Contro il Golpe: tutti in piazza

Il Decreto Legge “interpretativo” messo a punto dal Governo è un attacco oltraggioso alla Democrazia nel nostro Paese. Non che prima l’aria fosse respirabile. Questa manovra “ad listam” nulla ha a che spartire con il voler restituire diritti. E’ una barbara ed eversiva maniera per cancellare in qualche modo un “pasticcio” creato dalle tensioni interne ad un unico partito, il “Popolo della Libertà”. Libertà sì, di stravolgere le regole, crearne altre ad hoc per salvaguardare l’impunità del gerarca, colpevolizzare le minoranze e premiare le menzogne e gli affari sporchi di colletti apparentemente intonsi.
E’ un punto di non ritorno questo Decreto Legge. Alla faccia degli alleati detti intransigenti della Lega Nord. Come al solito costretti a cambiare idea nel giro di qualche ora. Atteggiamento tipico di chi continua a spacciarsi per spina scomoda all’Impero berlusconiano.
Questo Decreto Legge non è giustificato da alcuna oggettiva urgenza, anzi. L’unica urgenza è quella di sanare una palese violazione di regole chiare e condivise. Almeno fino a qualche settimana fa.
I colpevoli delle sviste sono diventati le vittime di chissà quale complotto. Chi s’è speso per affermare la legalità s’è visto paragonare a “questurini”, “manettari”, “liberticidi”.
E’ una vergogna che come cittadini democratici rifiutiamo con sdegno e fortissima preoccupazione. E’ un vulnus mortale, probabilmente insanabile. In questo modo si pronuncia solennemente che la maggioranza possa tranquillamente farsi beffa d’ogni lacciuolo per il semplice fatto d’esser maggioranza.
I forti non hanno bisogno della regole per affermare le proprie private ragioni; i piccoli, invece, hanno necessità della Legge per vedersi riconosciuti Diritti altrimenti privatizzati.

Pochi giorni dopo il grande sciopero dei migranti. Protagonisti, loro sì, di un continuo e indecente bombardamento legislativo che li costringe a viver come bestie. E non ci sono vie d’uscita in caso di ritardi, sviste, errori burocratici.
Non ci sono Decreti Legge per salvaguardarne gli interessi, per fortuna. Esistono soltanto vergogne razziste per infrangerne la speranza. La stessa speranza di un Paese normale che questa manovra fascista, eversiva e piduista sta uccidendo definitivamente.

E’ per questo motivo che rivolgiamo alla cittadinanza civile, democratica e resistente lecchese un appello sincero: manifestiamo tutti insieme il nostro sdegno e la nostra opposizione a questo mostro legislativo e sociale.
La legge è uguale per tutti, anche per la Banda Bassotti che governa nei palazzi del Potere. I cittadini hanno il dovere morale di indignarsi, altrimenti sarà l’indifferenza a soffocarci come animali.

E’ indetto perciò un presidio permanente di resistenza martedì 9 marzo dalle ore 18.00 presso piazza XX settembre.

Duccio Facchini
Corrado Conti
Mariacarla Castagna
Paolo Trezzi
Martina Bolognese

Marika Ara

Qui Lecco Libera
Libero Fischio in Libera Piazza
Esserevento.it

2 pensieri riguardo “Contro il Golpe: tutti in piazza

  • 7 Marzo 2010 in 12:38
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    dirò – cara LeccoLibera (per quanto ancora?!?) che secondo me la “leggerezza” degli incaricati alla presentazione delle liste, in due piazze così focali come Mi e Rm, mi è sembrata subito sospetta, fatta ad arte giusto per alzare il tiro e far passare, sotto il profilo del male minore, alcuni provvedimenti coercitivi dell’ordine democratico che – in situazioni normali (anche qui, soliti punti interrogativi ?!?) – sarebbero stati subito respinti.
    I Berluscones sono furbi, competenti e abili manipolatori degli strumenti di comunicazione.
    A maggior ragione, è importante rompere gli indugi e cessare con la ricerca violantista della mediazione a tutti i costi; scendere in piazza per affermare che al di qua della forma – che pure non è semplicemente fungibile attraverso decretini – è la sostanza del diritto che deve essere tutelata; e che il popolo sovrano, come può, intende contribuire senza tirarsi indietro.

  • 7 Marzo 2010 in 23:11
    Permalink

    Basta con questo eccesso di legalità in Italia!

    Ultim’ora: convocato con procedura d’urgenza un Cdm per varare un decretino in materia elettorale per uscire dall’impasse determinato dal pasticcio liste e dal rischio astensione. L’escamotage consiste nel conferire facoltà agli elettori del centrodestra di Lazio e Lombardia di esprimere le loro preferenze col televoto (strumento fra l’altro più congeniale alla loro indole).

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