Il “capitale relazionale” di Metastasi

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Il capitolo dell’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione Metastasi dedicato al capitale sociale (o relazionale) della “locale” di ‘ndrangheta di Lecco è tanto sintetico quanto pesante. Lasciamo da parte in questo caso il sindaco di Valmadrera, Marco Rusconi. L’attenzione è rivolta al capoluogo, come chi scrive ha da subito sostenuto. L’associazione che ha visto in Mario Trovato ed Ernesto Palermo i propri principali esponenti -stando a quanto scrive il giudice delle indagini preliminari Ferraro- “ha potuto disporre e dispone attualmente” di un prezioso “capitale sociale”, “in virtù del grado di penetrazione della stessa nel tessuto sociale e politico-amministrativo del lecchese”. “Si intende con tali termini -scrive il Gip- indicare quel complesso di risorse e contatti conferiti dai soci e di cui gode l’associazione criminale e che, esattamente come i capitali di una società legale, si accresce in relazione all’attività svolta dalla compagine sociale ed è destinato ad essere reinvestito per espandere in modo ulteriore l’attività dell’associazione”.

Un “complesso di relazioni, contatti e disponibilità” del tutto irrilevanti dal punto di vista penale di cui però ha potuto (e può) costituire “la riserva delle risorse relazionali di cui può disporre l’associazione ex art.416 bis CP in vista dell’incremento di tale penetrazione”.

La pedina strategica di Mario Trovato era il consigliere comunale eletto tra le fila del Pd Ernesto Palermo, che garantiva (millantava?) “contatti con esponenti di primo piano dell’amministrazione comunale lecchese, in primo luogo con il sindaco Brivio Virginio, coinvolto nella vicenda dell’aggiudicazione della concessione del Lido di Parè, oltre che con Invernizzi Alberto (in consiglio comunale di Lecco con la lista Appello per Lecco, ndr), consigliere comunale di Lecco, più volte contattato e coinvolto da Palermo Ernesto in relazione ad interessi della locale”.
“Il gruppo criminoso -prosegue il Gip- ha avuto anche rapporti di frequentazione e intensi contatti con Ghezzi Silvia, persona impegnata politicamente già nell’Udeur e poi nel partito del Popolo della Libertà ed esponente politico del lecchese, come visto coinvolta nella vicenda dell’appoggio elettorale della cosca in vista delle elezioni amministrative del 2011 in Lombardia e Calabria. In tale ultimo contesto si è assistito allo sviluppo di rapporti della locale di Lecco con altri esponenti politici ed in primo luogo Oliverio Antonio, già assessore della Provincia di Milano sino al maggio 2009, e con Addisi Luigi Calogero, consigliere comunale a Rho (MI) per il Partito Democratico oltre che con esponenti politici di primo piano in Calabria”.

Ombre che si stagliano anche sulla permeabilità della Prefettura di Lecco. Ernesto Palermo avrebbe potuto raggiungere “informazioni riservate presso la Prefettura di Lecco con la connivenza e complicità di dipendenti della stessa tra cui un certo Giuseppe non meglio identificato contattato al fine di essere informato sugli sviluppi della informativa antimafia relativa alla società Lido di Parè srl . In questa prospettiva vanno ulteriormente valorizzate le emergenze contenute nell’annotazione di P.G. […] in ordine ai contatti tra componenti dell’associazione criminosa in oggetto e […] impiegato presso la Prefettura di Lecco addetto all’ufficio certificazioni antimafia e che risulta avere effettuato accessi al sistema SDI non inerenti all’attività d’ufficio”.

Aver inizialmente esitato (per quel che riguarda Brivio) su questo spaccato -dalla rilevanza penale nulla, come detto- rappresenta probabilmente l’ostacolo più impegnativo per il ristabilimento della credibilità di chi, a poche ore dagli arresti, ha cercato di puntare il dito sulla sola Valmadrera e sulla presunta tangente dell’ex sindaco Rusconi. In realtà, come l’audio da noi pubblicato dimostra, il sindaco di Lecco conosceva bene Ernesto Palermo. Ne conosceva carattere e pretese, probabilmente anche figlie di megalomania. Andava chiarito (dopo averlo denunciato nelle sedi opportune) subito, però. Farlo ora -oggi, domani- avrà le sembianze della pezza.

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