La nostra replica a La Provincia di Lecco

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Gentile direttore,

abbiamo letto con dispiacere l’articolo pubblicato oggi sulla questione che vede coinvolti i titolari della pizzeria “The Village”, il Comune di Lecco e la Prefettura di Lecco. È semplicemente inaccettabile liquidare la nostra documentata attività e i nostri circostanziati interrogativi come “attacchi puramente politici” o “calderone dei dubbi e delle illazioni”. Le valutazioni errate dell’autore dell’articolo -sovrapponibili a quelle dell’amministrazione comunale, peraltro- hanno purtroppo sostituito i fatti e la realtà, tradendoli e alterandoli. Mai la nostra associazione ha “messo in dubbio” le minacce riferite dall’amministrazione: basta rileggersi il nostro scritto e la diffusa documentazione allegata. Sostenerlo è una grave falsificazione, che lede chi ne fa parte e l’intelligenza del lettore.

È un’illazione chiedersi -carte alla mano- il perché il Comune di Lecco abbia concesso nell’ottobre 2011 una licenza ad un locale già oggetto di una chiarissima informativa atipica della Prefettura di Lecco che parlava nel luglio 2011 di un “sospetto della sussistenza di tentativi di ingerenze mafiose nel tessuto lecchese da parte di appartenenti alla criminalità organizzata locale, attraverso la società in argomento”?

Non ci faremo in ogni caso intimidire dalle querele “annunciate” -tramite la giornalista- dal sindaco di Lecco, trinceratosi ancora una volta dietro a un laconico ed emblematico “no comment”. La trasparenza è il miglior alleato della legalità.

Non ci adegueremo ai più o meno espliciti inviti a tacere, anche a costo di scontentare qualcuno. Che sia un politico, un giornalista, o un responsabile ufficio stampa.

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