Sala giochi di Calolziocorte: un uomo, un perché

Quest’uomo si chiama Marco Ghezzi. Milita nella Lega Nord di Calolziocorte ed è Presidente della Commissione comunale per il territorio, la viabilità e i trasporti.

Insieme al Sindaco Paolo Arrigoni è in prima linea nel capovolgere la realtà che riguarda l’apertura della sala giochi a Calolziocorte. Per chi ci segue è vicenda nota: una pratica amministrativa torbida avviatasi nel settembre ’10, una richiesta di apertura taciuta al Consiglio Comunale, un parere preventivo concesso senza le dovute verifiche, una modifica del regolamento voluto ad hoc spacciata come necessaria dalla maggioranza brambillian-leghista, una decisione strampalata che ha voluto classificare la biblioteca cittadina come luogo non-sensibile in quanto “non educativo a carattere continuativo” per farsi beffa di un preciso comma dello stesso regolamento, un controllo mai eseguito circa lo standard di parcheggi necessari per poter aprire un’attività simile. Insomma: un pericoloso pasticcio. A chi, come noi e Corrado Conti, denunciava i rischi connessi alla criminalità organizzata, uomini come Marco Ghezzi sorridevano. Dopodiché, sbattuto il muso contro un avviso di garanzia partito a seguito dell’esposto depositato dalla minoranza consiliare, ecco la “fase due” del canovaccio di Arrigoni e Ghezzi: la mistificazione. Se la “fase uno” prevedeva confusione e bugie, la seconda presuppone un alto tasso di sfacciataggine politica. Qualità coltivata dal signor Ghezzi.

Piuttosto che fare ammenda dopo quasi un anno di balle, provano indefessi a inscenare una persecuzione ai danni di una “inconsapevole dipendente comunale”. La sala giochi – secondo Ghezzi – avrebbe aperto “grazie” alla sinistra di Calolziocorte, rea di aver fatto un “regalo” al trio Vanoli-Trentin-Croci. Anticipano la magistratura e parlano di “accuse inconsistenti”, nonostante l’esposto sia una raccolta di atti e fatti senza alcun teorema di base. “Tutto questo per un pugno di voti”, si indignano i campioni di bassezza. E poi, da veri circensi, chiudono col botto: dimissioni, “senza discussioni”.

Ecco di seguito l’incredibile comunicato stampa diramato ai giornali a seguito dell’atto dovuto della magistratura:

Calolziocorte, 17 luglio 2011

Persa la battaglia politico-propagandistica e fatto uno straordinario regalo ai gestori delle sale gioco, che ringraziano, la sinistra di Calolziocorte con l’incredibile appoggio del sempre più confuso Pdl locale, si è rivolta alla magistratura per denunciare improbabili e assurde irregolarità amministrative nell’iter burocratico. Nella foga di attaccare la maggioranza a testa bassa, i consiglieri Conti e Rella hanno colpito un’inconsapevole dipendente comunale, che si è vista recapitare un avviso di garanzia dai Carabinieri. Sarà interrogata, trattata come una delinquente per nulla. Per accuse inconsistenti, che segneranno la vita di una signora nei prossimi mesi. Tutto questo per un pugno di voti, per non riconoscere di avere sbagliato su tutto il fronte. La battaglia contro le sale gioco è giusta, ma non va affrontata con la demagogia e le utopie della sinistra e l’incompetenza di qualche consigliere del centro destra. Quando tra qualche mese questa storia si concluderà con l’archiviazione per la totale insussistenza delle accuse, ad averne fatte le spese sarà stata soltanto la dipendente comunale finita inconsapevolmente in uno spregiudicato gioco politico,  non basteranno le scuse, ma serviranno le immediate dimissioni dei consiglieri Rella e Conti. Senza discussioni.

Il capogruppo Lega Nord
Marco Ghezzi

Ed ecco la replica a stretto giro di Corrado Conti

1) NOI DI UNITI (TUTTI I CONSIGLIERI DEL GRUPPO ) OLTRE AL CONSIGLIERE RELLA, ABBIAMO PRESENTATO UN ESPOSTO CHE, COME DICE LA PAROLA, NON ACCUSA NESSUNO MA ESPONE DEI FATTI E TRASMETTE ATTI ALLA VALUTAZIONE AUTONOMA DELLA MAGISTRATURA, PER VERIFICARE l’ EVENTUALE RILEVANZA PENALE DI QUELLO CHE E’ SUCCESSO. L’ESPOSTO E’ STATO L’ULTIMA POSSIBILITA’ CHE E’ STATA LASCIATA AI CONSIGLIERI COMUNALI DI OPPOSIZIONE DOPO CHE SONO STATE RESPINTE IN MALO MODO TUTTE LE PROPOSTE DA NOI PRESENTATE PER EVITARE L’APERTURA DELLE SALE GIOCO A CALOLZIOCORTE;
2) NELL’ESPOSTO NON SI DENUNCIA NE’ SI ACCUSA NESSUNO IN PARTICOLARE MA SI ESPONGONO SOLO FATTI E ATTI;
3) MARCO GHEZZI DEVE AVERE PERSO LA TESTA PERCHE’ VUOLE ANTICIPARE LA MAGISTRATURA NEI GIUDIZI E NELLE CONCLUSIONI. LA MAGISTRATURA FARA’ QUELLO CHE DEVE FARE E POI TRARRA’ AUTONOMAMENTE LE SUE CONCLUSIONI: SE DECIDERA’ PER ARCHIVIAZIONE O PER RINVII A GIUDIZIO NOI RISPETTEREMO IL SUO GIUDIZIO;
4) SE C’E’ QUALCUNO CHE DOVREBBE DIMETTERSI NON SONO I CONSIGLIERI COMUNALI CHE HANNO DIRITTO/DOVERE DI SVOLGERE IL PROPRIO MANDATO, MA PIUTTOSTO IL SINDACO E LA GIUNTA, VISTO CHE QUANTO STA SUCCEDENDO DIMOSTRA, QUANTOMENO, CHE LE PROCEDURE SEGUITE IN QUESTA VICENDA NON SONO CHIARE FINO IN FONDO.

2 pensieri riguardo “Sala giochi di Calolziocorte: un uomo, un perché

  • 17 Luglio 2011 in 22:38
    Permalink

    La viltà e la mediocrità dilagano

  • 18 Luglio 2011 in 19:26
    Permalink

    Il comunicato che il consigliere Conti ha diramato, riassume in nuce tutte le mie e nostre riflessioni.

    Luca Valsecchi – consigliere di Uniti / coordinatore PD Calolziocorte

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