Colpi di classe

Avete presente Walter Veltroni? Risparmiatevi le battute sull’Africa e sul ritiro dalla politica. Ecco, Veltroni – lo stesso che lunedì ha scritto al Corriere della Sera una lettera “struggente” – è colui che ha fortemente voluto in Parlamento l’ausilio disinteressato dell’allora sconosciuto Massimo Calearo.

Nel 2008, infatti, l’ex sindaco della Capitale scorrazzava per l’Italia dispensando lezioni di storia: “E’ finito il tempo dei padroni e degli sfruttati”. E giù applausi scroscianti. Unire i sopravvissuti delle stragi sul lavoro con chi invoca meno controlli è riformismo autentico, le altre son chiacchiere. La florida stagione del “ma anche…“.

Dopo due anni dal Democrack (cit. Il Manifesto), Massimo Calearo ha fatto i bagagli ed è scappato con Rutelli (sottolineo Rutelli) e si diverte ogni due per tre a far la parte del berlusconiano strong.

Questa mattina il Quotidiano Nazionale (Il Giorno, il Resto del Carlino e la Nazione) ospita proprio Calearo. Titolo virgolettato: Calearo contro i riti sindacali. “Fare impresa è da eroi”.

Di seguito qualche pillola di saggezza e di solidarietà da vero ex Democratico ora rutelliano e domani – si spera – finiano: “Marchionne è un vero manager, la politica resti fuori”. E poi ancora: “I tempi sono cambiati, e la Cisl di Bonanni è il sindacato che più se ne sta rendendo conto”. Inoltre “serve una revisione normativa e di sistema perché i problemi vanno risolti subito, è finito il tempo delle liturgie (sindacali, nda)”. “Se si vuole mantenere parte della produzione di auto in Italia bisogna fare come dice lui (Marchionne, nda), è il mercato che lo chiede”.

Grazie Walter!

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