Il bene “confiscato” di Torre de Busi

Nella nostra zona non vi sono solamente la ex pizzeria “Il Giglio” o il bunker “Wall Street” a rappresentare i beni confiscati alle mafie. Capita persino di inciampare in un fabbricato rustico di 500mq confiscato alla cosca di Franco Trovato a Torre de Busi (Lecco), cittadina di 1.900 abitanti circa. Normalità richiederebbe che, una volta entrato nel patrimonio dello Stato, un bene confiscato venisse trattato come tale, destinandolo ove possibile per finalità di tipo sociale.

A Torre de Busi invece la normalità, in tema di beni confiscati, non è di casa. Come non è di casa la sensibilità necessaria per rispondere alla richiesta d’incontro che abbiamo protocollato ad inizio agosto presso il Comune. Abbiamo parlato in quell’occasione con il Vice Sindaco Nava, secondo alcuni l’uomo “forte” della Lega. Quando ci siamo incrociati presso l’ingresso, formulata anche al momento la richiesta d’incontro sulla tematica dei beni confiscati, ci rispose che “a Torre de Busi siamo fortunati, non c’è nemmeno un immobile confiscato”. Errore veniale? “A dire il vero ne avete uno, che ci risulta esser in qualche modo “usato” da chissà quale bontempone. Ne sa qualcosa?”. Il tempo era poco e il Vice Sindaco di corsa; ci siamo lasciati con un “a risentirci”. Dopodiché il nulla.

Alla luce di questo ingiustificato silenzio da parte dell’Amministrazione di Torre de Busi, abbiamo deciso di pubblicare questo mini documentario. E’ la storia (vergognosa) di un bene confiscato alla ‘Ndrangheta e poi lasciato lì a far non si sa bene che cosa. L’Agenzia del Demanio ha chiesto più volte nel 2007 e nel 2009 se qualche Ente volesse prenderselo in carico. Per tutti risultò “non idoneo”. Non per quei simpatici furbetti che l’hanno con il tempo “occupato”, piazzandoci tavoli, stufe, damigiane, Audi TT, presepi, cruscotti, disegni di bambini e attrezzi per l’orto (curatissimo!).

Paese piccolo, la gente mormora. Torre de Busi è molto piccola, eppure nessuno ha avvisato il Sindaco che la confisca s’era tramutata in barzelletta. Ora lo avvisiamo ufficialmente noi. Dite che risponderà alla richiesta d’incontro?

Qui Lecco Libera

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