Critical Mass Partigiano

Ci siamo lasciati il 14 marzo scorso con la promessa di incontrarci una volta al mese per rivendicare il diritto di avere una città più vivibile e, perché no, per rafforzare quel sentimento di partecipazione, di condivisione di qualcosa di speciale che accomuna tutti i biciclettari del Critical Mass. Eccoci quindi di nuovo in sella in questo grigio 24 aprile. La data non è casuale; questo nono Critical Mass vuole portare con sé contenuti diversi dal solito: si parla di lotta partigiana, di Resistenza – quella con la R maiuscola – di Liberazione e di Libertà (quella vera, non di plastica). Per questa vigilia di 25 Aprile abbiamo proprio pensato a un Critical Mass Partigiano per ricordare e commemorare alcuni luoghi della Resistenza lecchese. Allora via, si parte.

Il ritrovo è come sempre in piazza Garibaldi, da qui, dopo la lettura delle parole di Angela Guzzi Locatelli (ex presidente dell’Anpi provinciale di Lecco e lei stessa partigiana) e il ricordo di alcuni partigiani lecchesi caduti in battaglia ci spostiamo alla Caserma Sirtori di via L. da Vinci dove Beppe Voltolini ci parla della Caserma Sirtori dopo l’8 settembre 1943. Proseguiamo poi per Corso Martiri e via Como, qui Piera Riva (A.N.P.I.) ci racconta dell’ultima battaglia e di Casa Panzeri che ancora ne porta la lapide. Ci rimettiamo in sella per raggiungere il parco 7 marzo 1944 (via Castagnera) dove ci attende Pino Galbani (deportato a Mauthausen e lavoratore nella fabbrica Bonaiti) che, con parole cariche di commozione, ci parla della rivolta per “pane e libertà”, degli scioperi lecchesi e della deportazione. Con le parole di Galbani ben impresse nella mente riprendiamo la strada che ci porta al Monumento ai Caduti partigiani di Largo Montenero per intonare alcuni dei più famosi canti della Resistenza e ricordare il Certificato al Patriota (il diploma rilasciato ai partigiani dagli alleati). In pochi colpi di pedale siamo poi nel cortile del Palazzo Comunale (alla città di Lecco è stata riconosciuta la medaglia d’argento per la lotta partigiana) dove veniamo accolti dal neo Sindaco Virginio Brivio. Prima di rimetterci in sella ci prendiamo un attimo per scambiarci pareri con la buona musica di Lello in sottofondo. La tappa successiva è in via Mascari con Vanna Biffi (A.N.P.I.) che ci parla della stampa del giornale “Il Ribelle” e della sede del CLN. Il nostro Critical Mass partigiano è quasi giunto al termine, ci dirigiamo quindi in Piazza XX settembre dove troviamo di nuovo Lello Colombo ad offrirci la sua musica con l’accompagnamento di Matteo (tromba) e Andrea (fisarmonica). I relatori di quest’ultima parte sono l’ex sindaco Giuseppe Resinelli che ci parla della figura di Francesca “Vera” Ciceri, Gianfranco Scotti che interpreta con grande passione alcuni testi sulla e della Resistenza e Alberto Anghileri Segretario della CGIL che ricorda la figura di Gaetano Invernizzi.

Soddisfatti dell’esperienza e contenti di aver condiviso con tante altre persone il grandissimo valore della resistenza ci salutiamo sulle note di Bella Ciao.

Anche questa volta ringraziamo di cuore tutti i presenti e arrivederci al prossimo Critical Mass.

Silvia Pirovano

PS: Tracce del nostro passaggio sono rimaste nei luoghi che abbiamo visitato, passando dalla Caserma Sirtori (dove l’hanno levata dopo poche ore) e da Casa Panzeri troverete due lapidi commemorative firmate da un gruppo di cittadini riconoscenti, liberi e antifascisti. Una simbolica calla bianca giace invece vicino alle lapidi in via Como, via Castagnera, largo Monte Nero, Cortile Comunale e via Mascari.

3 pensieri riguardo “Critical Mass Partigiano

  • 28 Aprile 2010 in 16:21
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    Lo so che questo non è lo spazio giusto, ma non sapevo dove scriverlo.
    Comunque: cosa ne dite di portare Saviano a Lecco? sarebbe un sogno!

  • 1 Maggio 2010 in 16:46
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    Critical molto interessante e partecipato per scoprire e riscoprire la lotta partigiana in Lecco e zone limitrofe
    25 aprile SEMPRE

  • 7 Maggio 2010 in 11:22
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    Cari amici e compagni, ho scoperto il vostro sito cercando su Internet ragguagli sul coraggioso sacerdote don Giorgio De Capitani. La vostra voce mi conforta: non tutto è perduto, corrotto, marcito in questa Italia berlusconiana e smemorata, che ancora si divide (malgrado l’evoluzione “democratica” e “costituzionale” di Gianfranco Fini) sul significato del 25 Aprile e sul valore della Resistenza al nazifascismo. Ignoranza o malafede? E’ vero che il sangue è sempre sangue, tanto quello dei vinti quanto quello dei partigiani caduti per la libertà e per la giustizia (se no, per che cosa d’altro?), ma le idee e gli ideali erano diversi e inconciliabili, allora come ora. E’ giusta la pietà per i vinti, anch’essi vittime dei potenti criminali (Hitler e Mussolini) che hanno voluto la guerra, ma questa pietà non può significare in alcun modo annullare ogni differenza tra chi combatteva per la fine della guerra e, si sperava allora, di tutte le guerre, e chi invece combatteva per il Terzo Reich hitleriano. A quanto pare la Resistenza non è ancora finita. Un saluto fraterno da un compagno di Savona.

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