Il futuro di Wall Street, l’incontro con il Sindaco Brivio

(la “scheda progettuale” messa a punto da Libera per la destinazione di Wall Street)

“Accettate il giudizio di un appestato, questo risultato è stato raggiunto anche grazie al vostro operato”. Ci ha salutato così il Sindaco di Lecco, Virginio Brivio, al termine di un proficuo incontro sullo stato dell’arte dei beni confiscati in città, tenutosi in Comune martedì 11 giugno. Il “risultato” cui Brivio ha fatto riferimento è la destinazione al Comune della pizzeria confiscata alla ‘ndrangheta lecchese chiamata Wall Street e disposta lo scorso 29 maggio dall’Agenzia Nazionale per i beni confiscati, dopo 17 anni di sostanziale abbandono.

Pur non rifiutando quel che ci spetta, avendo denunciato in solitudine la pressoché trasversale disattenzione delle istituzioni rispetto allo scadimento dell’immobile di via Belfiore, abbiamo chiesto chiarimenti al primo cittadino in merito al mancato concorso idee sul futuro della pizzeria, sostanzialmente riservato in esclusiva al coordinamento regionale di Libera, il quale ha messo un punto, calandolo dall’alto, un progetto fino a martedì pomeriggio sconosciuto.

Il primo importante passaggio è la messa a disposizione di questa “concreta idea progettuale”, per disponibilità del Sindaco stesso, dato che l’associazione continua a rifiutarsi di renderlo pubblico (leggendolo si comprende il perché di tanta discrezione) nonostante educate e ripetute richieste in tale direzione.

Il Sindaco Brivio -che ha riconosciuto la “auto candidatura” di Libera alla predisposizione del progetto (o “solco”) su cui verrà costruito poi il bando di gara- ha giustificato il mancato coinvolgimento della Città adducendo motivi di tempo. Nell’aprile 2012, momento in cui ha preso forma l’ipotesi abbozzata da Libera, si correva il rischio che Wall Street potesse divenire ufficio della Commissione Tributaria, che aveva necessità di dismettere affitti onerosi spostandosi in un bene pubblico. Il concorso, dunque, avrebbe ceduto il passo ai “contatti informali” citati nel comunicato stampa della Prefettura di Lecco dell’11 aprile 2012. Bisognava fare in fretta e casualmente la scelta, su spinta dell’ex prefetto Valentini, è caduta su Libera. Che il 7 aprile 2012 depositava il progetto.

Il fatto che all’interno del coordinamento lecchese di Libera vi siano soggetti potenzialmente interessati a concorrere al bando per la sistemazione e/o gestione del bene (come il Consorzio Consolida), per il Sindaco non costituisce alcun motivo di preoccupazione. Dal nostro punto di vista, al contrario, sì. Aver permesso di elaborare un progetto/solco, cui peraltro il decreto dell’Agenzia Nazionale si riferisce, e di fatto lo pone come condizione per il futuro, ha certamente agevolato chi quel progetto ha potuto immaginarlo e stilarlo. È naturale, per carità, ma anche fortemente discutibile.

Il rivoluzionario progetto consta di 7 fumose pagine. Senza una cifra, disegno, piano economico e finanziario. L’unica certezza è il punto vendita dei prodotti dell’associazione e la golden share sui soggetti ritenuti degni di poter in futuro prender parte alla vita sociale di quel luogo (“la Wall Street potrà utilmente essere aperta a eventi di carattere regionale e nazionale collegati alla rete di Libera”, pagina 6 del progetto). Non senza qualche scivolone amministrativo, notato dallo stesso Sindaco, come l’avviso pubblico per l’individuazione del soggetto gestore cui dare vita “in accordo con il Comune di Lecco”: quest’ultimo è l’unico delegato a prendere tali decisioni, senz’alcun coinvolgimento degli autori del cosiddetto progetto.

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L’iter procedurale che si profila per Wall Street resta comunque in salita. “Noi ci ragioneremo quando la Prefettura lo libererà”, ci ha detto Brivio. Termine che dovrebbe scadere entro l’agosto di quest’anno. Da lì, “dovremo metterlo a posto”, anche se tra risorse (“forti criticità di natura economica”) e valutazioni sui costi di ristrutturazione (si va da mezzo milione a un milione di euro) regna confusione.

Identico discorso per la pizzeria Giglio di Pescarenico, destinata a diventare centro diurno per gli anziani e oggi in panne per importanti ritrovamenti di natura archeologica e artistica. “Un’opportunità da cogliere”, l’ha definita il Sindaco, poco dopo aver bollato l’ennesimo inciampo come un “grave incidente”.

Quel che il Sindaco non ha potuto fornire sono i verbali delle riunioni del Nucleo di Supporto di Lecco istituito presso la Prefettura dove sarebbe emersa l’ipotesi progettuale avanzata da Libera. Torneremo perciò in Corso Promessi Sposi, augurandoci che il Consiglio comunale riesca a riaprire i giochi, dando mandato agli estensori del bando di non attenersi in maniera vincolata al solco tracciato in solitaria da Libera.
Anche se attenersi al fumo, effettivamente, è complicato.

Qui Lecco Libera

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