Metastasi e le informative prefettizie: la retorica dei Comuni “eroi”

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“Da un punto di vista politico la testimonianza del vice prefetto Stefano Simeone pesa come un macigno e dimostra una cosa: sia il sindaco di Lecco che quello di Valmadrera sono gli unici che hanno preso in considerazione una ’segnalazione antimafia atipica’ prendendo provvedimenti. In passato non era successo e nemmeno in altri comuni”.

Affascinante la ricostruzione fatta a poche ore dall’udienza di lunedì del processo Metastasi dal segretario provinciale del Pd: peccato sia smentita dai fatti. O meglio: dai fatti e dalla sua stessa “fonte”, e cioè il capo di gabinetto della Prefettura Stefano Simeone.

Basta rileggere le sommarie informazioni testimoniali che lo stesso Simeone -non un omonimo- rese ai pubblici ministeri il 6 maggio 2014 a proposito proprio dell’informativa atipica che il Comune di Lecco ricevette da Corso Promessi Sposi nel luglio 2011 a proposito della società Delux Srl.

“Nello stesso periodo (luglio 2011, ndr) la prefettura di Lecco aveva contatti con il Comune di Lecco e personalmente anche con il Sindaco Brivo per un’altra informativa atipica avente ad oggetto la società Delux S.r.l. in relazione ad una autorizzazione commerciale che coinvolgeva componenti della famiglia De Luca. Produco fotocopia della informativa a cui ho fatto riferimento, relativa alla impresa Delux, indirizzata al Sindaco del Comune di Lecco in data 11 luglio 2011. […] Ricordo che dopo l’invio di questa prima informativa atipica il Comune non revocò la concessione, cosa che fece invece l’anno successivo a seguito dell’arresto di De Luca Bruno nell’ambito di un’indagine della Guardia di Finanza di Lecco avente per oggetto fatti di stupefacenti. Anche in quest’ultimo caso vi fu un cambio di titolare nell’ambito della società Delux S.r.l.”.

Ecco il passaggio: “Ricordo che dopo l’invio di questa prima informativa atipica il Comune non revocò la concessione”.

Come abbiamo già dimostrato incrociando le carte nel settembre scorso, il Comune di Lecco accordò la concessione (21 ottobre 2011) nonostante l’informativa atipica (11 luglio 2011). Altro che “provvedimenti presi”. Nel febbraio 2012 proprio quel Bruno Deluca al centro della prima informativa verrà arrestato per droga nei locali del The Village. Solo allora -marzo 2012- il Comune di Lecco deciderà di muoversi, accodandosi, il 27 marzo 2012, al decreto di sospensione della Questura di Lecco del primo marzo 2012. Ci sarà addirittura una seconda autorizzazione (19 giugno 2012), nonostante l’informativa dell’estate 2011, gli arresti di febbraio 2012 e il decreto della Questura (marzo 2012).

Il 6 settembre dello stesso anno sarà la volta di una nuova informativa di Corso Promessi Sposi, che “suggerisce” al Comune di Lecco di predisporre una nuova revoca, il 2 ottobre 2012, a danno questa volta della figlia di Deluca, con la giustificazione del “pericolo di collegamento dell’impresa individuale In capo alla Sig.ra Deluca […] con la criminalità organizzata”.

Come si può notare, quindi, è fuori luogo quanto grave rivendicare chissà quale primato morale in tema di utilizzo delle informative. Il Comune di Lecco, i fatti lo dimostrano e Simeone lo ha certificato, si mosse molto tempo dopo rispetto alla prima segnalazione della Prefettura. Riuscirà mai questo ceto politico-burocratico a rispettare la realtà?

Qui Lecco Libera

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