale non a caso tutti si tengono ben distanti.

    Personalmente, tolta la parte sul controllo dei confini e sulla non cessione delle basi agli USA in caso di conflitto USA-Libia, l’avrei votato pure io.

    Chiudo dicendo che abbiamo fatto il Partito Democratico apposta per accogliere diverse posizioni. C’è stato chi ha pensato ( per me sbagliando, e di brutto ) che un accordo con la Libia sarebbe stato utile, e hanno sbagliato. Fortunatamente l’altra metà del gruppo parlamentare non ha votato.
    Vi chiedo un favore, venite a votarmi Marino alle Primarie di Ottobre, così mi eliminate almeno la Binetti http://www.ignaziomarino.it , sia mai che riusciamo ad avere un Partito Democratico che sia anche Democratico ;)

  • 3 Settembre 2009 in 21:54
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    Caro Andrea Longoni, mi pare che il tuo sia uno sfacciato opportunismo politico e stavolta questa critica te la becchi anche da destra.
    Ora che siete costretti all’opposizione ti schieri a favore dei “migranti”, quasi stracciandoti le vesti di dosso, quand’anche superando a sinistra quelli di Rifondazione. Eppure tutti ricordiamo che una volta al governo, posti di fronte al problema non avete esitato ad istituire i famigerati (beninteso famigerati non per noi) CPT, e la legge turco Napolitano del 1998 prevedeva “l’allontanamento immediato dei clandestini intercettati”.(sic!)
    Non solo il sistema delle quote l’avete introdotto voi, così come il meccanismo dello sponsor.
    La stessa programmazione e gestione dei flussi era prevista dal disegno di legge Amato-Ferrero del 2006,
    laddove siete stati voi e (dico voi!) per primi a chiedere la predisposizone di liste di candidati nei paesi di partenza in base al grado di conoscenza dell’italiano!
    E poi scusa se giro il coltello nella piaga, ma gli sgomberi dei campi Rom a Bologna e Pavia chi li ha fatti?

    Mi permetto allora di darti un consiglio da un giovane che fa politica a un altro: meno pressapochismo, e più coerenza perchè alla fine l’elettore non è un coglione e sul tema della sicurezza vi siete giocati le elezioni e ve le giocherete ancora.

    Riguardo a te Facchini, mi pare che la risposta resti alquanto fumosa, non entrando nel merito. Parli di regole, di paletti che devono essere giustamente messi, ma non dici quali e neppure dove.
    E’ vero che non lo si può nemmeno pretendere da chi ha scelto di fare dell’antipolitica il suo cavallo di battaglia, ma sappi che così facendo la tua critica diventa fine a se stessa e si risolve nel nulla.

  • 4 Settembre 2009 in 10:20
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    scusa De Bono ma dove hai visto che mi sono messo a difendere la mia parte politica ? ho anche detto che non hanno idea di una politica sull’immigrazione!
    Il mio strapparmi le vesti (perché ti garantisco che l’attacco ai più deboli mi fa così incazzare che mi strappo pure le vesti – i capelli no ma sono perché ho paura di perderli- ) deriva dal fatto che ho conosciuto molti bravi ragazzi e brave ragazze, arrivati quì ( o nati quì ma comunque sottoposti ad un regime di non cittadinanza ) che si vedono ogni giorno di più sottrarre un pezzettino di opportunità, solo per il fatto di non avere un genitore con cittadinanza italiana. Non mi sembra giusto, anzi.
    Se poi ci aggiungi un patto omicidia come quello che stipulato con la Libia.
    Rifletti bene sul combinato fra legge Bossi-Fini e reato di clandestinità, e capirai molto bene quello che intendo.

    Gli sgomberi dei campi rom sono un’altra faccenda che non c’entra nulla con l’immigrazione di cui stiamo trattando, perché si tratta spesso o di cittadini Italiani o di cittadini Europei, e quindi comunitari, di cui io non ho parlato. Se vuoi la mia opinione in merito, te la posso anche dare; creare delle zone controllate, istituire un’agenzia che li aiuti a trovare un lavoro, obbligarli a mandare i figli a scuola, trattanrli con la consapevolezza che sono un gruppo facilmente colto da devianza, sia per ragioni opportunistiche, che economiche, che culturali. Per quel che riguarda lo sgombero di Bologna, la cosa fu meno cattiva di quanto rifondazione non la fece sembrare, lo sgombero fu disposto da Cofferati perché quell’accampamento era situato in una zona soggetta ad allagamento ( meglio sgomberati o portati via dal fiume ? ). Non conosco la situazione di Pavia, quindi non la commento. Personalmente sono abbastanza duro sul punto, soprattutto perché credo che far rispettare la legge vuol dire dare l’opportunità di integrarsi. Ciò non toglie che la questione rom ( che poi è sbagliato parlare di questione rom perché il quadro è un pò più complesso ) è altra dall punto in questione, ed è altra dal problema della politica omicida del governo.

  • 5 Settembre 2009 in 11:02
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    C’è a Lampedusa, sullo scoglio più alto, perché possa essere visto dal mare d’Africa, una porta. La Porta dell’Accoglienza di Mimmo Paladino.
    E’ una grande sagoma nella cui struttura è cementata la tragedia del nostro secolo: scarpe, solchi, reti, ciotole, pesci, affondi. Esodo di migliaia di migranti.

    La sagoma di quella Porta sta allo sbaraglio dei venti, delle onde e della salsedine. Pertugi l’attraversano, squarci l’aprono verso il mare. Finestre senza serramento, chiavistello, la forano.

    Solitaria sulla rupe, racconta l’Europa che dovrebbe.
    L’augurio che fa a se stessa: essere soglia spalancata, protesa fin dentro le acque a ripescare vite, ridare fiato a chi l’esaurisce nel “cavo delle onde”. Europa che ti riacciuffa quando il molo d’imbarco è senza timbro d’attracco.

    Quella porta è per noi.
    Attraverso quella porta l’Europa si decide, si sceglie.
    E’ un resto, rado scampolo d’umanità.

    Una porta aperta su entrambi i lati, perché nemmeno uno dei viandanti, d’Europa, d’Africa, qua e là di acque, si perda, disperda.

    Una porta è un passaggio, in una porta non ci si sta, vive.

    Ma varcare una porta è sempre abbassarsi, come racconta quella della Natività di Betlemme.
    Entri e ti devi chinare. Riesci, e devi di nuovo inchinarti.
    Si per entrare, ma pure per uscire, per passare una soglia, il movimento è uno solo: inchinati. Rendi omaggio.

  • 5 Settembre 2009 in 18:31
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    Sai bene, caro De Bono, che la favoletta dell’antipolitica in questo caso non funziona. Non funziona perché la vera anti-politica è rappresentata da chi la Politica l’ha occupata – e continua ad occuparla – costringendola a mostrarsi in una miriade di clientelismi e favoritismi più simili a logiche mafiose che a normali logiche di partito.

    La prima osservazione è quindi di metodo: non dispensare lezioni di morale o millantare di cantarla ad un potere di cui, seppur in un ruolo marginale ma complice, sei parte organica, facendo parte de “La Destra”. Lo stesso partito che a livello locale ha appoggiato la riscossa della parte più bigotta della città. Caso vuole che, sul blog di cui ti fai megafono, quello stesso Potere – che il partito (di cui fai parte) appoggia quando occorre – risulti uno dei principali bersagli di proto-riflessioni a metà tra la barzelletta e la tragedia.
    Brutto vizio dei moderni neofascisti “italioti” (sic!). Recitare come un disco rotto quattro filastrocche, asciugarsi lacrime di coccodrillo di fronte al grande gerarca autore di diari patacca recitati dall’”ambasciatore di Cosanostra al Nord Italia” e commuoversi di fronte al saluto fascista della Rossa più amata: la Brambilla. Quanta confusione. Così apparentemente puri e così materialmente ipocriti. Ai blocchi di partenza quando si deve strillare l’inno di Mameli o sventolare il “tricolore” e poi, a orecchie basse, al guinzaglio di chi con quell’inno e con quella bandiera poco vuol avere a che spartire. E poi ancora sull’attenti quando l’amichetta di Briatore inneggia all’italianità tra un festino al Twiga e una capatina da Hermes. Nonostante il risciacquo mediatico – tra un libricino di Pansa e una lettura commossa di Dell’Utri nel salotto di Vespa – i neofascisti (o meglio: fascisti) della porta accanto non perdono colpi. Via quindi di imbecillità solenni sulla “pelosa carità” delle “vecchie zingare” importune e pedanti. Nel blog del partito di cui De Bono fa le veci s’afferma poi che uno studio scientifico ha dimostrato che una “vecchia zingara” che “finge di morire” e che “allunga bramosa la mano” per elemosinare guadagna dai 70 ai 90 euro al giorno. Peccato che non li spenda per un Bellini al Billionaire dell’ex capetta di De Bono.

    Seconda osservazione: il merito. Le mie risposte sono fumose? Sta di fatto che le tue son più concrete: giustificare brutali respingimenti e disumani assassinii soltanto perché l’italianità va difesa dalle “pelose carità” di certi sbandati. Come se il problema immigrazione si potesse riassumere in quattro battute. Lo ripeto: io la ricetta ottimale non ce l’ho e non avrò di certo la presunzione di pretenderlo. Certamente non posso star immobile quando vedo una società che accetta supina la morte di un essere umano solo per aver garantito quello spiccio “benessere” di cui l’egoismo consumistico degli ultimi venticinque anni (soprattutto) c’ha avvelenati. Io non respingerei, caro De Bono. Io non stringerei patti con Colonnelli gonfi di petroli così come di persone rinchiuse arbitrariamente in carcere. Io non rinchiuderei esseri umani in CIE (o CPT) come fossero merce in surplus in attesa di nuovi “mercati”. Non sono proposte? E’ fumo? E’ anti-politica?
    Sono domande retoriche, ovviamente. So bene che De Bono, scottato dalla dipartita della padroncina Santanché, è troppo impegnato a combattere le oligarchie plutocratiche in compagnia di Storace.

    Duccio Facchini

  • 7 Settembre 2009 in 18:55
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    Solo qualche giorno fa ho visto un film trasmesso da La7 il 5 giugno in occasione della Giornata Mondiale della Terra dal titorlo 2075: Il Clima che Verrà.
    Si tocca anche il tema dell’immigrazione e si narra della costituzione nei territori più a nord dell’Africa di campi di selezione per gli aspiranti migranti verso l’Europa. Si vedono i giovani pretendenti sottoposti a severi test medici, fisici e di intelligenza. Vengono identificati con una sigla tramite l’impianto di un chip sotto pelle. Chi ha successo viene messo su un treno diretto in Europa, gli altri rimandati indietro e condannati alla vergogna di avercela fatta. Trattati come semplice merce umana che ha valore solo se utile come forza lavoro nei paesi più ricchi.
    Molte volte la fantascienza ha anticipato i tempi…
    http://www.youtube.com/watch?v=ArfqpvdiORk

  • 13 Settembre 2009 in 22:43
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    Bisogna aiutarli a casa loro…sacrosanto!!

    Ma,porca putt..miseria,lo dicono loro stessi( gli immigrati integrati,intendo ),che vanno aiutati nel loro paese,che devono essere in grado di vivere in modo decente dove sono nati.

    La solita cultura di sinistra non portera’ da nessuna parte,se non la solita commistione con la Chiesa( ma che aprano le porte del Vaticano,se si lamentano della poca cortesia con i clandestini ),che ha partorito nei decenni il famigerato Catto-comunismo,una cosa disgustosa anche solo da pronunciare…
    Meno male che c’e’ la Lega…

    p.s.: Lecco libera…ma da chi?

  • 16 Settembre 2009 in 17:10
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    Ma fare la gara a chi è più puro e duro vi piace tanto?
    Dite di voler risvegliare la sonnolenta Lecco ma perchè non coinvolgere in una manifestazione come questa associazioni, gruppi o parti sociali che su questo fronte lavorano e sono in prima linea?
    Solo perchè non sono abbastanza radicali? O non abbastanza pure?
    Avere tra gli organizzatori sigle di associazione composte da una o due persone è più importante che aprirsi a un confronto su chi è posizioni diverse dalle vostre?
    Perchè andare in piazza allora? Per contarsi? Per far vedere quante gente siete capaci di portare? Per far prendere aria – come sempre accade – alle bandiere rifondazione?
    Sacrosanta la protesta. Ridicola la messa in pratica.

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