L’Altra Via


Mobilità sostenibile: l’incontro con il Vice Sindaco Vittorio Campione

12 giugno 2010

Mercoledì 16 giugno, alle 9,30, Qui Lecco Libera (tenendo fede alle tematiche elaborate con il gruppo di lavoro “L’Altra Via”) incontrerà il Vice Sindaco nonché Assessore all’Ambiente e alla mobilità di Lecco Vittorio Campione. L’occasione sarà utile per aprire un tavolo di discussione consapevole e condivisa che metta al centro una tra le questioni più importanti per il presente e il futuro della nostra città: la mobilità e la vivibilità di Lecco. Temi inscindibili che coinvolgono, anche ma non solo, l’idea del “bike sharing” recentemente sondata dall’Amministrazione Comunale. Alla luce del lavoro portato avanti in questi anni dal movimento Qui Lecco Libera sul tema e del rinato interesse da parte degli Amministratori, ci auguriamo che il confronto possa risultare fruttuoso e fonte di stimoli concretizzabili. La mobilità dolce, la città a misura di cittadino e la sobrietà degli stili di vita meritano, a nostro parere, un’attenta ed allargata analisi da parte della cittadinanza intera. Analisi che potrebbe quindi ripercorrere l’iter partecipativo che ha interessato in queste ultime settimane il Piano di Governo del Territorio (PGT), con incontri ad hoc quartiere per quartiere, associazione per associazione, spunto per spunto. Certi temi non devono appartenere a questo o a quel soggetto politico, anzi, è proprio per questo che ci facciamo promotori di una simbolica e sfaccettata “pedalata” alla volta del sensibile miglioramento della disastrata situazione lecchese.

Qui Lecco Libera

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Domenico Finiguerra

19 febbraio 2010

La serata di ieri è andata molto bene. Prima del dibattito con il Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, abbiamo scelto di proiettare in anteprima il piccolo e modesto documentario dal titolo “Tutta mia la città”. E’ stato un lavoro intenso e militante che senza il contributo di Paolo, Davide, il professor Rocco Giovine ed altri ancora non sarebbe mai stato possibile concludere. Abbiamo intenzione di caricarlo in rete, ovviamente, e di realizzare dei Dvd. Non essendo Fininvest ci risulta un po’ complicato, ultimamente, affrontare autonomamente le varie spese. Chiunque fosse interessato al documentario lo potrà trovare ad un prezzo simbolico alla prossima serata, quella con Aldo Giannuli e il suo “Come funzionano i servizi segreti”. Analisi concisa che di questi tempi esige approfondimenti. L’appuntamento è quindi per lunedì 22 febbraio sempre all’Officina del mai abbastanza ringraziato Giuseppe Caccialanza.

Domenico Finiguerra è un amministratore puro. Puro perché spontaneo. La sua “relazione” è stata immediata, chiara e semplice. Il terreno fertile è l’ultima cosa che ci resta, sarebbe il caso di difenderlo. Peccato che i cultori della crescita, che albergano non soltanto a destra, siano tutti un celebrare le grandi infrastrutture, svincoli, ponti, Expo e via andare. Finiguerra e i suoi concittadini sono riusciti a far della sobrietà, del risparmio energetico e della sostenibilità il proprio credo. Laico. Dite che tornerà di moda un po’ di intelligenza?

Spazio all’ottimismo (e che ottimismo): “Chi compie reati deve andarsene dai partiti”, Silvio Berlusconi.

Duccio Facchini

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L’Altra Via: l’impronta ecologica

17 febbraio 2010

L’impronta ecologica è un indicatore ideato nel 1990 da William Rees e Mathis Wackernagel e continuamente perfezionato.

L’impronta è utilizzata per correlare lo stile di vita ed i consumi di una popolazione con “la quantità di natura” che serve per sostenerli a tempo indeterminato. Questa “quantità di natura” – espressa in ettari di territorio pro capite – comprende sia le risorse naturali necessarie per mantenere quel tipo di vita e di consumi (es. campi per produrre grano, alberi per la carta, spazio per il costruito ecc.), sia gli spazi ambientali necessari per smaltire i rifiuti generati (es. ettari di foreste per assorbire l’anidride carbonica prodotta dalle auto); in pratica l’impronta rappresenta “il peso” (espresso in ettari) che ogni popolazione ha sull’ambiente.E’ molto interessante confrontare l’impronta con la “produttività pro capite” o “biocapacità” del territorio abitato dalla popolazione presa in esame. Dal punto di vista dell’equilibrio ecologico se l’ impronta è minore della biocapacità tutto va bene, se è maggiore c’è da preoccuparsi perché significa che la popolazione esaminata preleva risorse dai territori esterni ai suoi confini. E’ interessante notare che il benessere non corrisponde necessariamente al valore definito dall’impronta di una popolazione: un americano, un olandese o un italiano, infatti hanno raggiunto un livello di benessere paragonabile, ma ottengono valori comunque dissimili nell’”impronta”. Questo fa pensare che si possa operare per ridurre l’impronta di una popolazione senza diminuirne il grado di benessere.

I sistemi e le tecnologie per rispettare i valori di equità ecologica sono molteplici: vanno dal risparmio energetico alla condivisione dei mezzi di mobilità (ad esempio, con il car sharing), dal consumo di alimenti prodotti locali, alla produzione di prodotti riparabili, senza i costi dell’”usa e getta”.

L’impronta ecologica é quindi un indicatore molto utile per far cogliere ai cittadini e ai decisori politici – in maniera rigorosa, ma facilmente intuibile – la relazione tra lo stile di vita di una popolazione e la “quantità di natura” necessaria per sostenerlo.

Si può quindi ridurre l’impronta di una popolazione senza diminuirne il grado di benessere.E’ necessario anche per la città di Lecco quindi conoscere e monitorare questo valore per addirittura aumentarne il benessere e la qualità della vita e del territorio, anche in termini economici, diminuendo verosimilmente nel contempo oltre gli sprechi anche le malattie. Questo permette di scegliere come e dove andare con oculatezza per un’amministrazione seria al passo ed al servizio dei cittadini.

L’Altra Viaaltravialecco@gmail.com

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L’Altra Via: il referendum di quartiere

14 febbraio 2010

Con ritardo rispetto al diligente Esserevento.it, diamo inizio alla resa pratica dei punti contenuti nel contributo programmatico “L’Altra Via”.

Si comincia dall’istituto del Referendum di quartiere:

A parole tutti sono contro lo scempio. Coi fatti senz’altro un poco meno. Non per altro perché il saccheggio delle aree industriali e le inchieste sul Lago ferito della stampa locale, ne sono la riprova.

Allora per evitare fraintendimenti, contratti non rispettati, equivoci sulle parole, chiediamo che le coalizioni che saranno presenti alle elezioni si assumano, prima del voto, l’impegno chiaro e vincolante che tra gli atti amministrativi che assumeranno nei primi cento giorni di Governo ci sia un metodo di prevenzione agli scempi urbanistici. Ci sia cioè l’Istituzione come metodo sancito da regolamenti e statuti, e quindi operativo, di referenda cittadini e soprattutto di quartiere/circoscrizionali così che eventuali cambiamenti proposti dall’Amministrazione centrale trovino preventivamente condivisione.

Per poi, e solo poi, essere eventualmente assunti come momento del Piano di Governo del Territorio o dell’azione ordinaria comunale.

In modo tale che la realizzazione concreta dei progetti stessi possa attuarsi successivamente in modo sereno. E non venga, come ora, calata sulla testa di chi poi quotidianamente deve subire decisioni altrui.

“L’Altra Via”

Per aderire, sostenere, integrare, criticare “L’Altra Via”, potete scrivere a altravialecco@gmail.com

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