A proposito di Insubria

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I fatti di Insubria obbligano a mantenere alta la guardia ma suggeriscono prudenza. Chi tira linee forzate tra questa operazione e Metastasi ci sembra più interessato all’effetto -e alla copie vendute- che al merito. Anche ad una semplice lettura dell’ordinanza di custodia cautelare emergono infatti ipotetiche condotte del tutto diverse e distanti dai fatti dell’operazione di aprile. E la cesura secca con il mondo politico e imprenditoriale -ordinanza alla mano- mostra la caratura dei personaggi arrestati. Alcuni, come Giovanni Marinaro, sono una vecchia conoscenza per chi si occupa della materia, nei confronti del quale 4 anni fa -non stamattina- riportavamo conversazioni interessanti. Alcuni organi di stampa locali, taluni latitanti allora, pescano a piene mani dal nostro lavoro -talvolta senza citarci, purtroppo- per trovare gambe ad un resoconto che obiettivamente non ha carica, tessuto, influenza paragonabili ad altre inchieste. Dunque, con lo stesso rigore con il quale abbiamo incrociato e interpretato altri fatti (non limitandoci a copiare comunicati stampa dei carabinieri), diciamo ora che la ‘ndrangheta non è cinema, locandine e prime pagine strombazzate su cene o rituali. Nei prossimi giorni torneremo a parlarne, con sviluppi dal fascicolo di Metastasi. Meno teatrali ma forse più interessanti per il tessuto lecchese.

Qui Lecco Libera

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