Impegnarsi è utile. Ritirarsi è meglio.

La decrepita Seconda Repubblica genera mostri, lasciando sul campo dell’impegno in buona fede soltanto macerie. Non ci sono altre parole per riassumere ciò che è accaduto questa sera, lunedì 24 ottobre, durante il Consiglio Comunale di Lecco. 

Il Presidente del Consiglio, Alfredo Marelli, garante delle “regole” soltanto quando queste gli sono favorevoli, ha proposto un minuto di silenzio e di raccoglimento in memoria dello scomparso padre Tentorio, freddato nelle Filippine pochi giorni fa. Il silenzio, proprio perché personale, è pratica intima, complessa. C’è chi lo propone e lo mette in scena per retorica vuota e chi lo “celebra” personalmente, come accidenti gli pare.

E’ per questo che siamo rimasti seduti, mentre il resto della platea, tra una risata e un’altra, si alzava in piedi a metà tra il pianto e la nausea da recita. Chi avrebbe mai pensato che un rituale così “privato” potesse dar il là alle smanie infantili e strumentali di un “eterno giovane” come il consigliere Zamperini (Pdl o giù di lì). “I componenti dell’associazione Qui Lecco Libera non hanno avuto rispetto per Don Tentorio. Se fosse stato un Carlo Giuliani qualsiasi sarebbero saliti sulle scale”, ha balbettato. Speculando sul nulla pensava di conquistarsi il “bravo” dei capetti di schieramento.

Ci siamo permessi di rispondergli, essendoci sentiti attaccati gratuitamente da un signor nessuno. “Taci, pagliaccio. Non ti permettere di giudicare i comportamenti intimi degli altri”. Come fare altrimenti? Quella che sembrava una sortita cretina si è trasformata in una sceneggiata indecorosa del Presidente Marelli (Pd). “Identificateli e accompagnateli fuori”, ha sentenziato. Chi? Zamperini e Castelli? No: noi. Abbiamo opposto un secco “no” alle richieste incessanti dei poliziotti. “E’ una questione di principio: perché veniamo espulsi?”. Bilancio conclusivo: 25 minuti di sospensione, due consiglieri di maggioranza che timidamente ci esprimevano solidarietà (privata, mai pubblica) e il “povero” Castelli nella veste del Pubblico Ministero (“questa si chiama resistenza a pubblico ufficiale, è una dittatura violenta della minoranza, è come la Val Susa”).

Da lì è iniziato il ricatto mediatico del Presidente Marelli. Non volendo accettare il fatto che una maggioranza eletta al grido “cambiamento” si sia ritrovata a prender ordini da qualche impresario o a farsi dettare l’agenda da para-associazioni più vicine al passato che al futuro promesso, ha imposto il diktat: “se non uscite non riprende il Consiglio”.

Immaginandoci la cagnara mediatica (“Qui Lecco Libera ostacola i lavori e la Città è ferma a causa degli estremisti radicali bacchettoni e alla ricerca di visibilità”) abbiamo scelto di piegarci. A questo punto la “resistenza” ha lasciato spazio alla “desistenza”.

 L’unica riflessione seria che si può fare in momenti così vergognosi – com l’essere attaccati dallo Scilipoti locale e venir additati come responsabili dell’immobilismo – è prendere atto dell’inutilità pubblica dell’impegno per e nelle istituzioni. Non interessa a nessuno. Non interessa alla maggioranza tanto quanto alla minoranza.

A chi declina il termine “governare” in indisturbato “regnare” e a chi lo sopporta, fingendo d’indignarsi a comando, non possiamo che lasciar libero il campo: ve lo meritate.

Qui Lecco Libera

13 pensieri riguardo “Impegnarsi è utile. Ritirarsi è meglio.

  • 25 Ottobre 2011 in 22:15
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    Duccio su molte cose ti ho dato e ti do ragione, ma sinceramente in questa occasione rispondendo così a Zamperini ti sei coperto di ridicolo. Sai benissimo che tipo di persona imbecille sia e abbassarsi al suo livello dandogli del pagliaccio è stato stupido secondo me. Rispondere in quel modo significa non esercitare il tuo diritto di cittadino, ma diventare tu stesso un pagliaccio. Parlo così incazzato perchè sono molto dispiaciuto per questa caduta di stile.
    Ho letto l’articolo sulla Provincia e sono subito venuto su questo sito a vedere se le parole da te dette corrispondevano, e così è stato. Per cui, pur non essendoci, penso che tu sia cascato dritto nel tranello come un novellino, che non sei.

    Se per te esercitare il proprio diritto di cittadino significa abbassarsi al livello della marmaglia insultandoli dopo esser stati insultati, beh, credo che si debba farsi un po’ di autoscienza.

    So di esser stato molto duro in questo post, ma questo è quello che penso in questo momento e te lo dico in faccia non come un insulto, ma come una critica.

    Nicola

  • 25 Ottobre 2011 in 22:16
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    “Credo si debba farsi” è sbagliato. sorry.

  • 26 Ottobre 2011 in 08:14
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    Caro Nicola,

    la critica, seppur non registrata nei termini (un conto è “cadere nel tranello”, un altro è “coprirsi di ridicolo”), ci sta tutta. Testimone ne è Nicolò, presente insieme a me e pochi altri giornalisti al Consiglio. Alle prime parole di Zamperini avevamo scelto il silenzio, per non offrire l’assist alla poi verificatasi cagnara mediatica. Dopodiché l’approccio “maturo” e da “non novellino” (siamo sempre in attesa degli esperti sul campo) ha lasciato spazio ad un più irrazionale sfogo disarmato e disarmante. Avremmo potuto evitare, hai ragione. Siamo cascati nel “tranello”, è vero. Riconosco dunque la critica.

    Ti propongo però un’altra chiave di lettura, probabilmente più profonda e un pizzico più attenta. Proviamo ad evitare di seguire il tragitto dei giornali locali. Hanno lo stesso peso la condotta poco lungimirante dei membri di QLL e il comportamento della Presidenza del Consiglio Comunale? Assistiamo da tempo ad una palese violazione delle regole statutarie e regolamentari. Certifichiamo ad ogni Consiglio o Commissione (a cui bisognerebbe partecipare o verificarne gli sviluppi) una subordinazione allarmante dei Consiglieri/Commissari rispetto o alla Giunta (e al Sindaco, che non è in mala fede, anzi) o ai capataz di fazione (Piazza, Castelli e via dicendo).

    Per non ritornare sul trattamento riservato alle molteplici proposte amministrative avanzate nell’ultimo anno (lasciamo perdere le iniziative che sono un altro capitolo).

    Quello che ho cercato di dire, spiegandomi in maniera pessima, è che il “pagliaccio” (che è disturbante, poco esperto o navigato, di pancia più che di testa) rappresenta uno sfogo dettato dall’esaurimento “civico” a cui sono e (in parte) siamo giunti.

    Premetto che questo è il mio parere, costruito su esperienze spesso vissute in solitaria o con rarissimi testimoni. Quindi non pretendo affatto che sia la “verità”, come ben sai.

    Rispetto poi alla tua frase: “Se per te esercitare il proprio diritto di cittadino significa abbassarsi al livello della marmaglia insultandoli dopo esser stati insultati, beh, credo che si debba farsi un po’ di autoscienza”, ti dico subito che no!, non è mai stato e mai sarà così. La cittadinanza, che ormai è una bandiera vuota, si esercita informandosi, formandosi, partecipando e facendo partecipare, proponendo, criticando, giustificando, mostrando e dimostrando, mobilitando senza adeguarsi a ordini di partiti o giù di lì. Non è certo insultare l’invertebrato Zamperini.

    Zamperini è il Lassini di Lecco, lo Scilipoti. Dimentichiamolo.

    Ci vediamo a qualche Consiglio, in piazza, all’Officina, a Roma, a Milano, fuori dalle scuole, in stazione.
    D.F.

  • 26 Ottobre 2011 in 10:00
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    A mio modo di vedere, l’unico vostro errore può essere stato quello iniziale, non essendovi alzati durante il minuto di silenzio. La vostra motivazione, in pratica è stata: “Ognuno esprime il silenzio ed il cordoglio come meglio crede… Meglio rimanere seduti rispettosamente in silenzio, piuttosto che alzarsi in piedi svogliatamente e magari ridacchiando…”. Vero, ma è anche vero che a volte il rispetto di alcuni gesti “convenzionali” (come l’alzarsi in piedi) danno maggior forza ad un sentimento nobile.
    Ovviamente, il fatto che non vi siate alzati non giustificava il commento di Zamperini, che non ha perso l’occasione per strumentalizzare in modo provocatorio.
    Ci siete cascati.
    Da lì in poi, a mio modo di vedere, non vi si può attribuire alcuna colpa.
    Piuttosto, mi dispiace leggere nell’ultimo commento di Duccio: “La cittadinanza, che ormai è una bandiera vuota…”. Forse questo giudizio parte dal presupposto che la cittadinanza si divide tra una larga parte di indifferenti e menefreghisti, ed una piccola parte di “indignati” (che il “potere” tende poi ad assimilare ai “black blocs”, ai violenti, per delegittimare del tutto anche la libera protesta civica e democratica). Nel mezzo, il vuoto.
    Lo sforzo, secondo me, dovrebbe o potrebbe essere quello di cercare di riempire nuovamente questo vuoto, coinvolgendo sempre più persone.
    Già voi lo state facendo, dando l’esempio come cittadini informati, attenti, interessati a ciò che avviene nella vostra città.
    L’unica cosa da evitare è evitare il rischio di essere additati come i soliti facinorosi, magari qualche volta anche a costo di fare un passo indietro o prendere decisioni che portino a “piegarsi” (come avete fatto saggiamente l’altra sera quando, dopo la fase “concitata”, avete deciso di lasciare la sala del consiglio) per non essere spezzati… ma è un piegarsi temporaneo e funzionale a dare maggior forza, alla lunga, alle vostre intenzioni ed azioni. Un pò come si piega un arco quando lo si tende prima di scoccare la freccia.

  • 26 Ottobre 2011 in 11:12
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    Nella mia umile persona vi stimo da cittadino che si sente più rappresentato da voi che da quel marasma d’ipocrisia del consiglio comunale. Vi voglio fare i complimenti anche per la serata al circolo di Civate sulla mafia. Grazie per il servizio d’informazione che svolgete. A presto.

  • 26 Ottobre 2011 in 14:15
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    Ciao!

    Per quanto riguarda il termine novellino, come avevo specificato nel post precedente, non era un attributo a te/voi, ma era un commmento amaro sull’inciampo.
    Parlando del comportamento del consiglio comunale sfondi una porta aperta. Non sono stato tra quelli che hanno stappato spumante quando Brivio è stato eletto e non ho detto che era giusto sbattervi fuori; su questo la penso sempre come ai “vecchi tempi”, la repressione in questi ambiti e fatta in questo modo è stupida e mi fa incazzare.

    Il post di prima è stato, da parte mia, molto rabbioso, ora provo a spiegare con più calma quello che intendevo dire.
    Proprio perchè penso che tu ti sia fatto una grossa esperienza sul campo nel trattare con questi potentucoli da strapazzo, credo che tu debba iniziare a cambiare metodo, perchè quello di rispondere ad offese gratuite non va più bene. Io, pur non condividendo alcuni metodi di QLL e essendo (purtroppo) ormai totalmente sfiduciato nella manifestazione di piazza come mezzo di dissenso, ritengo che ci siano ENORMI potenzialità. Il problema, secondo me, è che tu resti ancorato ad una logica un po’ “giovanile” di diritto di esprimere il dissenso. Credo che in molti possano essere d’accordo con me nel dire che hai una cultura politica e civile che potresti sfruttare in maniera molto più utile e migliore che non partecipando da spettatore ad un consiglio comunale.

    Secondo me l’unico problema di QLL sta nel metodo con cui porta avanti le sua battaglie – che sono SACROSANTE. ora avete una certa visibilità e notorietà, che però da una parte è positiva, ma dall’alra è una notorietà “famigerata” e che rischia di compromettere il vostro lavoro. Dovreste distaccarvi dalla logica della critica nuda e cruda al politico di turno. Certo, ci si sente meglio dopo averne dette quattro a Brunetta o a la Russa, ma or della fine ci si ritrova con un nulla di fatto, poichè quelli che vi applaudono sono sempre gli stessi.

    Ho sempre pensato che la politica si possa definire, tra i molti modi, “l’arte del compromesso”. E’ impossibile non dover far patti con nessuno, nè in uno stato, nè in una città, nè in una famiglia. Si tratta in qualsiasi ambito di convivere con esigenze ed idee altrui. Per questo non vedo bene le vostre modalità di azione, tese alla critica che mi sembra sempre fine a se stessa. Avete tutte le potenzialità di fare il “salto di qualità”.

    Nicola

  • 26 Ottobre 2011 in 14:32
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    Caro Nicola,

    temo che, per scarsa capacità comunicativa o forse per pigrizia di chi segue e non segue le iniziative e le “battaglie” di Qui Lecco Libera, ti siano sfuggiti mesi e mesi di proposte costruttive, di serate di approfondimento, di prolungate attività in Città e non solo (a livello provinciale) riguardanti diversi temi.

    Non riduciamo l’impegno civile allo sberleffo al Brunetta o al La Russa. Questo emerge di più? E’ più comodo vedersi un video che leggersi la proposta di regolamento per l’apertura di una sala giochi (esempio)? Non ci posso fare nulla. Non si venga però a sostenere che qui vi sia una concezione “giovanile” dell’impegno.

    Se avessimo cercato l’applauso ne avremmo tratto un vantaggio (elettorale, ad esempio, come i più miopi ci imputano o ci invitano a fare). Non mi sembra che la documentazione prodotta in materia di colonizzazione mafiosa, gioco d’azzardo, mobilità sostenibile, testamento biologico e registro delle Dat, coinvolgimento delle scuole in percorsi di formazione e informazione sulla ‘ndrangheta, l’inchiesta (che forse avrà addirittura un uso processuale) su Stefano Cucchi siano “scorciatoie” infantili.

    Credo siano il contrario.

    E rappresentano spesso il contrario della “piazza”, argomento su cui concordo. Proprio perché disillusi da un certo uso strumentale della “piazza” o della “mobilitazione”, abbiamo scelto una linea meno “gridata” e più propositiva. La risposta è stata offensiva, umiliante.

    Dunque, per riassumere, non posso accettare l’ultima osservazione. Il “salto di qualità”, che è ovviamente auspicabile e augurabile per ciascuno (anche per te, per la Città, per tutto ciò che cresce), deve lasciare spazio al “passo avanti” di chi, scettico o nauseato (da cosa poi? in base a quali “incidenti politici” o “storia d’impegno”?), tende a chiudersi e a lasciar perdere.

    Mi riferisco a te, a me e a chiunque altro.

    D.F.

  • 26 Ottobre 2011 in 16:33
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    Ciao, vi ho seguito recentemente, sono venuto all’incontro in officina sulla mafia di settembre.
    Da quanto ho letto in queste tue righe, non eri contro Don Tentorio, ma semplicemente non avete fatto il gesto di alzarvi. Gesto (mancato) preso come pretesto da Zamperini per attaccarvi. Tra queste due azioni, sicuramente quella sbagliata è quella di Zamperini.
    Detto ciò credo che stavolta vi ha fregati, perchè quella provocazione vi ha fatto rispondere (a ragione) e l’uso del termine “pagliaccio” (a torto al di là della specifica situazione), vi ha fatto passare come i “cattivi”.
    Sul resto avete ragione piena, ma quel pagliaccio è stato sbagliato, perchè avete fatto la figura da “manifestanti” che reagiscono insultando.
    NB: non sono questi gli insulti che volano nelle manifestazioni, ma questi sono i pretesti per far passare come “buoni” gente del livello di Zamperini e successivamente Castelli. Gente grande..così.
    Per cui le critiche, pur avendo ragione, sono per voi sto giro. mi spiace.
    RS

  • 26 Ottobre 2011 in 23:56
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    “Se fosse stato un Carlo Giuliani qualsiasi sarebbero saliti sulle scale”

    “Se fosse stata Eluana ti saresti buttato sull’ambulanza”

  • 27 Ottobre 2011 in 16:04
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    Per fotografare la questione è sufficiente il titolo dell’articolo de “La Provincia di Lecco”: “Silenzio in aula per padre Fausto. E in consiglio scoppia la bagarre. Tutti in piedi tranne Facchini. Zamperini punta il dito ed è il finimondo.”
    è evidente che il Cons. Zamperini è un pesce fuor d’acqua che si permette di abusare della sua posizione di Consigliere Comunale per criticare i cittadini che partecipano come spettatori al Consiglio Comunale.

    La dimensione di Zamperini è semplicemente piatta, una persona senza spessore, lo sa anche lui, infatti si autoridicolizza, sono indimenticabili i manifesti elettorali nei quali si fece ritrarre appiccicato ad un pacchetto di sigarette e il vergognoso tuffo sul cofano dell’ambulanza.

    Mi piace immaginarlo così, appiccicato ad un pacchetto di sigarette, dove di solito c’è l’immagine del polmone incatramato.

  • 27 Ottobre 2011 in 21:03
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    Zamperini è un pagliaccio. Non si capisce perchè tanto rumore e indignazione perchè dei cittadini l’hanno ricordato pubblicamente. E’ il tono, quello che turba?

    Se si assiste, con una certa frequenza ma anche saltuariamente ai consigli comunali e/o alle commissioni si può vedere, senza filtri di web o stampa, la pochezza, l’umiliante mancanza di dignità di questi politici, di questa casta, di queste persone che vergognosamente sono vuoti e schifosamente cialtroni.

    Duccio e Nicolo’ non sono caduti in nessun tranello. Solo i superficiali, i non informati, possono crederlo e esserne convinti.

    L’ipocrita uscita di Zamperini è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un’idignazione che può solo far vomitare. Puoi tener giu per un po, e per un po ancora poi non riesci più. Neanche gli allenati.

    E allora, tutti, facciamo insieme l’esercizio di far mente locale dello schifo che è passato in consiglio in questo anno e mezzo.

    L’umiliazione delle speranze, la pochezza delle idee, la servitù dei rappresnetanti, lo sprezzo delle regole, la carta straccia dei regolamenti, i soldi sprecati, le balle nelle delibere, la schiena spezzata di troppa stampa, la cialtroneria di consiglieri, incapaci, incompetenti e arrogantemente fieri a essere cagnolini di un potere che è chiacchiere e pubblicità.

    Un potere che nona vendo argomenti, usa il pugno duro contro chi si impegna in politica, nella società civile, per renderla anche più civile. Per dire la verità, per smascherare l’insulsa debanaggine e ipocrisia istituzionale. E lo fa senza ideologia.
    Se un atto amministrativo, politico, istituzionale è palesemente o implicitamente una vergogna Duccio, Nicolo’, Qui Lecco Libera, la denuncia. Non si preoccupa se è un atto fatto dalla destra o dalla “sinitra” dal nemico o dall’amico, dall’avversario.

    Fate quest’esercizio mentale: SE un atto amminitrativo di quelli approvati in questi mesi, al posto di Brivio e suoi topolini l’avesse approvato la Faggi, Bodega o qualche altro politico altrettanto impresentabile, avreste appaludito (o minimizzato la gravità) o sareste scesi in piazza?

    pensate, solo per frae un paio di esemepi, al doppio aumento del ticket dei bus, al taglio delle corse dei bus, alla chiusura del parcheggio gratuito delle Meridiane, all’aumento, anche del 100% del costo del buono mensa per i bambini non residenti.
    Alla bocciatura del testamento biologico, al regalare un tetto di una scuola per i tetti fotovoltaici privati al posto di mettere i propri. ai finanaiamenti a pioggia in rivoli di amici, alla non cancellazione dell’irpef comunale come invec promesso in campagna elettorale, all’approvazione di nuovo cemento, alla caccia al migrante che elemosina sul lungolago, alla bociatura di proposte per la mobilità sostenibile, alla negazione di dati e informazioni a precise richieste di cittadini. Alla menzogan scritta e approvata in delibere comunali, alla chiusura del Cag Il Parchetto con la promessa e imoegno – a gennaio 2011 – di riaprirlo entro settembre 2011 e non mantenuto, allo spreco di soldi, decine di migliaia di euro l’anno, per il portavoce/addetto stampa del sindaco in quota al PD (l’addetto stampa), alla messa a gara dei parcheggi pubblici di lineelecco un minuto dopo la vittoria del referendum per la non privatizzaioen dei servizi pubblici, gli ipocriti minuti di silenzio in Coniglio per i soldati italiani morti in Afghanistan e poi favorevoli alle “missioni di Pace” che uccidono e fanno uccidere, alle ipocrite campagne contro lo spreco energetico e poi
    nessun atto d’indirizzo per mettere a norma comune e ridurli negli edifici pubblici.

    Potrei continuare…

    Ed invece molti i voi storcono il naso su Duccio e Nicolo’ – e qui lecco libera – perchè han detto un poco dirette e saettanti ad un pagliaccio che è un pagliccio?

    Si vada a vedere e si parteci, con QLL o da soli, alle iniziative di questi stessi cittadini, alla loro puntigliosa volontà di incidere nelle scelte, di scuotere le coscienze dalla polvere dell’ipocirisa del bon ton e dell’apatia, la loro non negoziabile volontà e impegno di dire le cose come staqnno, di coumentarsi, approfondire, chiedere e pretendere risposte, dovute. Dovute non per cortesia ma per ruolo. Il Comune dovrebbe essere una casa di vetro. Trasparente, onesta, aperta a tutti.

    Andate a vederer istanze, incontri, docuemntazione, iniziative, denunce, supplenze alle stesse amminitrazioni e anche si, anche i video contro i politici (quei video popolari dove a volte fanno i giornalisti con la schiena dritta con domande non in ginocchio e a volte fanno quelli che non le mandano a dire… e quanta invidia nei loro confrrnti, quanto vorremmo, io, te, lui, voi essere noi al posto di Duccio, Nicolo’ QLL a chiedere e a cantargliele)

    Fate un esercizio mentale, il penultimo, e domandatevi se c’è sul territorio, cittadini singoli, o forze politiche organizzate, o movimenti della società civile o chicchessia che ha fatto quello che sta facendo QLL. Che ha prodotto proposte, cultura, azione e ragionamenti in campo civico quanto QLL. (Per giunta senza sponsor, finanziatori occulti o

    L’ultimo esercizio mentale è di pensare se di queste cose avete contribuito, anche autonomamente, a fare qualcosa, anhe solo un piccolo pezzo, oppure no, e se la risposta è no, alzate il culo dal vostro computer e mettetevi, disinteressatamente a fare politica. Che è l’opposto di stare sulle poltrone di partiti e di Enti.
    O credete veramente che 40 politici seduti in conisglio possano avere una vostra delega in bianco?

    QLL sapete dover trovarla, vediamo se vi incrociano?

    Poi vedrete che subito dopo a dare del pagliaccio ad un pagliaccio non ci sarà solo Duccio, Nicolo’ e QLL.
    E un dopo appena piu lontano non ci sarà bigogno nemmeno più di darlo
    perchè gli scilipoti di Lecco e i pagliacci, da auaunque parte siedano in consiglio comunale sarà più difficile trovarli.

    paolo trezzi

  • Pingback: Khorakhanè | IMPEGNARSI E’ (PROBABILMENTE) UTILE, RITIRARSI (FORSE) E’ MEGLIO. ZAMPERINI E’ UN PAGLIACCIO, QUESTO CERTAMENTE

  • 30 Ottobre 2011 in 09:02
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    Caro Duccio e cari ragazzi di QuiLeccoLibera,

    ho visto i resoconti di quanto successo nell’ultimo Consiglio comunale di Lecco. Non voglio entrare neppure un momento nel merito di quanto accaduto, perché mi sembra che il fatto si qualifichi da se e chiunque si possa formare un’opinione in merito.
    Quello che mi interessa è cercare di contrastare la tristezza mista ad indignazione, non voglio pensare rassegnazione, che sembra permeare il vostro scritto nel passaggio che qui di seguito riporto sottolineandone le parti più significative :
    “L’unica riflessione seria che si può fare in momenti così vergognosi – come l’essere attaccati dallo Scilipoti locale e venir additati come responsabili dell’immobilismo – è prendere atto dell’inutilità pubblica dell’impegno per e nelle istituzioni. Non interessa a nessuno. Non interessa alla maggioranza tanto quanto alla minoranza. A chi declina il termine “governare” in indisturbato “regnare” e a chi lo sopporta, fingendo d’indignarsi a comando, non possiamo che lasciar libero il campo: ve lo meritate “.
    Io non sono nessuno di “quelli che contano” nella sfera della politica tradizionale e come me tanti altri che cercano semplicemente di svolgere come cittadini e lavoratori un ruolo attivo in questa società così contraddittoria e martoriata. E’ proprio per questo che, pur non essendo di Lecco, ma lavorandovi, ho avuto occasione di conoscervi ed apprezzarvi.
    Quello che mi sento accoratamente di dirvi, senza superflui giri di parole, è di “non mollare” perché in questa società c’è assolutamente bisogno di gente come voi e di tanti altri che, come voi, si sforzano di concepire la democrazia e la convivenza civile come una continua ricerca di coerenza dei valori che la dovrebbero ispirare e che si nutre di partecipazione attiva, responsabile e consapevole.
    Si potrà certo legittimamente dissentire o non condividere alcune vostre forme d’iniziativa o d’analisi, ed io tra questi, o di un esasperato tasso di polemicità o di “protagonismo” ma non si può non esplicitare pubblicamente il riconoscimento della vostra preziosa opera di stimolo, sollecitazione e controllo, oltretutto spesso corredato da proposte concrete, e non soltanto da presunta sterile critica come qualcuno vorrebbe strumentalmente far credere.
    Nella mia ormai non breve esistenza ho imparato del resto, anche su di me, a considerare la “scomodità” uno degli indicatori più autentici di coerente ricerca del “giusto”. Certo, come a volte ci si sente forse un po’ interessatamente dire, occorre autovigilare su forme di “narcisismo” e di “protagonismo” ma è anche spesso vero che queste velate o palesi accuse sono espressioni autotranquillizanti di chi finisce col giustificare le proprie inerzie. E’ per questo che, pur nel comprensibile ed inevitabile sconforto tipico di alcuni momenti, bisogna, come sono certo varrà per voi ma anche per tanti di noi, “continuare a ragionare con la propria testa e continuare la nostra lotta”. Quest’ultimo virgolettato mi è viene istintivamente alla mente riecheggiandomi “dentro” le parole, quasi un “testamento spirituale”, di quel vecchio partigiano immortalatenel cd dei MCR “Appunti Partigiani” : ” Noi sognavamo un mondo diverso, un mondo di libertà, di giustizia, di pace, fratellanza e di serenità. Da allora sono passati 60 anni e oggi ne ho 85 ma purtroppo questo mondo ancora non c’è, ed allora riflettete, ragionate con la vostra testa e continuate la vostra lotta”.
    E sfido chiunque a dire che tutto ciò è solamente vuota retorica, vista la situazione attuale della nostra Italia e del nostro Mondo.
    Non mi dilungo oltre e termino riprendendo e ribaltando la vostra amara considerazione finale, sono sicuro dettata solo da un momentaneo sconforto : Bisogna tutti prendere atto dell’utilità, direi della primaria necessità, dell’impegno pubblico anche e soprattutto di coloro che a puro titolo di cittadinanza si dannano per riempire “dal basso” di vero significato la parola Democrazia, senza deleghe a presunte maggioranze e minoranze.
    A chi volesse ulteriormente approfondire la conoscenza e farsi delle opinioni non superficiali suQuileccolibera consiglierei di andare sul loro sito e quantomeno leggere ” chi siamo” digitando sulla Home “QUILECCOLIBERA”.

    Germano Bosisio, cittadino del mondo, in ricerca

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