Acqua pubblica, rischio grosso in Provincia di Lecco

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Lunedì 28 ottobre il Consiglio Provinciale si esprimerà definitivamente rispetto alla gestione del servizio idrico sul territorio. Bocciando la proposta popolare per una gestione fatta tramite un’azienda speciale consortile e approvando una strada pericolosa, che prevede un affidamento a una società priva dei requisiti ritenuti fondamentali anche a seguito del pronunciamento referendario.

Per scongiurare questa ipotesi, il Comitato lecchese per l’acqua pubblica e i beni comuni ha indirizzato ai singoli consiglieri una “lettera aperta”, che riportiamo di seguito. Ora occorre uno sforzo di tutti per garantire la riuscita del presidio che a partire dalle 17,45 di lunedì 28 ottobre si svolgerà fuori Villa Locatelli, piazza Lega Lombarda, 4 – Lecco (piazza della Stazione).

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Cari consiglieri, vi state apprestando a prendere in considerazione la nostra proposta di delibera di iniziativa popolare con la quale vi chiediamo di dar vita a una Azienda Speciale pubblica e consortile per la gestione del Servizio idrico Integrato.

In apparenza questa richiesta sembra travalicare l’indirizzo e il mandato che vi siete dati di procedere ad affidare il servizio idrico integrato per 20 anni a una società in house providing di I° livello, che abbia un sicuro e certo controllo analogo per essere conformi alla normativa comunitaria, cui attenersi dopo l’esito referendario del 12 e 13 giugno 2011.

In realtà la proposta dell’ATO (Ufficio d’ambito) e della Conferenza dei Sindaci è pervenuta ad un esito che viene smentito dalla proposta di delibera che vi accingete a votare per essere coerenti con quegli indirizzi. Ci sono tuttavia dei però che ci sembrano non aggirabili!

Siete sicuri di riuscire ad affidare la gestione del servizio idrico integrato entro il 31.12.2013? Siete certi che nel probabile caso negativo sia possibile prorogare ancora il servizio alla società Idrolario per non interrompere un servizio pubblico? Siete sicuri che l’alternativa dettata dalla necessità e dalla emergenza sia la società Idroservice, che continuerebbe a non avere i requisiti richiesti dalla delibera che vi accingete a votare il 28 ottobre?

Ma se è così perché la votate? Non vi sembra una presa in giro? Non vi sembra di votare per una scelta che subito dopo dovrete rimangiarvi, obtorto collo, sotto la spinta dell’emergenza ? Siete sicuri che la situazione di Lario Reti Holding-Idroservice sia in ordine dal punto di vista giuridico e in grado di funzionare?

Siete certi , insomma, che quest’ultima, possa compiere atti che producono effetti giuridici efficaci e sopratutto validi, vista la situazione probabile di insanabile decadenza in cui si trovano ad operare i suoi organi amministrativi e di controllo?

Siete convinti e persuasi che in fondo a questo percorso non si apra, contrariamente alla vostra buona fede e alle vostre aspettative, la strada della gara e della conseguente privatizzazione?

Se queste certezze non vi sorreggono, non sarebbe opportuno, contrariamente a quanto palesato dalla proposta della Giunta provinciale, evitare di bocciare la proposta di deliberazione sottoscritta e autenticata in tempi brevissimi (15 giorni) da ben 1.500 cittadini?

Siete sicuri che l’alternativa sia la bocciatura, nel caso persistessero dubbi? E, non invece la sospensione e il rinvio della decisione in attiva attesa di avere nuovi elementi di valutazione?

Queste sono le domande che vi sottoponiamo.

Noi, pur con tutti i dubbi, avanziamo però una certezza, che abbiamo in più sedi operativamente evidenziato. L’approvazione di una Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico, come proposto dalla delibera di iniziativa popolare, permetterebbe in tempi assolutamente brevi e con costi molto contenuti, di affidarLe il servizio e uscire da una situazione che non lascia intravedere soddisfacenti, quanto coerenti, vie d’uscita.

Sempreché si abbia a cuore un “pubblico” coerente, efficace ed efficiente e non quel “pubblico” perlomeno “pasticcione” che, forse non casualmente, rischia di fornire il miglior alibi all’apertura ai privati.

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